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Quando i segni conducono alla fede: il mistero del “riposo nello Spirito” e la forza della conversione

Quando i segni conducono alla fede: il mistero del “riposo nello Spirito” e la forza della conversione

da admin_slgnwf75
11 Luglio 2026
in costume e società
Tempo di lettura: 3 minuti
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La notizia proveniente dalle parrocchie di Vena Media e Vena Inferiore, dove alcuni fedeli riferiscono di vivere durante la Santa Messa il cosiddetto “riposo nello Spirito”, ha acceso curiosità, interrogativi e dibattiti

di Antonella Moschella

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La notizia proveniente dalle parrocchie di Vena Media e Vena Inferiore, nel territorio di Mileto, dove alcuni fedeli riferiscono di vivere durante la Santa Messa il cosiddetto “riposo nello Spirito”, ha acceso curiosità, interrogativi e dibattiti. C’è chi parla di suggestione, chi di esperienza spirituale e chi, invece, vi riconosce un dono dello Spirito Santo.

La Chiesa cattolica, di fronte a fenomeni di questo tipo, invita sempre alla prudenza e al discernimento. Nessun evento straordinario sostituisce la fede e ogni presunto fenomeno spirituale va valutato con equilibrio. Tuttavia, la storia della Chiesa dimostra che, in alcuni momenti, Dio si è servito anche di segni per richiamare gli uomini a sé.

Nel mondo del Rinnovamento Carismatico Cattolico, figure come Padre Emiliano Tardif, missionario canadese dei Missionari del Sacro Cuore, e Padre Darío Betancourt, sacerdote colombiano, hanno radunato per decenni migliaia di fedeli in ogni parte del mondo. Anche in Italia, i grandi incontri di Rimini richiamavano persone provenienti da ogni regione. Molti partecipavano spinti dalla curiosità, altri dalla sofferenza, altri ancora dalla disperazione. Numerose testimonianze raccontano di persone che cadevano  per la conversione dell’anima  altri invece ottenevano la guarigione  del corpo e tornavano alle proprie case profondamente cambiate: non tanto per aver assistito a qualcosa di straordinario, quanto per aver riscoperto la preghiera, la confessione, l’Eucaristia e il desiderio di vivere una fede autentica.

La stessa esperienza ci ricorda che il centro della vita cristiana non sono i fenomeni straordinari, ma Cristo. La mistica  Natuzza Evolo  non invitava a cercare il prodigio; invitava a pregare, ad amare la Madonna, a partecipare ai sacramenti e a vivere il Vangelo. I segni, quando autentici, non attirano l’attenzione su chi li vive, ma conducono sempre a Dio.

Nel Vangelo, Gesù compie miracoli che aprono gli occhi ai ciechi, fanno camminare gli storpi e ridonano speranza agli afflitti. Ma il miracolo più grande resta sempre la conversione del cuore. È questo il fine di ogni autentica manifestazione della grazia: non stupire, ma trasformare.

Se quanto accade a Vena conduce un maggior numero di persone alla confessione, alla partecipazione alla Santa Messa, alla riconciliazione con Dio e con il prossimo, allora il frutto spirituale merita attenzione. Per la tradizione cristiana, infatti, è dai frutti che si riconosce l’opera dello Spirito.

Dio, per chi crede, non cessa di operare nella storia. La sua onnipotenza non è finalizzata a impressionare l’uomo, ma a salvarlo. I segni, quando sono autentici, diventano un linguaggio della misericordia divina: un richiamo rivolto soprattutto a chi è lontano, a chi ha smarrito la speranza o fatica a credere.

La fede non nasce dall’emozione di un istante, ma può essere risvegliata da un incontro che cambia la vita. Per questo la Chiesa continua a richiamare tutti al discernimento, senza chiudere la porta alla possibilità che lo Spirito Santo continui a soffiare dove vuole perché il più grande miracolo non è vedere qualcuno cadere durante una preghiera, ma vedere un uomo o una donna rialzarsi con un cuore nuovo, riconciliato con Dio e deciso a vivere il Vangelo ogni giorno.

Tags: conversionefedemisteroparrocchiespirito santo

admin_slgnwf75

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