Il portavoce di Opposizione Civica ci ricorda che il racconto ironico e il proverbio continuano ancora oggi a rappresentare strumenti efficaci per commentare l’attualità amministrativa e istituzionale
C’è chi sceglie il linguaggio della denuncia diretta e chi, invece, preferisce affidarsi all’ironia popolare, alla memoria collettiva e a quei personaggi che appartengono al patrimonio culturale delle comunità. È questa la strada percorsa da Enzo Comerci, portavoce di Opposizione Civica, che in un intervento dal titolo “Mastru Befanu e principianti i violinu” utilizza il racconto di una celebre figura del folklore di Comerconi per rivolgere una dura critica politica alla gestione dei finanziamenti destinati ai comuni vibonesi.
Il testo prende le mosse dal ricordo di Mastru Befanu, descritto come “uno ca’ sparava grossa”, protagonista di racconti tanto fantasiosi quanto coinvolgenti. Tra questi viene riproposto il celebre episodio della coturnice che, come in un numero di prestigio, sembrava moltiplicarsi all’infinito dalla sacca del cacciatore, fino all’intervento dell’amico che lo fermava con l’espressione: “Bonu bonu Befanu ca’ stai spinnandu”.
È proprio questa immagine che diventa la chiave narrativa dell’intervento politico.
Secondo Comerci, anche nella vicenda dei 19 milioni di euro destinati ai comuni della provincia di Vibo Valentia vi sarebbe una sorta di gioco di prestigio. Nel documento si legge infatti: “L’importo di 19 milioni di euro sembrava un toccasana per la provincia vibonese”, salvo poi ricordare che quelle risorse, previste già con la finanziaria del 2022, sarebbero rimaste per anni congelate per essere oggi nuovamente annunciate ai sindaci.
La critica diventa ancora più esplicita quando il portavoce di Opposizione Civica osserva che “dopo quasi sette mesi, il bravo prestigiatore comunica ai sindaci che i 19 milioni, sempre quelli, sono stati scongelati”, evidenziando inoltre come le somme risultino distribuite nell’arco temporale compreso tra il 2025 e il 2029.
Nel mirino dell’autore finiscono anche i criteri di ripartizione delle risorse. A titolo di esempio viene ricordato che “per il comune di Nicotera sono stati stabiliti 400mila euro… per il 2029, campa cavallo”, mentre per Joppolo vengono citati 50 mila euro, con l’ironica considerazione che, prima di poterli utilizzare, “forse il sindaco… li avrà consumati tra scarpe, carburante e quant’altro”.
Il finale riprende il filo del racconto iniziale, trasformando definitivamente la satira popolare in giudizio politico. Comerci conclude infatti scrivendo: “Il caro Mastru Befanu, con questi ‘principianti di violino’, rimarrà in eterno al vertice dei pallunari del Vibonese e della Calabria, almeno lui faceva ridere.”
Un testo che sceglie volutamente il registro dell’umorismo e della tradizione popolare per esprimere un dissenso politico, dimostrando come, nella cultura calabrese, il racconto ironico e il proverbio continuino ancora oggi a rappresentare strumenti efficaci per commentare l’attualità amministrativa e istituzionale.











