• Contatti
sabato, Settembre 5, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Paolo Borsellino e l’agenda rossa: il simbolo di una verità ancora incompiuta

Paolo Borsellino e l’agenda rossa: il simbolo di una verità ancora incompiuta

da admin_slgnwf75
19 Luglio 2026
in costume e società, ricordi
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

19 luglio 1992 – 19 luglio 2026. La memoria non si onora con le corone di fiori, ma con il coraggio di cercare la verità, anche quando fa paura

di Antonella Moschella

Ti potrebbe anche piacere

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

4 Settembre 2026
349
Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

3 Settembre 2026
177

Il 19 luglio 1992 non venne assassinato soltanto un magistrato. In via D’Amelio morirono Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Con quell’esplosione si tentò di cancellare un uomo che aveva dedicato la propria vita alla ricerca della verità e alla lotta contro Cosa Nostra.

Borsellino sapeva di essere un condannato a morte. Dopo la strage di Capaci aveva più volte manifestato la consapevolezza che il suo tempo fosse limitato. Eppure non si fermò. Continuò a lavorare, a incontrare persone, a raccogliere informazioni, convinto che dietro l’assassinio di Giovanni Falcone vi fossero ancora aspetti da chiarire.

Tra le immagini più inquietanti di quella giornata ce n’è una che, ancora oggi, continua a interrogare le coscienze: la scomparsa dell’agenda rossa. Era il taccuino che Paolo Borsellino portava sempre con sé, dove annotava riflessioni, appuntamenti e informazioni legate alle sue indagini. Dopo l’esplosione la borsa del magistrato fu recuperata, ma dell’agenda rossa non vi era più traccia.

borsellino

Da oltre trent’anni quella agenda rappresenta molto più di un oggetto scomparso. È diventata il simbolo di tutto ciò che ancora manca per ricostruire completamente la verità sulle stragi del 1992. Chi la prese? Quando sparì? Cosa conteneva? Domande che continuano ad accompagnare una delle pagine più drammatiche della storia della Repubblica.

Negli anni la magistratura ha accertato l’esistenza di gravi depistaggi nelle indagini sulla strage di via D’Amelio. Questo rende ancora più dolorosa la vicenda dell’agenda rossa: non è soltanto il mistero di un taccuino scomparso, ma il simbolo di una ricerca della verità ostacolata da errori, omissioni e ricostruzioni rivelatesi false.

Ogni 19 luglio si depongono corone di fiori e si pronunciano parole solenni, ma Paolo Borsellino non ha bisogno solo di commemorazioni. Ha bisogno di una memoria che non si accontenti delle cerimonie, ma continui a pretendere chiarezza. Perché ricordare senza cercare la verità rischia di svuotare il significato del suo sacrificio.

L’agenda rossa non è soltanto ciò che manca da una borsa. È la pagina ancora bianca della nostra coscienza civile. Finché quella pagina non sarà riempita dalla verità, il dovere della memoria resterà incompiuto.

La lotta alla mafia non è mai l’opera di un solo uomo. È un lavoro di squadra, nel quale il fondamento di tutto è la fiducia: tra magistrati, investigatori, Forze dell’Ordine e istituzioni. Quando quella fiducia viene tradita, non si ferisce soltanto una persona, ma si incrina l’intero Stato. E se davvero qualcuno dello Stato ha tradito uomini come Falcone e Borsellino, allora ha tradito prima di tutto i cittadini onesti che in quello Stato avevano riposto la loro speranza.

La giustizia è come un ponte: ogni pilastro è fatto di fiducia. Se uno cede, il ponte non crolla soltanto su chi lo attraversa, ma su un intero popolo che aveva creduto di poter raggiungere l’altra sponda.

La memoria non si onora con le corone di fiori, ma con il coraggio di cercare la verità, anche quando fa paura. Perché uno Stato che tradisce i suoi servitori migliori non perde solo degli uomini: perde la propria anima.

Tags: agenda rossamemoriapaolo borsellinopaurastrage di via d'amelioverità

admin_slgnwf75

Articoli Simili

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

da Maurizio
4 Settembre 2026
349

Per una volta - e per fortuna - la politica vibonese ha saputo riconoscere che esistono figure davanti alle quali...

Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

da redazione
3 Settembre 2026
177

Un programma ricco di attività: nuoto, musicoterapia, orientamento e mobilità, lavoro di gruppo, esercizi per l’autonomia personale, momenti ricreativi, animazione...

Bilancio 2025, Mammoliti presenta emendamenti alla legge di stabilità per Città, Provincia e ASP di Vibo Valentia

Infanzia e adolescenza, il Coordinamento delle Associazioni sollecita la nomina del Garante regionale

da redazione
2 Settembre 2026
134

Venditti e Dato: «Si tratta di un ritardo che non trova giustificazione e che priva la Calabria di un presidio...

Zungri diventa Nazareth. E il cinema si accorge ancora una volta delle bellezze che custodisce il Vibonese (VIDEO)

Zungri diventa Nazareth. E il cinema si accorge ancora una volta delle bellezze che custodisce il Vibonese (VIDEO)

da Maurizio
2 Settembre 2026
192

Il cinema sceglie Zungri. E lo fa con un regista, Mimmo Calopresti, e un cast di primo piano. Le Grotte...

Prossimo
Un ragazzo viene accoltellato all’uscita di scuola a Catanzaro

Maxi blitz contro le baby gang, trovati mille profili social inneggianti violenza. Oltre 500 arresti

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews