• Contatti
sabato, Settembre 5, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
…Salvini il Ministro, e Roggero il condannato. Non è questione di solidarietà umana

IPA86776371 - BOLLATE (MILANO), 18/07/2027 - Il ministro Matteo Salvini esce dal carcere di Bollate dopo l'incontro con Mario Roggero e incontra i giovani della Lega con volantini a favore della grazia per Roggero. (Photo by Emanuele Roberto De Carli/IPA/Sipa USA)No Use United Kingdom. No Use Italy. No Use Vatican City.

…Salvini il Ministro, e Roggero il condannato. Non è questione di solidarietà umana

da admin_slgnwf75
19 Luglio 2026
in politica
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Salvini non è entrato in carcere come semplice cittadino. Né come parlamentare. Vi è entrato come vicepresidente del Consiglio della Repubblica. La sua è apparsa come un’iniziativa politica

di Franco Cimino

Ti potrebbe anche piacere

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

4 Settembre 2026
170
Promuovere il trasporto pubblico a Vibo Valentia, il Comune rende noti gli orari del bus Vibo-Portosalvo via Vibo Pizzo

Piano regionale dei trasporti, due Calabrie a confronto: per la FIT Cisl il dialogo funziona, il Pd chiede di fermare tutto

3 Settembre 2026
147

Matteo Salvini è andato di primo mattino, nel primo giorno di detenzione di Mario Roggero, a fargli visita in carcere.

Due sole considerazioni, che volutamente prescindono dalla discussione sul significato della sentenza con cui il gioielliere di Grinzane Cavour è stato condannato a poco meno di quindici anni di reclusione e al risarcimento di ottocentomila euro ai familiari dei due rapinatori uccisi, mentre un terzo rimase gravemente ferito.

È una sentenza che ha diviso il Paese. C’è chi la considera giusta e chi profondamente ingiusta; chi la ritiene rigorosamente conforme al diritto e chi vi legge un’impostazione politica o ideologica. È una discussione legittima. Ma non è questa la questione che mi interessa. Così come non è Roggero, trasformato da molti nel simbolo della legittima difesa dai criminali, il centro della mia riflessione.

Il punto è un altro. E ha un nome e un cognome: Matteo Salvini.

Da tempo il vicepresidente del Consiglio sembra muoversi come un battitore libero all’interno del Governo. Un giorno parla da ministro degli Esteri, un altro da ministro dell’Interno; poi da ministro dell’Economia, dell’Energia, dell’Istruzione, della Cultura o della Famiglia. Sul Ponte sullo Stretto assume perfino il ruolo di ideatore, progettista, ingegnere, direttore dei lavori e, quasi, amministratore unico dell’opera.

Naturalmente ogni ministro esercita le proprie funzioni. Ma Salvini sembra interpretare il proprio incarico senza riconoscere i limiti della responsabilità collegiale che caratterizza ogni governo parlamentare. E finisce così per sovrapporre continuamente il ruolo istituzionale a quello di leader della Lega, utilizzando il primo per rafforzare il secondo.

Questa modalità di agire ha già prodotto tensioni, soprattutto sul piano internazionale, creando più di un imbarazzo al Governo e alla stessa Presidenza del Consiglio. Ma la visita in carcere a Mario Roggero rappresenta qualcosa di diverso e, a mio giudizio, di più grave.

Salvini non è entrato in carcere come semplice cittadino. Né come parlamentare. Vi è entrato come vicepresidente del Consiglio della Repubblica.

Non si è recato a verificare le condizioni dell’istituto penitenziario. Non ha visitato il carcere per accertarsi della situazione dei detenuti. Non è andato neppure, semplicemente, a manifestare una doverosa solidarietà umana verso una persona che iniziava a scontare una pena.

La sua è apparsa, inevitabilmente, come un’iniziativa politica.

Una scelta che assume il significato di una contestazione della sentenza pronunciata da un tribunale della Repubblica e, indirettamente, dell’autorità della magistratura che quella sentenza ha emesso. Nello stesso tempo, essa propone una precisa concezione della legittima difesa e del rapporto tra cittadino, violenza e Stato.

È una posizione pienamente legittima per un dirigente di partito. Molto meno per chi ricopre una delle più alte cariche del Governo, perché le sue parole e i suoi gesti non appartengono più soltanto a lui: impegnano l’esecutivo del quale fa parte. E, indirettamente, l’intero popolo italiano.

Si obietterà che Salvini è anche un deputato e che, come tale, esercita liberamente le proprie prerogative politiche. È vero. Ma la sua libertà di iniziativa incontra un limite nella responsabilità istituzionale che deriva dall’essere vicepresidente del Consiglio. Un governo rappresenta la Repubblica, non il partito di appartenenza dei suoi ministri.

È proprio questo che mi preoccupa.

Passo dopo passo, corridoio dopo corridoio, decreto dopo decreto, si afferma un’idea della politica nella quale il confine tra propaganda e istituzioni diventa sempre più labile. Contemporaneamente il Parlamento viene progressivamente marginalizzato e la fisiologica separazione tra i poteri dello Stato viene sottoposta a una pressione continua.

La democrazia raramente si incrina attraverso un solo gesto. Più spesso si consuma lentamente, attraverso una successione di precedenti che finiscono per apparire normali.

È questo il rischio che vedo.

Se a tutto ciò si aggiungessero una legge elettorale ancora più distorsiva di quella vigente, il progressivo indebolimento del Parlamento, i ricorrenti attacchi al Capo dello Stato e la persistente fragilità di un’opposizione ancora divisa e incapace di costruire un’alternativa credibile, allora la qualità della nostra democrazia potrebbe davvero deteriorarsi.

Non in un giorno. Ma lentamente. Fino al punto di renderci conto, quasi senza accorgercene, che il Paese nel quale viviamo non è più quello che avevamo conosciuto e che speravamo, negli ultimi decenni, di rendere più maturo, più equilibrato e più giusto. La mia preoccupazione cresce. Purtroppo, anche la disaffezione della gente verso la politica nella quale pericolosamente cresce la diffidenza verso la Democrazia. Temo che Sergio Mattarella, il Presidente, già indotto in errore sul caso “grazia a Minetti”, e quasi sempre lasciato solo nelle battaglie per la difesa della Costituzione, non ce la faccia a sopportare il peso crescente che grava sempre più sulla affaticata Democrazia italiana.

É tempo che il popolo si svegli e gli dia una mano. Adesso, già domani sarebbe troppo tardi.

Tags: carcerecondannatomario roggeromatteo salviniministrosolidarietàvisita

admin_slgnwf75

Articoli Simili

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

da redazione
4 Settembre 2026
170

Dura replica dell'Assessore Gagliardi ad alcuni post sui social: "basta speculazioni social, noi rispondiamo con atti concreti" Un’azione decisa e...

Promuovere il trasporto pubblico a Vibo Valentia, il Comune rende noti gli orari del bus Vibo-Portosalvo via Vibo Pizzo

Piano regionale dei trasporti, due Calabrie a confronto: per la FIT Cisl il dialogo funziona, il Pd chiede di fermare tutto

da redazione
3 Settembre 2026
147

Per i consiglieri regionali del PD "Il vero problema è cosa accadrà fuori dalle stanze della Regione". La FIT CISL...

Stabilizzazione tirocinanti, Cgil e Nidil Calabria contrari al rinvio del termine al 15 giugno

Tis, nuovo incontro in Regione tra sindacati e assessore Calabrese

da redazione
3 Settembre 2026
129

Fino al 21 settembre, gli Enti locali interessati potranno richiedere il contributo di 54.000 euro per ulteriori assunzioni dei Tis...

Aperte le iscrizioni all’asilo nido comunale di Vibo Valentia per l’anno educativo 2025/2026

Asili nido, lo scontro non si placa. Pitaro e Comito: «La Regione non ha responsabilità, il Comune chiarisca i suoi ritardi»

da redazione
3 Settembre 2026
252

Nota congiunta dei due esponenti del centrodestra vibonese. Dietro la disputa sulle procedure e sui fondi rimane il problema concreto...

Prossimo
Impianto fotovoltaico a Maierato (Piana degli Scrisi) l’Ordine degli Agronomi di Vibo Valentia al fianco degli agricoltori

Impianto fotovoltaico a Maierato (Piana degli Scrisi) l’Ordine degli Agronomi di Vibo Valentia al fianco degli agricoltori

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews