Azione concreta, senso civico e cittadinanza attiva. Questa mattina, alla spiaggia Colamaio 1 di Pizzo, i giovani del Leo Club Vibo Valentia hanno scelto di sporcarsi le mani per restituire decoro a un tratto di costa
Un gesto semplice, ma tutt’altro che scontato, che merita di essere raccontato e soprattutto valorizzato, perché ci sono momenti in cui non servono grandi discorsi. Basta un paio di guanti, un sacco per la raccolta dei rifiuti e la volontà di fare qualcosa.
È quello che hanno fatto questa mattina, dalle 6 alle 9, i ragazzi del Leo Club di Vibo Valentia, protagonisti dell’iniziativa “Puliamo la spiaggia”, promossa con il patrocinio del Comune di Pizzo e nell’ambito delle attività del Multidistretto Leo 108 IY e del Distretto Leo 108 Ya Calabria.
Un’iniziativa da mettere in evidenza non soltanto per il risultato concreto prodotto, ma per il messaggio che porta con sé.

Perché tra una fotografia pubblicata sui social, una denuncia affidata a un post e una ramanzina sul degrado c’è una differenza sostanziale: la volontà di intervenire personalmente.
I ragazzi del Leo Club hanno scelto la strada più semplice e, allo stesso tempo, più difficile: quella dell’azione.
Non hanno aspettato che qualcun altro provvedesse. Non si sono limitati a fotografare ciò che non va. Non hanno trasformato il problema in una polemica. Hanno preso guanti e sacchi e hanno cominciato a raccogliere ciò che deturpava la spiaggia.
È questa la cittadinanza attiva nella sua forma più autentica.
E vale la pena sottolinearlo proprio perché troppo spesso il rapporto con gli spazi pubblici si ferma alla pretesa: “qualcuno deve pulire”. Certo, esistono responsabilità precise e servizi che devono essere garantiti. Ma una comunità cresce anche quando i cittadini comprendono che il bene comune non è soltanto qualcosa da pretendere: è anche qualcosa da custodire.



I giovani del Leo Club hanno dato una piccola, grande lezione. Una lezione senza prediche.
Una lezione rivolta soprattutto ai moralisti da salotto e, oggi, da tastiera, a quanti sono sempre pronti a denunciare, commentare, indignarsi e fotografare, ma molto meno disponibili a fare un passo avanti e contribuire concretamente alla soluzione del problema.
Non è una gara tra chi denuncia e chi agisce. La denuncia è necessaria quando serve a richiamare responsabilità e a chiedere interventi. Ma quando alla denuncia non segue mai l’azione, rischia di diventare soltanto un esercizio di stile.
Qui, invece, ci sono ragazzi che hanno scelto di esserci.
E lo hanno fatto di buon mattino, in un orario nel quale la maggior parte delle persone probabilmente stava ancora dormendo. Hanno dedicato parte del proprio tempo a uno spazio che appartiene a tutti, senza chiedere nulla in cambio.
Questo significa dare l’esempio.
E significa anche dimostrare che parlare di ambiente, rispetto del territorio e futuro non deve necessariamente trasformarsi in una predica. Può diventare un gesto concreto, persino umile, come raccogliere un rifiuto lasciato sulla sabbia.
Il mare calabrese è una delle nostre ricchezze più preziose. Ma non basta celebrarlo nelle immagini, nei post e nelle campagne promozionali. Bisogna rispettarlo.
La spiaggia non diventa più pulita perché qualcuno ne fotografa la sporcizia. Diventa più pulita quando qualcuno decide di raccogliere quei rifiuti.
È una distinzione elementare, ma fondamentale.



Ecco perché l’iniziativa del Leo Club di Vibo Valentia merita di essere raccontata. Non perché qualche giovane abbia compiuto un gesto straordinario, ma perché dovrebbe diventare normale che una comunità si prenda cura dei propri luoghi.
Il messaggio scelto per l’iniziativa è semplice: “Insieme per un mare più pulito, oggi per un domani migliore”. Ma questa volta alle parole sono seguiti i fatti.
E forse è proprio questo il punto.
In una stagione nella quale siamo tutti diventati bravissimi a commentare il mondo attraverso uno schermo, c’è ancora qualcuno che preferisce guardarlo negli occhi e provare a cambiarne, anche solo per un piccolo tratto, la realtà.
Bravi, dunque, ragazzi del Leo Club: non avete soltanto pulito una spiaggia. Avete dimostrato che il senso civico non si proclama: si pratica.
E che, qualche volta, per dare una lezione di civiltà non servono parole. Bastano due mani disposte a sporcarsi.










