Convalidato il fermo per tentato omicidio eseguito dalla Polizia di Stato nei confronti della badante.
La Polizia fa luce definitivamente su quanto è successo la notte 19 agosto ad Antonio Reggio, l’ex professore del liceo classico, portato al pronto soccorso dello Jazzolino con ferite compatibili con un’arma da taglio e numerose altre lesioni.
In base a quanto si apprende “intorno alle ore 2.50, su disposizione della Sala Operativa della Questura, personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è intervenuto presso un’abitazione di Vibo Valentia a seguito di una richiesta di soccorso.
Giunti sul posto, gli operatori hanno rinvenuto l’anziano all’interno della propria camera da letto, privo di coscienza e disteso sul letto, con diverse bende intrise di sangue posizionate sul corpo, in particolare nella zona addominale.
Il personale sanitario, nel frattempo intervenuto, ha immediatamente trasportato l’uomo in codice rosso presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia; gli accertamenti clinici e diagnostici effettuati presso il nosocomio hanno evidenziato un’emorragia toracica massiva e una ferita da taglio nella regione ipogastrica. Inoltre, sul corpo dell’anziano sono state rilevate multiple fratture scomposte.
Considerata la gravità delle condizioni, il paziente è stato successivamente trasferito d’urgenza presso l’ospedale di Catanzaro, dove si trova tuttora ricoverato con prognosi riservata”.
Fino qui la cronaca di quella sera.
I sospetti che fosse stata la badante ucraina ad aver ferito l’87enne si sono presto rivelati concreti, infatti, le indagini avviate dalla Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di appurare che la donna aveva iniziato a lavorare presso l’abitazione dell’anziano alla fine del mese di giugno 2026, in sostituzione temporanea di una sua collega connazionale, e avrebbe dovuto concludere il proprio incarico il 20 agosto, ma qualcosa l’aveva convinta che nell’addome dell’uomo vi fosse un non meglio precisato “animale”.
Per questo motivo, aveva allestito all’interno della camera da letto dell’anziano una rudimentale “sala operatoria”, gli avrebbe somministrato sostanze che avrebbero avuto effetto sedativo e, dopo averlo addormentato, gli avrebbe praticato un taglio nella zona addominale utilizzando un coltello da cucina.
Ma qualcosa è andato storto e sono intervenuti gli agenti della Polizia che hanno sottoposto a sequestro diversi coltelli, dei guanti in lattice ed una confezione di sodio cloruro, usati o comunque predisposti dalla donna per “rimuovere il non meglio precisato “animale” all’interno dell’addome dell’uomo”, proprio come lei stessa ha ammesso durante l’interrogatorio in presenza del suo difensore.
Alla luce dei gravi indizi acquisiti e ritenuto sussistente un concreto pericolo di fuga, vista la presenza di una valigia già predisposta e dall’assenza di una stabile dimora, la Squadra Mobile ha proceduto all’arresto della donna, che è stata trasferita presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria su disposizione del Pubblico Ministero di turno.
Nella giornata odierna, la competente Autorità Giudiziaria ha convalidato il fermo, disponendo nei confronti della donna la misura della custodia cautelare in carcere.











