È stato ribadito con forza il ruolo decisivo degli screening: strumenti semplici, accessibili, che permettono di intercettare la malattia quando è ancora silenziosa
di Domenico Nardo
La prevenzione non è un concetto astratto. È un gesto. È una scelta.
Al Castello Murat di Pizzo, questa scelta ha preso forma in una serata che ha unito medicina, testimonianza e arte, grazie all’impegno dell’Associazione Oncologica ODV Sole di Speranza e della sua presidente, Francesca Barbieri, che da anni trasforma la propria esperienza in un lavoro silenzioso e necessario sul territorio.
Un pubblico numeroso, attento, partecipe: segno che la comunità sente la prevenzione come un tema vivo, urgente, condiviso.
Le istituzioni hanno aperto l’incontro con parole brevi e misurate:
Francesca Barbieri, Presidente dell’Associazione Sole di Speranza ODV
Sergio Pititto, Sindaco della Città di Pizzo
Maria Teresa De Fina, Consigliera Comunale
Caterina Muggeri, Presidente Croce Rossa Italiana – Comitato Vibo Valentia
Carmen Giampà, Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attività Produttive del Comune di Pizzo.
Gli interventi hanno sottolineato non solo la centralità della prevenzione, ma anche la vicinanza e il sostegno del Comune di Pizzo all’iniziativa: una presenza istituzionale concreta, che conferma l’importanza di promuovere sul territorio una cultura della cura, degli screening, dell’attenzione ai segnali del corpo.
Poi la scienza, con i relatori presenti in locandina:
Vittorio Setito, Commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia
Francesco Marincola, Chief Scientific Officer – Translational and Advanced Medicine
Michele Pellegrino, Responsabile del Laboratorio di Microbiologia, Igiene e Sanità Pubblica
Caterina Patania, Psiconcologa, referente regionale A.C.M.O. Europa Donna
Antonio Spinoso, Specialista in oncologia, dirigente dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Ospedale di Tropea



Un filo unico: la prevenzione come conoscenza, come disciplina, come cura.
Si è parlato soprattutto di tumore al seno, della necessità per le donne di ascoltare il proprio corpo, di riconoscere i cambiamenti, di non rimandare.
È stato ribadito con forza il ruolo decisivo degli screening: strumenti semplici, accessibili, che permettono di intercettare la malattia quando è ancora silenziosa.
La prevenzione è anche questo: vigilanza gentile, attenzione quotidiana, controlli periodici.
Spinoso ha ricordato che lo stile di vita e l’alimentazione non sono dettagli, ma parte della cura.
Il momento più intimo è arrivato con l’attrice Annalisa Insardà.
La sua testimonianza non è stata quella di un tecnico, ma quella di una donna che ha attraversato la malattia e che ha scelto di raccontarla attraverso la propria voce scenica, con la misura dell’arte e la verità dell’esperienza.
Ha parlato della paura, della cura, della forza, della guarigione.
E ha trasformato la sua presenza artistica in un invito semplice e diretto: non aspettare, non ignorare ciò che il corpo dice, non avere timore dei controlli.
La frase che ha lasciato alla sala è diventata la sintesi della serata: «La vita altro non è che il compromesso tra se stessi e il coraggio di viverla.»
La musica di Edoardo Nadile, Chiara Aracri e Roberto Galloro ha dato respiro all’incontro, come un controcanto leggero alla densità delle parole.
Chiara Aracri, soprano, ha offerto interpretazioni limpide e misurate, una voce che ha attraversato la serata con naturalezza, restituendo alla prevenzione anche una dimensione di luce e delicatezza.
La moderazione di Roberta Pino, PhD Student in Translational Medicine, ha tenuto insieme le diverse voci con misura, senza sovrapporre, senza appesantire.
Una serata che non ha voluto celebrare, ma ricordare: la prevenzione è un atto di responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
Un gesto quotidiano, una postura, una scelta.










