Era stato catturato in Slovacchia nell’aprile scorso grazie ad attività di cooperazione internazionale di polizia.
È rientrato in Italia, scortato da personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante albanese Smajlaj Fisnik, nei cui confronti era stato emesso un Mandato di Arresto Europeo conseguente ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere ottenuto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Era stato catturato in Slovacchia nell’aprile scorso grazie ad attività di cooperazione internazionale di polizia.
Nel 2023, Smajlaj risultava coinvolto nel procedimento convenzionalmente denominato “GENTLEMAN II”, per la quale il G.I.P. aveva disposto la custodia cautelare nei confronti di 25 persone, di cui 19 in carcere, 4 ai domiciliari e 2 con obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, nonché il sequestro preventivo dei beni, per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro.
Il provvedimento rappresentava l’epilogo di una complessa attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro che aveva consentito di accertare l’operatività di un’associazione, dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa in provincia di Cosenza, tra Cassano allo Jonio, Corigliano Calabro e la sibaritide, ramificata anche in Germania, attraverso l’organizzazione di importazioni di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina e hashish.
Smajlaj Fisnik in questo contesto aveva fornito oltre 30 kg. di eroina alla nota cosca ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio, ma al momento dell’arresto, si rendeva irreperibile. Pertanto venivano attivate le procedure necessarie a estendere le sue ricerche anche in ambito internazionale.
Inoltre, è emerso che l’uomo, al fine di eludere i sistemi di identificazione, si era sottoposto nel 2021 a un intervento chirurgico di alterazione e inversione delle impronte digitali, infatti era già noto alle forze di polizia per le sue pregresse attività di broker di sostanze stupefacenti in favore di organizzazioni criminali siciliane e calabresi. In particolare, era già stato arrestato nel 2006 per reati inerenti il traffico di droga ed espulso dall’Italia nel 2008, continuando però a gestire dall’estero le consegne di stupefacente.
Di fatto il suo nome appare in altri procedimenti della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro denominate “SKODER” e “GENTLEMAN” che lo inquadravano sempre come broker della droga rispettivamente della famiglia MAGLIARI, appartenente alla Locale di Altomonte e del clan degli ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio.
Per tutte queste contestazioni veniva condannato in via definitiva e la Corte d’Appello di Catanzaro emetteva, un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti a 27 anni e 6 mesi di reclusione.











