A conquistare la 65ª Coppa Olimpia è stata Chjazza, mentre il secondo posto è andato a C.da Mazzotta. Terzo posto ex aequo per Cendufundani e Basulateju
Si è conclusa, nella splendida cornice del Castello Aragonese, la 65ª Coppa Olimpia, una serata che ha celebrato lo sport, la tradizione, la memoria e tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa storica manifestazione.
Una cerimonia ricca di riconoscimenti: sono stati consegnati i premi individuali e di squadra, i numerosi premi speciali dedicati alla memoria di grandi protagonisti della storia della Coppa Olimpia e i riconoscimenti a calciatori, collaboratori, sostenitori e istituzioni.
A conquistare la 65ª Coppa Olimpia è stata Chjazza, mentre il secondo posto è andato a C.da Mazzotta. Terzo posto ex aequo per Cendufundani e Basulateju.


Tra i momenti più significativi della serata, il III Premio “Ambasciatori di Pizzo”, assegnato a Davide Fanello, per il suo prezioso lavoro di racconto della comunità pizzitana attraverso fotografie, video, reportage e social, diventando un vero ponte tra Pizzo e i tanti cittadini che vivono lontano dalla propria città.
Grande spazio anche al XIV Premio Giornalistico “Franco Russo”, conferito a Vincenzo Primerano, giovane voce dell’informazione sportiva calabrese, per la passione e la dedizione con cui racconta lo sport e le realtà del nostro territorio.

Particolarmente toccante è stato il ricordo di Gianni Fanello, al quale è stata dedicata questa 65ª edizione. Il minuto di silenzio ha rappresentato uno dei momenti più intensi della serata, nel ricordo di un uomo e di uno sportivo profondamente legato alla storia della Coppa Olimpia e della comunità pizzitana.


Ma il momento più emozionante è stato senza dubbio quello dell’annuncio di Matteo Betrò, che ha comunicato il suo addio definitivo alla Coppa Olimpia dopo anni di impegno e dedizione.

Un passaggio simbolico e carico di significato ha accompagnato questa decisione: la bandiera della Coppa Olimpia è stata riconsegnata nelle mani del Sindaco di Pizzo, affidando simbolicamente alla città il futuro










