Ci sono fotografie che raccontano più di molte parole. Come quella di alcuni giovani che arrivano davanti a un canile non con promesse, discorsi o buone intenzioni, ma con il risultato concreto di ciò che hanno saputo fare
Oltre 250 scatole di cibo umido, antibiotici, cortisonici e fermenti lattici, insieme a 15 chili di wurstel. È quanto i giovani del Leo Club di Vibo Valentia hanno consegnato al Canile della città, trasformando l’introito del torneo di padel promosso dal Club in qualcosa di molto più importante di una semplice manifestazione sportiva: cibo, medicine e assistenza per quasi 200 animali.
Ed è proprio questo il genere di iniziativa che merita di essere raccontato e, soprattutto, riconosciuto.
A volte basta cambiare la destinazione di un gesto per cambiarne completamente il significato.
Un torneo di padel può essere soltanto un torneo di padel. Una giornata di sport, qualche partita, il piacere di stare insieme. Oppure può diventare qualcosa di diverso: può trasformarsi in cibo, medicine, aiuto. Può arrivare dove serve davvero.
È quello che hanno fatto i giovani del Leo Club di Vibo Valentia. E allora il protagonista di questa storia non è soltanto ciò che è stato consegnato al Canile della città. Il vero protagonista è il modo in cui questi ragazzi hanno scelto di vivere il proprio impegno associativo.
Un carico importante, acquistato grazie all’introito del torneo di padel e destinato a quasi 200 cani. Numeri che raccontano un risultato. Ma non raccontano ancora tutto.
Perché dietro quel risultato ci sono giovani che hanno deciso di mettere insieme sport, amicizia e solidarietà, dimostrando che l’associazionismo giovanile può essere molto più di una semplice occasione per stare insieme.
Può essere servizio.
Ed è proprio questa, forse, la parola che meglio descrive il senso dell’esperienza dei Leo di Vibo Valentia.
Non limitarsi a parlare di solidarietà, ma praticarla. Non fermarsi alla sensibilità personale, ma trasformarla in un’iniziativa. Non aspettare che qualcun altro faccia qualcosa, ma chiedersi cosa si possa fare direttamente.
È una differenza tutt’altro che marginale.
Perché viviamo in un tempo nel quale ai giovani viene spesso rimproverato di essere distratti, individualisti, troppo immersi nel proprio mondo. E invece ci sono ragazzi che scelgono di dedicare parte del proprio tempo agli altri, organizzando iniziative, raccogliendo risorse e cercando di dare una risposta, per quanto piccola, a un bisogno della comunità.
I Leo di Vibo Valentia hanno fatto esattamente questo.
E lo hanno fatto scegliendo una causa che forse non produce consenso, non porta vantaggi personali e certamente non garantisce visibilità proporzionata all’impegno: gli animali ospitati nel canile cittadino.
Qui entra in scena l’altra metà bella di questa storia. L’associazione Argo e i suoi volontari.
Perché quei quasi 200 cani che hanno ricevuto il sostegno dei Leo sono animali che ogni giorno hanno bisogno di essere nutriti, curati e accuditi. E se vengono mantenuti in condizioni dignitose, il merito è anche dell’impegno quotidiano di persone che hanno scelto di dedicare tempo e sensibilità a chi non può restituire nulla se non la propria riconoscenza.
Marika, Chiara Luce e gli altri volontari di Argo rappresentano quella parte di comunità che lavora spesso lontano dai riflettori e che, attraverso il volontariato e il sostegno degli sponsor, riesce a fare fronte a esigenze importanti.
Le risorse pubbliche destinate alla struttura, peraltro, non sono poca cosa ma devono confrontarsi con un fabbisogno considerevole. I circa 7.500 euro mensili messi a disposizione dal Comune, attraverso l’assessorato guidato da Francesco Colelli, infatti, devono essere rapportati alle necessità di una struttura che ospita quasi 200 animali.
Ecco perché iniziative come quella dei Leo assumono un valore particolare.
Non sostituiscono il dovere delle istituzioni. Lo affiancano.
Ed è una distinzione importante.
La solidarietà non può diventare l’alibi per lasciare soli coloro che hanno responsabilità pubbliche. Ma può diventare, quando nasce spontaneamente dalla società civile, una straordinaria dimostrazione di partecipazione.
I Leo hanno scelto di partecipare.
Alla consegna erano presenti il presidente di Zona Leo Aurora Cama, del Club RC Host, i soci del Leo Club di Vibo Valentia Angelo Belvedere, Chiara D’Elia, segretaria, Francesco Di Pierri e Giulia Mio, accompagnati dal Leo Advisor Lions Nicola Fusca.
Volti giovani, dunque. Giovani che hanno scelto di esserci.

Ed è forse questo il particolare da dover sottolineare più di ogni altro.
Perché parlare dei Leo significa parlare di una idea precisa di gioventù: quella che non si limita a chiedere un posto nella società, ma prova a costruirselo attraverso la responsabilità, la partecipazione e il servizio. Questi ragazzi hanno organizzato un torneo di padel, hanno raccolto risorse e hanno scelto di trasformare il ricavato in un aiuto concreto. Non hanno semplicemente raccolto denaro: hanno deciso dove quel denaro dovesse andare e a chi dovesse servire.
Un torneo di padel, in fondo, è durato qualche ora. Quello che ne è venuto fuori durerà molto di più.
Resterà nelle scorte del canile, nelle cure per gli animali, nelle ciotole riempite, nel lavoro quotidiano dei volontari. Ma soprattutto resterà come esempio di ciò che può accadere quando dei giovani decidono che il proprio tempo può avere un valore anche per gli altri.
Perché prendersi cura di chi non può chiedere aiuto con le parole significa avere imparato una cosa che agli uomini, qualche volta, costa fatica ricordare: la dignità non appartiene soltanto a chi può difenderla da solo.
È una bella lezione di cittadinanza.
E lo è ancora di più perché arriva da giovani.
E allora sì, bisogna dirlo senza timore di sembrare retorici: bravi Leo.
Bravi perché avete fatto qualcosa. Bravi perché avete coinvolto altri attraverso lo sport. Bravi perché avete trasformato un’iniziativa in un gesto concreto.
E bravi, soprattutto, perché avete ricordato a tutti che essere giovani non significa soltanto avere davanti molto tempo.
Significa anche sapere cosa farne.












