• Contatti
venerdì, Settembre 4, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
La Kakistocrazia del Tavolo di Baccarat

La Kakistocrazia del Tavolo di Baccarat

da Maurizio
3 Settembre 2026
in politica, opinioni
Tempo di lettura: 6 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

La vera specialità di questo Casinò è trasformare l’assenza in presenza, l’insuccesso in strategia, l’incapacità in prudenza e la confusione in metodo

di Marcello Bardi

Ti potrebbe anche piacere

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

4 Settembre 2026
166
Promuovere il trasporto pubblico a Vibo Valentia, il Comune rende noti gli orari del bus Vibo-Portosalvo via Vibo Pizzo

Piano regionale dei trasporti, due Calabrie a confronto: per la FIT Cisl il dialogo funziona, il Pd chiede di fermare tutto

3 Settembre 2026
146

C’è una parola che, ultimamente, gira per i salotti buoni della politica come una fiches sospetta passata di mano in mano: kakistocrazia.

Parola difficile, quasi impronunciabile. Eppure, a Vibo Valentia, rischia di diventare facilissima da capire.

Basta entrare al Tavolo di Baccarat.

Non serve conoscere il greco antico. Non serve aver letto Aristotele. Non serve neppure scomodare Platone, che già avrebbe abbastanza problemi a riconoscere la Repubblica nel salotto dove si gioca oggi.

Basta osservare dal posto privilegiato della Cerasarella.

Churchill, dal suo angolo, fuma il sigaro e guarda Clementine che gli sussurra qualcosa all’orecchio. Scocola conta le fiches.

E il mazziere, allontanato ormai il camerlengo, continua a distribuire carte con l’aria di chi sia convinto che, prima o poi, qualcuno dovrà pur vincere.

Il punto è che nessuno ha ancora stabilito chi.

Perché la kakistocrazia, se proprio vogliamo tradurla in maniera comprensibile ai frequentatori del nostro Casinò, è quella singolare forma di governo nella quale non arrivano necessariamente al potere i migliori, ma quelli che, per una curiosa combinazione di circostanze, si trovano già seduti al tavolo. E una volta seduti, guai a chiedere loro di alzarsi.

La sedia diventa improvvisamente una questione di principio. La poltrona, addirittura, un diritto acquisito.

Il merito?

Quello può aspettare fuori. In fondo al corridoio. Possibilmente senza disturbare.

Churchill osserva e sorride: «Clementine, cara, ho combattuto guerre più semplici».

«Perché?».

«Perché almeno il nemico sapeva di essere il nemico».

Ed è qui che comincia il vero spettacolo.

Perché al Tavolo di Baccarat nessuno è veramente responsabile di nulla, ma tutti sono responsabilissimi di tutto.

Se qualcosa funziona, è merito della macchina. Se non funziona, è colpa della macchina precedente.

Se una decisione arriva tardi, è prudenza. Se arriva troppo tardi, è programmazione. Se non arriva affatto, è una scelta strategica.

E se qualcuno osa domandare perché, improvvisamente diventa lui il problema…

Intanto, Clementine guarda e annota tutto.

«Ma scrivi davvero tutto?».

«Tutto».

«Anche le cose che non succedono?».

«Soprattutto quelle».

Ed è probabilmente questa la vera specialità di questo bizzarro Casinò: trasformare l’assenza in presenza, l’insuccesso in strategia, l’incapacità in prudenza e la confusione in metodo.

Una specie di alchimia amministrativa.

Prendi un problema. Mettilo sul tavolo. Giralo tre volte. Chiedi un parere. Convoca un tavolo. Riconvoca il tavolo. Nomina una commissione. Aspetta.

E alla fine, quando il problema è ormai diventato adulto, lo presenti come una novità. Applausi.

Churchill spegne il sigaro: «Straordinario».

«Cosa?».

«Siamo riusciti a trasformare il tempo perso in una politica pubblica».

Nel frattempo, però, la città continua ad aspettare.

Aspetta servizi. Aspetta risposte. Aspetta scelte.

Aspetta persino che qualcuno si accorga che amministrare non significa semplicemente occupare una sedia mentre gli altri discutono di chi debba sedersi sulla sedia accanto. Ma guai a dirlo.

Al Tavolo di Baccarat certe parole sono proibite.

Competenza, per esempio. Merito. Responsabilità. Risultati.

Sono termini considerati eccessivamente aggressivi. Possono provocare nervosismo.

E, soprattutto, possono mettere qualcuno nella spiacevole condizione di dover dimostrare di saper fare ciò per cui è stato chiamato.

Molto meglio parlare di equilibrio. Di percorso. Di confronto. Di prospettiva.

Parole morbide, innocue, perfette per coprire le crepe. Come un bel tappeto sul pavimento di una stanza che sta marcendo.

Scocola, intanto, ha finalmente capito il gioco. «Ma qui chi vince?».

Nessuno risponde.

«E allora chi perde?».

Silenzio.

Churchill sorride: «La città, mio caro».

E forse è proprio questa la parte più raffinata della kakistocrazia.

Non è necessario essere i peggiori. È sufficiente costruire un sistema nel quale i migliori non abbiano più alcuna convenienza a provarci.

Perché chi sa fare diventa scomodo.

Chi domanda diventa fastidioso. Chi critica diventa nemico. Chi propone diventa sospetto.

Chi, invece, annuisce al momento giusto può tranquillamente diventare indispensabile.

È la meritocrazia rovesciata. L’aristocrazia capovolta.

L’antico governo dei migliori trasformato nel moderno governo dei più adatti alla sopravvivenza.

Vittorio Alfieri, nel 1797, aveva già intuito che bastava cambiare qualche lettera all’aristocrazia per ottenere la sua caricatura più feroce.

A Vibo Valentia, due secoli dopo, qualcuno sembra aver deciso di trasformare quella battuta in un modello organizzativo.

E così il Tavolo continua. Le carte vengono distribuite. Le fiches passano di mano.

Clementine sospira. Scocola controlla la sedia (non si sa mai che qualcuno…).

E Churchill, che ormai ha smesso persino di meravigliarsi, guarda fuori dalla finestra.

La città è lì. Aspetta.

Lui dà un ultimo tiro al sigaro: «Clementine».

«Sì?».

«Sai qual è la differenza tra un’aristocrazia e una kakistocrazia?».

«Immagino che tu stia per dirmelo».

«Nella prima comandano i migliori».

«E nella seconda?».

Churchill sorride.

«Nella seconda comandano quelli che sono riusciti a convincere gli altri di esserlo».

Poi si alza.

E lascia il Tavolo di Baccarat.

Non perché abbia perso. Semplicemente perché ha capito che quella partita non gli interessa più.

Tags: casinòcerasarellaChurchillClementinekakitocraziaScocolaVibo Valentia

Maurizio

Articoli Simili

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

Sicurezza sulla SP 95, il Comune di Briatico presenta un piano straordinario. Gagliardi: “Stop alla propaganda sulle tragedie”

da redazione
4 Settembre 2026
166

Dura replica dell'Assessore Gagliardi ad alcuni post sui social: "basta speculazioni social, noi rispondiamo con atti concreti" Un’azione decisa e...

Promuovere il trasporto pubblico a Vibo Valentia, il Comune rende noti gli orari del bus Vibo-Portosalvo via Vibo Pizzo

Piano regionale dei trasporti, due Calabrie a confronto: per la FIT Cisl il dialogo funziona, il Pd chiede di fermare tutto

da redazione
3 Settembre 2026
146

Per i consiglieri regionali del PD "Il vero problema è cosa accadrà fuori dalle stanze della Regione". La FIT CISL...

Stabilizzazione tirocinanti, Cgil e Nidil Calabria contrari al rinvio del termine al 15 giugno

Tis, nuovo incontro in Regione tra sindacati e assessore Calabrese

da redazione
3 Settembre 2026
129

Fino al 21 settembre, gli Enti locali interessati potranno richiedere il contributo di 54.000 euro per ulteriori assunzioni dei Tis...

Aperte le iscrizioni all’asilo nido comunale di Vibo Valentia per l’anno educativo 2025/2026

Asili nido, lo scontro non si placa. Pitaro e Comito: «La Regione non ha responsabilità, il Comune chiarisca i suoi ritardi»

da redazione
3 Settembre 2026
252

Nota congiunta dei due esponenti del centrodestra vibonese. Dietro la disputa sulle procedure e sui fondi rimane il problema concreto...

Prossimo
Scoperta struttura ricettiva abusiva a Cirò Marina (VIDEO)

Scoperta struttura ricettiva abusiva a Cirò Marina (VIDEO)

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews