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Xylella, dal mondo dell’olio e dal Vibonese un appello alla massima vigilanza

Xylella, dal mondo dell’olio e dal Vibonese un appello alla massima vigilanza

da redazione
4 Settembre 2026
in attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
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AIFO plaude alla tempestività della Regione. Il Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese chiede controlli rigorosi e nessuna deroga: «La tempestività è la nostra arma migliore»

La preoccupazione cresce, ma cresce anche la mobilitazione. Dopo le prime reazioni della Regione, di Coldiretti Calabria e degli Ordini degli Agronomi, arrivano altre prese di posizione sulla scoperta del primo focolaio di Xylella fastidiosa in Calabria, individuato nel territorio di Taurianova.

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Un fronte sempre più ampio che, pur con accenti diversi, sembra convergere su una certezza: questa è una partita nella quale non si può perdere tempo.

AIFO, l’Associazione Italiana Frantoi Oleari, sta seguendo con particolare attenzione la situazione ed esprime apprezzamento per la tempestiva attivazione della Regione Calabria e per le iniziative annunciate dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, a partire dalla costituzione del tavolo di crisi e dall’avvio delle misure necessarie a circoscrivere il focolaio.

«In situazioni come questa il fattore tempo è decisivo», sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso, che considera importante la rapidità con cui la Regione ha reagito, anche attraverso un’informazione rivolta agli operatori e ai cittadini.

L’esperienza della Puglia, osserva Amoroso, rappresenta un precedente dal quale trarre una lezione precisa: prevenzione, controlli capillari e corretta informazione sono strumenti fondamentali per affrontare una minaccia che può mettere in discussione l’intero sistema olivicolo.

AIFO si mette quindi a disposizione della Regione e delle istituzioni competenti. Un ruolo non secondario potrebbe essere svolto proprio dalla rete dei frantoi, che ha un rapporto quotidiano con migliaia di produttori e una presenza capillare nelle campagne.

Una rete che potrebbe diventare, secondo l’associazione, un importante punto di raccordo per informare gli operatori e favorire la corretta applicazione delle eventuali misure che verranno adottate.

«Davanti a una minaccia che riguarda il patrimonio olivicolo e l’intera economia della filiera serve la collaborazione di tutti», conclude Amoroso.

Una posizione ancora più netta arriva dal Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese, che considera l’individuazione del focolaio di Taurianova un vero e proprio campanello d’allarme per tutta la Calabria.

Il Distretto esprime «profonda apprensione» per la stabilità del comparto olivicolo regionale e chiede l’applicazione immediata e rigorosa di tutti i protocolli fitosanitari necessari a isolare l’area interessata.

Anche in questo caso viene riconosciuta la rapidità della risposta istituzionale. L’assessorato regionale all’Agricoltura guidato da Gianluca Gallo, sottolinea il Distretto, ha reagito istituendo i primi cordoni di contenimento e attivando i tavoli tecnici. Un approccio considerato indispensabile per evitare gli errori del passato e costruire una strategia di difesa non soltanto degli uliveti direttamente interessati, ma dell’intera filiera olivicola calabrese.

E proprio su questo punto il Distretto non usa mezze parole: massimo rigore nei controlli, nessuna deroga o indugio nell’applicazione delle misure di contenimento.

Eradicazione delle piante previste dai protocolli, monitoraggio costante e restrizioni alla movimentazione delle piante sensibili devono essere applicati con determinazione. Perché, avverte il Distretto, consentire alla Xylella di espandersi significherebbe mettere a rischio migliaia di aziende agricole e compromettere la biosicurezza dell’intero sistema agroalimentare regionale.

Ma la preoccupazione non riguarda soltanto i numeri della produzione.

Per il Distretto del Cibo, l’olivo rappresenta molto di più di una coltura. È paesaggio, storia, cultura rurale e identità delle comunità calabresi.

La possibile diffusione del batterio avrebbe quindi conseguenze che andrebbero ben oltre il bilancio delle singole aziende, arrivando a incidere sul patrimonio ambientale e sul tessuto sociale dei territori.

Da qui l’appello rivolto ad agricoltori, aziende e vivaisti affinché collaborino con le autorità fitosanitarie, consentendo controlli e segnalando tempestivamente eventuali situazioni sospette.

«Non possiamo permetterci distrazioni», afferma la presidente del Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese Luisa Caronte.

E aggiunge una richiesta destinata ad avere un peso importante se l’emergenza dovesse coinvolgere altre aziende: indennizzi rapidi per chi eventualmente dovesse essere interessato dai piani di eradicazione.

«La tempestività è la nostra arma migliore», ribadisce Caronte. E la conclusione è un appello alla compattezza: «La battaglia contro la Xylella si vince solo restando uniti, vigili e rigorosi».

Dunque, mentre il focolaio di Taurianova resta al centro dell’attenzione, il fronte delle organizzazioni agricole e professionali calabresi si allarga.

E il messaggio che arriva è sostanzialmente unanime: non c’è spazio per il panico, ma nemmeno per la sottovalutazione. La Calabria deve giocare d’anticipo.

Il precedente pugliese dimostra quanto possa diventare devastante una diffusione incontrollata del batterio. Proprio per questo, la scoperta del focolaio calabrese deve essere considerata non soltanto come un’emergenza da gestire, ma come un’occasione per mettere immediatamente in campo una rete di sorveglianza efficace, capillare e permanente.

Perché stavolta il nemico è stato individuato. Adesso bisogna impedirgli di avanzare.

Tags: AIFOcontrollidistretto del ciboregione calabriaxylellaXylella fastidiosa

redazione

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