• Contatti
sabato, Settembre 5, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Il delitto d’onore è stato abolito, ma l’idea che una donna debba pagare con la vita esiste ancora

Il delitto d’onore è stato abolito, ma l’idea che una donna debba pagare con la vita esiste ancora

da admin_slgnwf75
5 Settembre 2026
in costume e società
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Non esiste alcun diritto di proprietà sulla vita di un’altra persona. Dobbiamo educare alla libertà dell’altro, alla frustrazione, alla sconfitta, alla separazione e persino al dolore

di Antonella Moschella

Ti potrebbe anche piacere

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

4 Settembre 2026
423
Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

3 Settembre 2026
177

Siamo nel 2026 e certe parole sembrano riportarci indietro nel tempo, a un’Italia che pensavamo di avere definitivamente consegnato alla storia.

Prima di gettarsi nel vuoto, Federico Vella avrebbe detto ai poliziotti: «Mi ha tradito, mi ha trattato male, mi ha aggredito».

«Mi ha tradito».

È soprattutto questa frase, pronunciata dopo l’orrore, a lasciare senza parole.

Qualunque conflitto possa esserci stato all’interno di quella relazione tossica, qualunque torto una persona ritenga di avere subito, esiste un principio che non ammette eccezioni: nessun tradimento, nessuna separazione, nessun rifiuto e nessuna offesa sentimentale possono diventare una giustificazione per togliere la vita a un essere umano.

Eppure quel «mi ha tradito» riporta inevitabilmente alla memoria una delle pagine più vergognose della nostra storia giuridica: il cosiddetto delitto d’onore.

Per decenni il nostro Codice penale ha previsto una pena enormemente più mite per chi uccideva il coniuge, la figlia o la sorella in determinate circostanze legate a una relazione sessuale ritenuta illegittima, agendo nello stato d’ira determinato dall’offesa al proprio onore o a quello della famiglia.

Quella disposizione venne finalmente cancellata nel 1981.

Sono trascorsi quarantacinque anni.

La legge è cambiata. La società è cambiata. Le donne hanno conquistato libertà, autonomia e rispetto che per generazioni erano stati loro negati. Eppure, davanti a determinati delitti, viene spontaneo domandarsi se sia cambiata altrettanto profondamente la cultura del possesso.

Il femminicidio non ha semplicemente preso, sul piano giuridico, il posto del vecchio delitto d’onore: sarebbe una sovrapposizione storicamente e giuridicamente impropria.

Ma qualcosa di quella mentalità sembra sopravvivere ogni volta che un tradimento, una separazione o un rifiuto vengono percepiti come un affronto intollerabile; ogni volta che una donna che sceglie di andarsene non viene riconosciuta come una persona libera, ma come qualcuno che sta sottraendo all’altro qualcosa che questi riteneva gli appartenesse.

Ed è questo che dovrebbe terrorizzarci perché nel 2026 esistono ancora persone culturalmente ferme all’idea che essere traditi rappresenti un’umiliazione insopportabile, che essere lasciati significhi perdere la propria dignità e che la libertà dell’altro possa trasformarsi in un’offesa personale da punire.

Ma non esiste alcun diritto di proprietà sulla vita di un’altra persona.

E c’è un altro aspetto sul quale dovremmo riflettere.

Quando una relazione è tossica, logorata da tempo, quando sono venuti meno fiducia, rispetto, serenità e forse persino l’amore, parlare semplicemente di «tradimento» rischia di non raccontare la complessità di ciò che quella coppia stava vivendo.

Un tradimento, vero o presunto, difficilmente può essere considerato un fulmine a ciel sereno quando una coppia non è più unita serenamente nell’amore, quando il rapporto è già attraversato da distanza, incomprensioni, conflitti e mancanza di fiducia. Ed è proprio allora che può nascere quella corazza della vittima, dietro la quale ci si rifugia  si trova l’alibi per attribuire interamente all’altro la responsabilità della fine: «mi ha tradito», «mi ha ferito», «mi ha umiliato».

Ed è proprio per questo che quel «mi ha tradito», pronunciato dopo una tragedia, assume un significato inquietante: rischia di spostare sull’altra persona una parte della spiegazione di ciò che si è scelto di fare, quasi a costruire un alibi, ma non esiste alcun alibi.

Anche il tradimento più doloroso può spiegare una sofferenza, una rabbia, una delusione. Può spiegare una notte trascorsa a piangere, mesi di amarezza, la decisione di non voler vedere mai più quella persona.

Non potrà mai giustificare la decisione di toglierle la vita.

Ed è proprio per questo che dobbiamo imparare a educare anche alla perdita.

Sappiamo parlare ai giovani dell’amore, ma molto meno della sua fine. Raccontiamo l’innamoramento, il «per sempre», la coppia, la famiglia. Dovremmo insegnare con la stessa forza che un amore può finire, che qualcuno può smettere di amarci, che possiamo essere traditi, lasciati o rifiutati e che, nonostante tutto, la nostra vita continuerà.

Dobbiamo educare alla libertà dell’altro, alla frustrazione, alla sconfitta, alla separazione e persino al dolore.

Perché essere lasciati può spezzare il cuore, ma non autorizza a spezzare una vita.

Il delitto d’onore è stato cancellato dal nostro ordinamento quarantacinque anni fa, ma cancellare un articolo dal Codice penale è infinitamente più semplice che cancellare una cultura dalla mente delle persone.

Ed è forse questa la battaglia che non abbiamo ancora concluso.

Il delitto d’onore appartiene alla storia del nostro Codice. L’idea malata secondo cui l’«onore ferito», il tradimento, il rifiuto o l’abbandono possano trasformare la persona che abbiamo amato in qualcuno da punire, invece, non è ancora completamente scomparsa.

Finché continueremo a leggere storie nelle quali un «no», una separazione o un presunto tradimento precedono l’uccisione di una donna, non potremo limitarci a liquidare tutto come la follia incomprensibile di un singolo.

Dovremo continuare a interrogarci su ciò che insegniamo ai nostri figli, sul significato che attribuiamo all’amore e, soprattutto, sulla capacità di accettare che l’altro non ci appartiene.

Tags: alibidelitto d'onoredoloredonnaidealibertàpersonasconfittaseparazionevita

admin_slgnwf75

Articoli Simili

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

La politica passa, gli uomini che hanno fatto la storia restano: Vibo Valentia dia a Domenico Romano Carratelli il posto che merita

da Maurizio
4 Settembre 2026
423

Per una volta - e per fortuna - la politica vibonese ha saputo riconoscere che esistono figure davanti alle quali...

Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

Un’estate senza limiti: al Poggio di Tropea il Campo Estivo Abilitativo e Riabilitativo dell’UICI di Vibo Valentia

da redazione
3 Settembre 2026
177

Un programma ricco di attività: nuoto, musicoterapia, orientamento e mobilità, lavoro di gruppo, esercizi per l’autonomia personale, momenti ricreativi, animazione...

Bilancio 2025, Mammoliti presenta emendamenti alla legge di stabilità per Città, Provincia e ASP di Vibo Valentia

Infanzia e adolescenza, il Coordinamento delle Associazioni sollecita la nomina del Garante regionale

da redazione
2 Settembre 2026
134

Venditti e Dato: «Si tratta di un ritardo che non trova giustificazione e che priva la Calabria di un presidio...

Zungri diventa Nazareth. E il cinema si accorge ancora una volta delle bellezze che custodisce il Vibonese (VIDEO)

Zungri diventa Nazareth. E il cinema si accorge ancora una volta delle bellezze che custodisce il Vibonese (VIDEO)

da Maurizio
2 Settembre 2026
192

Il cinema sceglie Zungri. E lo fa con un regista, Mimmo Calopresti, e un cast di primo piano. Le Grotte...

Prossimo
L’associazione Aramoni ricorda Angela con “Il Filo della Memoria”

L’associazione Aramoni ricorda Angela con “Il Filo della Memoria”

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews