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È ormai imminente il ritorno a scuola per molti giovani, suggerimenti per superare il disagio del rientro in classe

È ormai imminente il ritorno a scuola per molti giovani, suggerimenti per superare il disagio del rientro in classe

da Maurizio
6 Settembre 2026
in Senza categoria
Tempo di lettura: 3 minuti
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L’analisi del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sulla base delle indicazioni relativamente al cosiddetto back to school blues

Irritabilità, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno, stanchezza, manifestazioni somatiche o preoccupazioni legate alla prestazione possono comparire nella fase del rientro senza configurare necessariamente una condizione patologica. Il passaggio dai tempi meno strutturati della pausa estiva alla quotidianità scolastica richiede infatti un processo di adattamento che coinvolge abitudini, relazioni, aspettative e organizzazione personale.

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A mettere in evidenza queste problematiche, le indicazioni diffuse dall’Istituto Superiore di Sanità sul cosiddetto back to school blues, che richiama l’attenzione sulla dimensione educativa del disagio che può accompagnare bambini e adolescenti nella ripresa delle attività scolastiche ormai imminenti.

Il graduale recupero dei ritmi del sonno, la regolarità dell’alimentazione, un uso equilibrato dei dispositivi digitali e una ripresa non eccessivamente gravosa degli impegni costituiscono accorgimenti utili. Sul piano educativo, tuttavia, sarebbe riduttivo interpretare il fenomeno esclusivamente come una difficoltà individuale da superare attraverso un più rapido adattamento alle richieste della scuola.

Rientrare in classe significa anche ricostruire un senso di appartenenza. Significa ritrovare il proprio spazio nel gruppo, confrontarsi nuovamente con regole, valutazioni e responsabilità, ristabilire relazioni con docenti e compagni e misurarsi con aspettative personali e familiari. Per molti studenti questo passaggio avviene senza particolari difficoltà; per altri può richiedere tempi differenti, soprattutto nei cambiamenti di ciclo, nell’ingresso in un nuovo istituto o quando siano già presenti fragilità sul piano relazionale.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, attraverso il suo presidente, Romano Pesavento, ricorda che La scuola è chiamata a mantenere un equilibrio educativo particolarmente delicato: “Non sarebbe utile eliminare difficoltà, responsabilità ed esperienza dell’errore – afferma, infatti – nel tentativo di proteggere gli studenti da qualsiasi forma di disagio. L’autonomia si costruisce anche imparando ad affrontare progressivamente impegni, limiti e frustrazioni. Al tempo stesso, la richiesta educativa perde efficacia quando si trasforma in pressione non necessaria o quando trascura segnali persistenti di difficoltà.

Diventa pertanto essenziale distinguere la fisiologica fatica del ricominciare da un disagio che tende a consolidarsi. Una temporanea malinconia, una maggiore stanchezza o qualche iniziale difficoltà di concentrazione possono appartenere al normale assestamento. Una persistente riluttanza alla frequenza, l’isolamento, significativi cambiamenti del comportamento o una crescente difficoltà a partecipare alla vita scolastica richiedono invece attenzione, ascolto e un’adeguata valutazione della situazione.

In questo processo il docente svolge una funzione educativa importante, ma distinta da quella clinica. La quotidianità della relazione scolastica consente di cogliere cambiamenti nella partecipazione, nel comportamento, nelle relazioni e nella frequenza e di promuovere, quando necessario, un confronto con la famiglia. Non compete all’insegnante formulare diagnosi né assumere funzioni specialistiche. In presenza di un disagio persistente diventa invece importante che scuola, famiglia e servizi competenti possano comunicare efficacemente, nel rispetto dei rispettivi ruoli.

Anche le famiglie hanno una responsabilità significativa nella fase del rientro. L’attenzione per il rendimento è parte del percorso educativo, ma aspettative eccessivamente concentrate sul risultato immediato possono accrescere in alcuni studenti la pressione percepita. Valorizzare l’impegno senza identificare il valore personale con la prestazione permette di sostenere responsabilità e autonomia senza trasformare l’errore in una misura della persona.

Il tema del back to school blues offre – a giudizio del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani – l’occasione per una riflessione che supera la contingenza della prima campanella. Il disagio scolastico non può essere considerato esclusivamente una questione individuale, perché la qualità delle relazioni, il clima della classe, il senso di appartenenza e la percezione di essere ascoltati concorrono a determinare il modo in cui bambini e adolescenti vivono l’esperienza formativa.

Il CNDDU ritiene che la risposta più equilibrata non consista né nel medicalizzare le normali difficoltà del rientro né nel considerarle irrilevanti. Occorre piuttosto una scuola capace di osservare, distinguere e accompagnare, mantenendo ferme le proprie finalità formative e riconoscendo al tempo stesso che studenti diversi possono avere tempi diversi di adattamento.

La prima campanella non rappresenta soltanto la ripresa delle lezioni, ma il ritorno dentro una comunità. Accompagnare questo passaggio con gradualità e attenzione – conclude il presidente Pesavento – non significa ridurre le aspettative educative, ma creare condizioni più favorevoli affinché ciascuno studente possa affrontarle con crescente autonomia, responsabilità e consapevolezza.

Maurizio

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