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Don Fiorillo, pregare è cercare il senso della vita

Don Fiorillo, pregare è cercare il senso della vita

da admin_slgnwf75
19 Ottobre 2025
in è domenica
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 19 ottobre

di Mons. Giuseppe Fiorillo

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Carissime, carissimi,

Domenica 29.ma del tempo ordinario. Oggi, con questa pagina del Vangelo di Luca, andiamo verso la conclusione del viaggio di Gesù che, partendo dalla Galilea e passando per la Samaria, si conclude a Gerusalemme.

Questo lungo viaggio viene narrato nel Vangelo di Luca nei capitoli 9-19. L’incipit del capitolo 18 ci presenta una parabola, la quale ha come protagonisti un giudice iniquo ed una vedova povera che, con insistenza, cerca giustizia.

Andiamo al testo: In quel tempo Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi mai: “In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente ad importunarmi”. Ed il Signore Gesù soggiunse: £ Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi letti, che gridano giorno e notte verso di Lui? Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 18, 1-8).

Nella narrazione di questa parabola, abbiamo due personaggi della vita reale: un giudice senza rispetto per Dio ed il prossimo ed una vedova che lotta per avere giustizia contro un malvagio.

Il giudice.

Nell’Antico Testamento, c’è un unico vocabolo che indica sia il giudice che il politico, perché l’amministrare la giustizia era compito primario del governare il popolo. Nel mondo biblico abbiamo giudici saggi (ne dà testimonianza il Libro dei Giudici, nel quale vengono narrate le storie di quei giudici che hanno guidato saggiamente il popolo prima della monarchia) e giudici corrotti.

I profeti hanno parole dure verso i giudici corrotti: “guai a coloro che fanno decreti iniqui e scrivono in fretta sentenze oppressive per negare la giustizia ai miseri e far frodare del diritto i poveri del mio popolo, per fare delle vedove la loro preda e per spogliare gli orfani” (Isaia 10,1-2).

La vedova.

La vedova della parabola simboleggia la categoria sociale debole e senza protezione umana, ma amata da Dio, quale suo ” goel”, avvocato e difensore e “padre degli orfani e delle vedove” (Salmo 67, 6). Questa vedova possiede due valori: la convinzione di essere nel giusto e la tenacia, due positività che fanno sì che si realizzi il suo progetto, che, poi, é il progetto, annunziato da Maria nel Magnificat: “Il Signore ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”. ( Luca 1, 52- 53).

L’agire della vedova, con ostinazione e tenacia, fa dire a Gesù… “e Dio non farà forse giustizia ai suoi letti che gridano giorno e notte verso di Lui?”.

Gridare giorno e notte è stare in comunione con Dio, attraverso un colloquio, che si fa preghiera e bisogno di pregare senza stancarsi mai. Nasce così l’esigenza di:

  • pregare sempre, perché Lui, che ci ha amato tanto da dare la vita per noi, ci conceda la Grazia di spendere scampoli della nostra esistenza per gli altri;
  • pregare perché siamo piccoli e Lui e solo Lui può colmare la nostra pochezza con la sua pianezza di Grazia;
  • pregare, perché Lui, che ci ha chiamato a lavorare nella sua vigna, ci aiuti a realizzare sulla terra il suo regno di Giustizia e di Pace;
  • pregare, perché la nostra partecipazione all’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani (che poi è l’agonia di questo nostro mondo!) ci porti a vivere, dopo tre giorni di morte, la gioia della Risurrezione nella compagnia degli uomini.

Buona domenica. con l’enigmatico messaggio del filosofo Ludiwg Wittgentein (Vienna 1889 – Cambridge 1951):”Io non credo in Dio, ma prego tutti i giorni. Per me pregare è cercare il senso della vita”.

Don Giuseppe

Tags: gesùgiudicegiustiziapregarevangelovedova

admin_slgnwf75

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