La Brigata del Sacro Imprevisto irrompe in Consiglio comunale. E la Santa Spedizione ottiene la sua prima vittoria, complici i Guerrieri del “Vediamo Come Va”
di Marcello Bardi
Gli eserciti sono schierati. Trema la Cerasarella.
Dall’alto della scalinata Churchill getta lo sguardo sul campo di battaglia. Non lontano, nella baracca ai piedi di San Giuseppe, una topaia eletta a sede della brigata, per rispetto dello zio Mico, due giovani contendenti si preparano con i rispettivi eserciti, al duello.
Clementine li osserva divertita. E quasi si compiace dello scontro fratricida che con quel mago di suo marito è riuscita a determinare: “Finalmente!”
Finalmente, cosa? “Finalmente si massacrano”.
E finché loro si massacrano, per l’allegra compagnia del baccarat problemi ce ne saranno pochi.
Volevano tre poltrone? “Gliene abbiamo date due. Le peggiori! E anziché fare guerra a noi, litigano pure tra di loro. Semplicemente meraviglioso!”.
Certo, dopo aver baccagliato per le strade, don Ciccio del Rosario e Stefanuccio, il giovin signore decaduto di Piscopio, sono pronti per il duello.
Don Ciccio, leader più dell’altro, mantiene la calma (in apparenza), prepara strategie e cuoce il brodo a fuoco lento. Poi affida al buon Tonio, servo fedele di Churcill e signora, il compito di eseguire.
D’altronde, anche Tonio deve tutelarsi 5000 euro al mese, o no? Se li deve sudare – santa Madonna! – ‘sti quattrini piovutigli dal cielo!
Certo, se in ballo c’è la borgata di Piscopio bisogna fare attenzione. Specie quando di mezzo vengono messe le donne… ehhh, caro Tonio….
La volete sapere l’ultima che ha combinato?
Dopo che don Ciccio è salito ai piani alti del palazzo, bisognava nominare il successore. Stefanuccio pretendeva un risarcimento del danno ricevuto alle regionali e aveva già promesso la poltrona alla cugina Maria, ma Churchill e don Ciccio, servendosi proprio di quell’anima pia di Tonio, hanno pensato a Lauretta, vittima del gran rifiuto di padre Ernesto e Trimalcione. E per farla passare si sono inventati persino una votazione. Una sorta di gioco delle tre carte con la complicità di qualche soldato, perfettamente riuscito. Per adesso…
Così quando Stefanuccio si è svegliato, o meglio, quando il dottore suo mentore l’ha avvisato, il gioco era bello e fatto… eh si, perché da quando Churcill e Clementine hanno a disposizione quello stratega di don Ciccio, è tutta un’altra storia. E con quel fantoccio di Tonio a portare ‘mbasciate, tutto diviene più facile da eseguire!
Solo che stavolta, da Piscopio sta arrivando un esercito di crociati…
Intanto, l’altro si arrocca nel Rosario pronto ad uscire all’occorrenza.
Ieri alla Cerasarella era previsto lo scontro decisivo. Ci si aspettava l’arrivo dei Cavalieri senza Bussola, pronti a scontrarsi all’arma bianca con la Brigata del Sacro imprevisto…
Peccato che, armato e incazzato, solo Stefanuccio – e senza nemmeno esercito – si sia presentato.
Cercava Tonio per finirlo con un colpo di spada senza sapere che era, con tutti gli altri, a casa di Churcill a festeggiare Lauretta.
Che da quando è tornata nelle mani di don Ciccio sta godendosi mille soddisfazioni!









