Urne aperte in tredici comuni della provincia di Vibo Valentia. Riflettori puntati sulle sfide di Tropea, Serra San Bruno e San Calogero, mentre in tre centri la vera incognita sarà il quorum contro l’astensionismo
Tra attese, rivalità storiche, ritorni sulla scena politica e la crescente incognita dell’astensionismo, il Vibonese si prepara a vivere due giornate decisive per il futuro amministrativo del territorio. Domenica 24 e lunedì 25 maggio tredici comuni della provincia saranno chiamati al voto per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione dei sindaci, all’interno di una tornata elettorale che in Calabria concentra l’attenzione soprattutto sulle sfide nei due capoluoghi di provincia di Reggio Calabria e Crotone.
Ma anche nel Vibonese il quadro appare particolarmente significativo, con competizioni che potrebbero ridefinire equilibri politici consolidati e segnare nuove traiettorie amministrative in diversi centri strategici della provincia.
A concentrare gran parte dell’interesse politico e mediatico è senza dubbio Tropea, che torna al voto dopo il lungo periodo commissariale seguito allo scioglimento del Comune. Nella città simbolo del turismo calabrese si profila una sfida a tre dal forte valore politico e simbolico. A contendersi la guida dell’amministrazione ci saranno Giovanni Macrì, sostenuto dalla lista “Forza Tropea”, Giuseppe Rodolico con “Insieme per Tropea” e Antonio Piserà, candidato della lista “Rigeneriamo Tropea”. Una competizione che riporta sulla scena figure già protagoniste della vita amministrativa cittadina e che viene osservata come uno dei test più delicati dell’intera provincia.
Clima acceso anche a Serra San Bruno, altro centro storicamente centrale negli equilibri del Vibonese. Qui il sindaco uscente Alfredo Barillari punta alla riconferma, ma dovrà confrontarsi con Vincenzo Damiani e Adriano Tassone in una corsa che si annuncia particolarmente combattuta.
A Ricadi, invece, la partita si gioca su un confronto diretto tra il vicesindaco uscente Domenico Lo Cane e il capogruppo di minoranza Pasquale Mobrici, in una sfida che mette di fronte continuità amministrativa e proposta alternativa.
Molto attesa anche la competizione di San Calogero, dove il sindaco uscente Giuseppe Maruca cerca la conferma contro due avversari di peso: Nicola Brosio, già sindaco per due mandati e attuale segretario provinciale di Noi Moderati, e l’imprenditore Michele Maccarone. Una sfida che assume anche una valenza politica più ampia per i riflessi sugli assetti provinciali.
Sfida a tre pure a Limbadi, dove gli elettori dovranno scegliere tra Costantino Luzza, Giovanni Muzzupappa e Antonino Taverniti.
Tra le competizioni più particolari spicca quella di Briatico, il comune con il maggior numero di liste in corsa. Qui il sindaco uscente Lidio Vallone dovrà affrontare Francesco Arena, Costantino Massara e la scrittrice Giusy Staropoli Calafati in una contesa estremamente frammentata che rende difficile qualsiasi pronostico.
Duelli diretti caratterizzano invece le sfide di San Gregorio d’Ippona, con l’attuale sindaco Pasquale Farfaglia opposto ad Alessandro Lacquaniti, di Vallelonga, dove si confrontano Servello e Mazzotta, di Maierato con la sfida tra Rizzello e Chirico, e di Zaccanopoli, dove il confronto è tra Budriesi e Grillo.
Situazione diversa invece ad Acquaro, Monterosso Calabro e Spilinga, dove è stata presentata una sola lista. In questi casi la vera sfida sarà quella contro il quorum. A Monterosso tenta la riconferma Antonio Lampasi, a Spilinga si ricandida Enzo Marasco, mentre ad Acquaro torna in campo l’ex sindaco Giuseppe Barilaro. Per tutti, però, il risultato dipenderà soprattutto dalla partecipazione degli elettori e dalla capacità di superare la soglia minima prevista dalla legge.
Nel complesso, il voto amministrativo del 24 e 25 maggio rappresenta molto più di una semplice scadenza elettorale. Nel Vibonese sarà un banco di prova politico importante, tra territori che chiedono stabilità amministrativa, comunità che cercano rilancio e un clima generale in cui il tema della partecipazione democratica si intreccia con la crescente disaffezione verso la politica. Dopo settimane di campagna elettorale, incontri pubblici, polemiche e confronti serrati, ora la parola passa agli elettori.









