«Il tempo stringe, ma l’amministrazione dorme», attaccano i consiglieri di centrodestra
.La questione della sicurezza a Vibo Marina riesce laddove per mesi la politica cittadina aveva mostrato divisioni e distinguo: compattare l’intera opposizione consiliare. Undici consiglieri comunali appartenenti a cinque diversi gruppi – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Insieme al Centro e Identità Territoriale – hanno infatti sottoscritto e protocollato una richiesta urgente di convocazione del Consiglio comunale per affrontare il tema dei depositi costieri e dei rischi industriali presenti nella frazione marina.
Un’iniziativa che assume un significato politico rilevante non solo per i contenuti, ma anche per il momento in cui arriva, con un’amministrazione in balia di se stessa e arroccata intorno a quelli che l’opposizione definisce «annunci finti e proclami trionfali», che sembrano aver prodotto l’effetto opposto rispetto a quello auspicato dalla maggioranza: rafforzare l’unità del fronte minoritario.
A firmare il documento sono stati Serena Lo Schiavo, Vito Porcelli e Maria Cristina Corrado per Forza Italia; Antonio Schiavello per Fratelli d’Italia; Giuseppe Cutrullà, Giuseppe Calabria, Domenico Tucci e Giuseppe Russo per Cuore Vibonese; Maria Rosaria Nesci per Insieme al Centro; Francesco Muzzopappa e Antonio Lo Bianco per Identità Territoriale.
Nel duro documento diffuso alla stampa, i consiglieri non risparmiano critiche alla coalizione di governo, definita «arrogante, presuntuosa e totalmente ripiegata su se stessa».
Secondo la ricostruzione dell’opposizione, durante una riunione informale convocata dal presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello per illustrare la proposta di Consiglio straordinario, la maggioranza avrebbe scelto «la via del muro contro muro», rifiutandosi di sottoscrivere il documento.
Una posizione che la minoranza giudica incomprensibile soprattutto alla luce della delicatezza dell’argomento trattato: «Di fronte a scadenze perentorie e alla tutela della pubblica incolumità – scrivono i consiglieri – la coalizione del sindaco ha preferito voltare le spalle alla città, dimostrando ancora una volta di essere distratta da dinamiche interne, spartizioni e problemi di poltrona piuttosto che dai bisogni reali dei cittadini».
Il cuore della vicenda riguarda la sicurezza di Vibo Marina e alcune imminenti scadenze che, secondo l’opposizione, non possono essere ignorate. In particolare viene richiamata la data del 28 giugno, termine fissato dalla Prefettura nell’ambito dell’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna relativo alla Meridionale Petroli. Una scadenza definita «ultima e inderogabile» per la presentazione di osservazioni.
«Il tempo stringe, ma l’amministrazione dorme», attaccano i consiglieri.
Non meno importante appare il tema del deposito ENI di Viale delle Industrie e dell’effetto cumulativo derivante dalla presenza contemporanea di più impianti industriali in un’area che, con l’avvio della stagione estiva, vede aumentare considerevolmente la propria popolazione. Da qui gli interrogativi posti dall’opposizione: «Le vie di fuga e i piani di evacuazione sono adeguati?».
Ma è soprattutto sul capitolo della delocalizzazione dei depositi costieri che la minoranza punta il dito contro il sindaco Romeo. Nel documento si ricorda come il primo cittadino avesse annunciato un imminente incontro ministeriale a Roma, previsto nei giorni 7 e 8 maggio, indicato come decisivo per affrontare uno dei problemi storici della frazione marina.«Ad oggi regna il silenzio assoluto: quell’incontro è mai avvenuto? Cosa è stato deciso?
La città ha il diritto di sapere se si è trattato dell’ennesima passerella senza risultati», si legge nella nota.
Altro motivo di scontro è il rifiuto della maggioranza di istituire una Commissione consiliare speciale dedicata proprio al monitoraggio dell’iter relativo alla delocalizzazione e alla sicurezza industriale. Una proposta che, secondo i gruppi di opposizione, avrebbe garantito trasparenza e partecipazione ma che sarebbe stata respinta dalla coalizione di governo.
Durissimo il giudizio politico affidato alla dichiarazione congiunta dei consiglieri: «Siamo davanti alla classica parabola del re nudo: i vestiti invisibili fatti di annunci finti e proclami trionfali del sindaco Romeo sono caduti del tutto, mostrando un’amministrazione che brancola nel buio più totale, incapace di gestire qualsiasi cosa».
Parole che fotografano una frattura sempre più evidente tra maggioranza e opposizione e che confermano come il tema di Vibo Marina stia diventando uno dei principali terreni di confronto politico dell’attuale consiliatura.
Adesso la palla passa al presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, chiamato a dare seguito alla richiesta formalmente protocollata dai gruppi di minoranza. La convocazione dell’assise rappresenterà l’occasione per fare chiarezza su procedure, tempi e prospettive riguardanti i depositi costieri e le misure di sicurezza della frazione marina.
Nel frattempo resta un dato politico difficilmente contestabile: le incertezze, i ritardi e le mancate risposte attribuite all’amministrazione comunale hanno ottenuto un risultato che fino a pochi mesi fa sembrava tutt’altro che scontato. Riunire sotto un’unica iniziativa tutte le forze di opposizione presenti a Palazzo Luigi Razza, determinate a chiedere conto al sindaco delle promesse formulate e dei risultati finora raggiunti su una questione che riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini di Vibo Marina.










