«Le polemiche, per essere costruttive, devono essere accompagnate da idee e suggerimenti, non da semplici lamentele»
La lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto dall’assessore comunale di Soriano Calabro Stefano Soriano, rilanciata ieri dalla nostra testata, fa discutere il mondo politico vibonese. A intervenire è la consigliera comunale di Zambrone Mariana Iannello, che sceglie di rispondere punto per punto alle critiche rivolte alla gestione della sanità regionale, contestando quello che definisce «l’ennesimo esempio di una dialettica politica strumentale».
Secondo Iannello, infatti, il dibattito sulla sanità calabrese rischia troppo spesso di trasformarsi in uno scontro ideologico anziché concentrarsi sulle reali esigenze dei cittadini.
«Ieri mi sono ritrovata a leggere l’ennesimo articolo sulla sanità vibonese e polemiche sterili. Esiste una differenza tra fare politica e fare il bene dei cittadini», scrive la consigliera, sostenendo che «la sanità calabrese non si risolleva con i proclami, ma con la programmazione e il realismo».
Nel mirino della sua replica finisce proprio la lettera dell’assessore Soriano, giudicata come un’iniziativa volta più a ottenere visibilità politica che a individuare soluzioni concrete.
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento riguarda il trasferimento dei pazienti dagli ospedali periferici ai centri specializzati.
Per Iannello, criticare il trasferimento di pazienti verso Catanzaro significa non comprendere il funzionamento stesso della rete ospedaliera moderna: «Esiste una differenza logica fondamentale tra le strutture sanitarie», spiega, ricordando che l’ospedale di Vibo Valentia è uno Spoke, cioè un presidio di primo livello deputato alla gestione delle urgenze e delle prestazioni ordinarie, mentre il Policlinico universitario di Catanzaro rappresenta un Hub di secondo livello, dotato di alte specialità e tecnologie avanzate.
«È assolutamente logico e doveroso che i casi più gravi e delicati vengano trasferiti a un centro di II livello. Non si tratta di un disservizio, ma dell’applicazione di protocolli medici nazionali che garantiscono la sicurezza del paziente».
A sostegno della sua posizione, la consigliera richiama anche una vicenda personale: «Posso testimoniarlo direttamente per esperienza personale. Di fronte a una delicata condizione che ha colpito mia figlia, l’ospedale di Vibo ha gestito prontamente il trasferimento verso il Dulbecco di Catanzaro, dove l’intera équipe ha operato con meticolosità, attenzione e straordinaria competenza. Funzionare in rete significa proprio questo».
Parole che rappresentano una lettura diametralmente opposta rispetto a quella proposta da Soriano, il quale aveva indicato proprio la necessità di ricorrere alle strutture del capoluogo come una delle prove delle difficoltà della sanità vibonese.
Altro tema affrontato da Marianna Iannello è quello del nuovo ospedale di Vibo Valentia.
Nella sua risposta, la consigliera considera poco razionale contestare oggi la mancanza di personale per una struttura che non è ancora stata completata: «Prima le mura, poi il personale», sintetizza efficacemente.
Secondo la sua analisi, parlare di assunzioni e organici per un ospedale ancora in costruzione rischia di trasformarsi in una polemica fine a sé stessa: «Solo al termine dei lavori strutturali ci si potrà adoperare nella ricerca e nel reclutamento di personale qualificato e competente per riempire di contenuti quel contenitore. Reclutare medici oggi per un ospedale non ancora pronto sarebbe un paradosso amministrativo».
Una posizione che richiama la necessità di seguire una programmazione graduale e coerente, evitando di alimentare aspettative che, allo stato attuale, non potrebbero trovare concreta applicazione.
Nella parte finale del suo intervento, Mariana Iannello allarga il ragionamento al clima politico che accompagna da anni il dibattito sulla sanità calabrese.
Pur riconoscendo le difficoltà storiche del sistema sanitario regionale, la consigliera invita a distinguere tra critica costruttiva e contrapposizione politica: «Tutti siamo a conoscenza delle storiche difficoltà della sanità calabrese. Un sistema gravato da decenni di complessa gestione può risorgere solo un passo alla volta».
Da qui l’invito a formulare proposte e non soltanto denunce: «Le polemiche, per essere costruttive, devono essere accompagnate da idee e suggerimenti, non da semplici lamentele».
Infine, l’affondo politico rivolto all’assessore comunale di Vibo Valentia: «Nella missiva di Soriano non si percepisce la voce di un amministratore preoccupato, ma un approccio che si muove unicamente per logiche di schieramento, rischiando di strumentalizzare persino le vicende sanitarie pur di attaccare l’avversario».
Un richiamo alla responsabilità istituzionale che conclude il suo intervento con una considerazione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto: «La salute dei calabresi merita serietà, non una perenne e sterile campagna elettorale».
Una replica netta, quella della consigliera, che riporta al centro del dibattito il tema della corretta organizzazione della rete ospedaliera e della necessità di affrontare le criticità della sanità calabrese senza cedere alla tentazione della polemica politica permanente.











