La convocazione del Consiglio rappresenta un passaggio politico significativo, perché porta il confronto dalle sedi tecniche e amministrative al massimo organo rappresentativo cittadino
Dopo settimane di dibattito pubblico e dopo i numerosi approfondimenti che questa testata ha dedicato alla questione della sicurezza industriale a Vibo Marina, il tema approda ufficialmente nell’aula del Consiglio comunale.
Il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello ha infatti convocato una seduta straordinaria per il prossimo 22 giugno, con eventuale seconda convocazione il 23 giugno, inserendo all’ordine del giorno un punto destinato ad attirare l’attenzione dell’intera città e, in particolare, della comunità di Vibo Marina.
Si tratta dell’ordine del giorno sottoscritto unitariamente dai rappresentanti di tutti i gruppi di opposizione, avente ad oggetto l’«esame, discussione e determinazioni del Consiglio Comunale in ordine alla procedura di aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna (P.E.E.) dello stabilimento Meridionale Petroli S.r.l.», con contestuale richiesta di informativa sul Piano di Emergenza Esterna del vicino deposito costiero ENI.
Una questione che Vivipress ha seguito con particolare attenzione nelle ultime settimane, documentando le preoccupazioni emerse attorno all’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna, alle osservazioni che dovranno essere presentate entro il 28 giugno e ai possibili effetti che tali procedure potrebbero avere sullo sviluppo urbanistico, turistico ed economico della frazione marina; soprattutto denunciando certe inerzie di chi avrebbe dovuto sentire l’onere di un’azione tempestiva e competente.
La convocazione del Consiglio rappresenta un passaggio politico significativo, perché porta il confronto dalle sedi tecniche e amministrative al massimo organo rappresentativo cittadino. Non sfugge inoltre il fatto che il documento sia stato sottoscritto da tutte le forze di opposizione presenti in Consiglio comunale, segnale di una convergenza che raramente si registra su temi amministrativi ordinari ma che, in questo caso, trova origine nella rilevanza strategica della questione.
Nel corso della seduta si discuterà non soltanto dell’aggiornamento del Piano relativo alla Meridionale Petroli, ma anche dello stato dell’arte del Piano di Emergenza Esterna riguardante il deposito costiero ENI, in una valutazione complessiva del rischio industriale insistente sull’area di Vibo Marina e delle conseguenze che esso può determinare per la pubblica incolumità.
L’argomento assume un rilievo ancora maggiore alla luce delle recenti polemiche legate al progetto dell’acquario nell’area ex Basalti Energia, anch’esso inserito tra le interrogazioni all’ordine del giorno. Un tema che si intreccia inevitabilmente con la presenza degli impianti industriali e con la necessità di chiarire quali siano i vincoli, le compatibilità e le prospettive di sviluppo di una zona che da anni cerca di conciliare vocazione turistica, tutela ambientale e attività produttive.
La seduta del 22 giugno si preannuncia quindi come uno dei momenti più importanti del confronto politico cittadino degli ultimi mesi. Da un lato vi sono le richieste di trasparenza avanzate dai consiglieri comunali, dall’altro l’esigenza di fornire alla popolazione informazioni chiare e aggiornate sui livelli di sicurezza e sulle procedure di emergenza previste in caso di incidenti rilevanti.
Per Vibo Marina non sarà soltanto una discussione tecnica. Sarà l’occasione per affrontare pubblicamente una questione che riguarda il futuro della frazione più popolosa, il suo sviluppo e il delicato equilibrio tra crescita economica, tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini.










