La visita dell’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, imprenditore miliardario, ha suscitato entusiasmo ma anche polemiche, soprattutto per il mega yacht con cui ha raggiunto Vibo Marina
di Antonella Moschella
Ogni volta che una persona molto ricca arriva in Italia, soprattutto se lo fa a bordo di uno yacht imponente o con uno stile di vita fuori dall’ordinario, si riaccende il dibattito. C’è chi ammira il successo, chi lo critica, chi lo invidia e chi lo considera una provocazione.
La visita dell’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, imprenditore miliardario e proprietario degli Houston Rockets, non ha fatto eccezione. Il suo arrivo in Calabria ha suscitato entusiasmo ma anche polemiche, soprattutto per il mega yacht con cui ha raggiunto Vibo Marina.
Eppure la ricchezza, quando è frutto del lavoro, dell’impegno e delle capacità imprenditoriali, non dovrebbe essere motivo di invidia né di condanna. Allo stesso tempo, non si può pretendere di giudicare una persona soltanto dal patrimonio che possiede o dal modo in cui sceglie di vivere. Ognuno è libero di utilizzare le proprie risorse nel rispetto della legge e della dignità degli altri.
Certo, chi ha molto potrebbe fare tanto anche per chi ha poco. Ma il bene autentico non ha bisogno di pubblicità. Molte persone aiutano il prossimo nel silenzio, senza cercare applausi. Altre fanno scelte diverse. Non spetta a noi emettere sentenze, perché ciascuno risponderà prima di tutto alla propria coscienza e, per chi crede, a Dio.
Noi esseri umani, invece, troppo spesso guardiamo ciò che non abbiamo e desidereremmo possedere. È facile criticare la ricchezza quando ci appare irraggiungibile, ma l’invidia non migliora la società. La migliora il lavoro, l’impegno, la solidarietà e la capacità di creare opportunità.
Tilman Fertitta ha manifestato interesse a investire in Calabria, valutando l’apertura di un hotel e di un ristorante e sottolineando le potenzialità della regione anche nel settore manifatturiero. Se questi progetti dovessero concretizzarsi, potrebbero tradursi in nuovi posti di lavoro, sviluppo economico e maggiore visibilità internazionale per il territorio.
Nessuno può sapere se questi investimenti diventeranno realtà… ma una cosa è certa: non è la ricchezza a rendere una persona migliore o peggiore. Sono i valori, le scelte quotidiane e il modo in cui ci si rapporta agli altri a definire davvero chi siamo; perché, in fondo, il mondo sarebbe forse più ricco di denaro se tutti fossimo miliardari, ma sarebbe certamente più povero se mancassero il rispetto, l’umiltà e l’umanità.
Da credente, mi torna alla mente una delle frasi più profonde del Vangelo: “È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno di Dio” Gesù non condanna la ricchezza in sé, ma il rischio che il denaro diventi un idolo, capace di chiudere il cuore agli altri.
Non spetta a noi giudicare Tilman Fertitta o qualsiasi altra persona benestante o ricca: solo Dio conosce il cuore di ciascuno. Se la sua ricchezza sarà anche uno strumento per creare lavoro, investire, offrire opportunità e sostenere chi è più fragile, allora quel patrimonio potrà diventare un bene non solo per lui, ma per un’intera comunità.
La vera grandezza di un uomo non si misura da quanto possiede, ma da quanto riesce a restituire al mondo perché le ricchezze della terra restano qui; le opere di bene, invece, accompagnano l’anima per l’eternità.











