Churchill, stanco e affaticato, avrebbe ormai abdicato. E così, tocca al camerlengo gestire il Palazzo… come fosse casa sua!
di Marcello Bardi
Si racconta che la macchina sia ormai totalmente fuori controllo.
E questa sarebbe una notizia ? Assolutamente no.
Churchill, stanco e affaticato, avrebbe ormai abdicato se mai avesse prima governato. Semplicissimo il concetto: ““Lasciatemi lo scettro con annessi benefici e poi… fate pure il c… che volete. Serbatoi, delocalizzazione, acqua, strade chiuse… che palle!”
Ormai depresso, nessuno lo consola, anzi… l’allegra brigata lo ha preso in parola. E così, chi era già pronto a cogliere il definitivo passo indietro del vecchio (forse) saggio, si è rasserenato: tanto è sempre attivo il suo braccio destro.
Ed ecco che il camerlengo ha iniziato a utilizzare la cosa pubblica come fosse casa sua!
Che poi, il Camerlengo, casa sua l’ha mai saputa gestire? ma questa è un’altra storia. Stiamo ai fatti!
Hic et nunc viene fuori un cartellone. Con tanto di logo della massima istituzione: “Cercasi artigiani e commercianti” …per la camerlenghiana città di tutte le epoche.
Wow! È un annuncio così roboante da provocare uno strano fenomeno: l’opposizione – finalmente! – si desta da un lungo letargo. E così, guarda caso, questa volta si accorge che qualcosa non va: “Ma c’è il logo del Palazzo? Quale evento si organizza alle spalle e sulla pelle del popolo Pantalone?”
Scoppia il finimondo, si apre la caccia al promotore dell’ennesimo capolavoro… ma basterebbe poco per capire che dietro ci sia la mano del solito personaggio. Indovinate chi? Il camerlengo, chiaramente!
I commensali di Churchill si guardano straniti. Il tavolo di baccarat si ferma: il banco non sa se dare le carte… ed a chi!
Intanto, Clementine sorride, perché lei sa sempre tutto quello che accade alle spalle del consorte, che lascia avvinto in un sonno dogmatico, ormai biennale. Scocola da San Michele, che avrebbe la delega, per la verità esibita solo ogni mese al momento opportuno per ovvie ragioni, finge di andare su tutte le furie.
Mentre la tensione sale, la locandina scompare.
È il camerlengo stesso – manu propria – a ritirarla. In fondo cosa aveva fatto di male?
Aveva permesso che si utilizzasse un logo istituzionale su una pagina privata. E gia!
Perché il Palazzo – per chi non lo sapesse – da un anno e mezzo è casa sua! La pinacoteca del dolce far niente!










