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Vibo Valentia, convocato il Consiglio comunale: bilancio, emergenze costiere e mercato tra i temi chiave

Vibo Valentia, il muro del sindaco crolla a Ferragosto: il portavoce costretto a lasciare. E ora il caso diventa politico

da Maurizio
15 Agosto 2026
in politica
Tempo di lettura: 6 minuti
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Il capo di gabinetto avrebbe già protocollato le dimissioni. Una decisione maturata dopo settimane di tensioni politiche e nuove indiscrezioni su vicende personali

Il temporale arriva nel giorno più caldo dell’estate. E stavolta non è quello annunciato dalle previsioni meteo.

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A Palazzo Luigi Razza il cielo si oscura proprio a Ferragosto, quando la città rallenta, gli uffici sono chiusi e la politica dovrebbe concedersi una tregua. È invece in queste ore sospese che il muro costruito da Enzo Romeo attorno al suo capo di gabinetto Gianpiero Menniti avrebbe cominciato definitivamente a sgretolarsi.

Perché Menniti, secondo quanto risulta a ViViPress da una fonte ritenuta attendibile, avrebbe protocollato le proprie dimissioni dall’incarico nelle ore immediatamente precedenti alla pausa ferragostana.

Una notizia che, al momento, non trova ancora una conferma ufficiale. Palazzo Luigi Razza tace, il diretto interessato non ha formalizzato pubblicamente la propria decisione e la festività rende ancora più complicato ottenere riscontri istituzionali. Ma le voci, questa volta, non sembrano essere semplicemente quelle che abitualmente percorrono i corridoi della politica.

Da settimane, infatti, qualcosa si muoveva.

E ciò che inizialmente appariva come l’ennesimo capitolo di una storia politica mai davvero pacificata sarebbe improvvisamente precipitato, intrecciandosi con vicende di carattere strettamente personale sulle quali, qualora ne ricorrano i presupposti, sarà eventualmente l’autorità giudiziaria a dover fare chiarezza.

È proprio qui che la vicenda diventa delicatissima. Ed è proprio qui che ViViPress ritiene necessario fermarsi davanti agli aspetti personali, evitando qualsiasi anticipazione o giudizio che non sia fondato su atti ufficiali.

Ma una cosa è già evidente: se il passo indietro di Menniti sarà confermato, il problema non sarà più soltanto Menniti. Sarà Romeo.

Perché il sindaco aveva fatto della presenza del suo capo di gabinetto una scelta personale, politica e amministrativa. L’aveva voluta quando molti, dentro e fuori la maggioranza, avrebbero preferito evitarla. L’aveva difesa davanti alle critiche. Aveva resistito alle pressioni.

Aveva costruito, appunto, un muro.

Quel muro oggi potrebbe essere crollato proprio nel giorno di Ferragosto.

romeo e menniti

E quando la politica tornerà dalle ferie, a Palazzo Luigi Razza potrebbe non essere rimasto soltanto il vuoto di una poltrona da riempire, ma una domanda molto più pesante alla quale il sindaco dovrà dare una risposta.

Da settimane, del resto, circolavano voci sempre più insistenti sul futuro del capo di gabinetto. Una figura che, fin dal momento della sua nomina, aveva incontrato più di una resistenza all’interno del Palazzo e della stessa maggioranza.

Menniti era arrivato a Palazzo Luigi Razza nella primavera del 2025 per volontà dello stesso Romeo, che aveva investito molto sulla sua presenza e sulla sua collaborazione. Una scelta sulla quale il sindaco aveva sostanzialmente posto la propria autorevolezza, arrivando a difenderla anche quando, dentro e fuori il Consiglio comunale, non erano mancate osservazioni e perplessità.

Prima gli avvisi e i bandi, poi le procedure che non avevano portato alla soluzione immaginata e, infine, la scelta di procedere attraverso una nomina diretta, utilizzando risorse del bilancio comunale.

Una vicenda che aveva già provocato tensioni, anche perché maturata dentro un Comune alle prese con un pesantissimo patto salva-città, i cui effetti ricadono inevitabilmente anche sulla vita dei cittadini.

Romeo, però, aveva tirato dritto.

La nomina di Menniti aveva rappresentato, per certi versi, uno dei primi terreni di confronto aspro all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco.

Non è un mistero che il Partito democratico avesse manifestato il proprio dissenso, fino ad arrivare a non partecipare, con gli allora assessori Soriano e Continanza, alla riunione di giunta nella quale la questione era stata affrontata e poi votata.

Da allora, il rapporto tra il capo di gabinetto e una parte consistente della maggioranza non sarebbe mai realmente decollato.

Menniti sarebbe rimasto una figura considerata vicina soprattutto a Progetto Vibo 8il gruppo espressione diretta dello stesso sindaco e con riferimento politico sostenuto all’assessore al Personale Marco Talarico), mentre assai più ridotto sarebbe stato il consenso politico attorno alla sua presenza nel gruppo che sostiene Romeo.

Un uomo del sindaco, insomma. E proprio per questo la sua eventuale uscita non potrebbe essere considerata una semplice vicenda amministrativa.

Ciò precisato, si va oltre ed è qui che la storia diventa inevitabilmente più delicata.

Perché, secondo quanto raccolto da ViViPress, nelle ultime settimane sarebbero emerse e si sarebbero intensificate indiscrezioni riguardanti vicende strettamente personali che coinvolgerebbero Menniti e sulle quali, qualora ve ne fossero i presupposti, saranno eventualmente le autorità competenti a fare chiarezza.

È un terreno sul quale non è corretto spingersi oltre, tanto più in assenza di atti ufficiali e per il carattere personale, particolarmente delicata della vicenda. Ma sarebbe proprio questo il punto che avrebbe fatto precipitare una situazione già compromessa sul piano politico.

Le indiscrezioni, divenute sempre più insistenti anche attraverso i social, avrebbero infatti finito per mettere il sindaco nella condizione di dover riconsiderare una scelta che fino a pochi giorni fa sembrava difficilmente negoziabile.

E così, secondo la ricostruzione che arriva dagli ambienti vicini alla maggioranza, Romeo avrebbe finito per chiedere al suo capo di gabinetto di fare un passo indietro. Concedendogli una uscita di scena con “gli onori delle armi”.

Non una revoca, dunque, almeno formalmente. Ma una decisione maturata sotto una pressione politica diventata ormai difficile da contenere. ed è qui che i innesca l’aspetto più rilevante. Se le dimissioni dovessero essere confermate, il dato più significativo non sarebbe soltanto l’uscita di scena di Menniti.

Sarebbe soprattutto il dietrofront del sindaco.

Perché Romeo aveva investito personalmente sulla sua presenza a Palazzo Luigi Razza. Lo aveva difeso quando le critiche arrivavano dall’opposizione, ma anche quando le perplessità attraversavano la sua stessa maggioranza.

Aveva costruito attorno a quella nomina una sorta di muro politico.

Oggi, quel muro sembra essersi sgretolato.

E lo ha fatto proprio davanti a una situazione nella quale le questioni politiche si sarebbero intrecciate con una vicenda personale estremamente delicata, sulla quale è necessario mantenere tutta la prudenza del caso.

Resta, però, una domanda politica: perché arrivare fino a questo punto prima di cambiare rotta?

E soprattutto: quanto questa decisione inciderà sugli equilibri già non semplicissimi della maggioranza?

Per ora Palazzo Luigi Razza tace.

Nessun comunicato ufficiale, nessuna dichiarazione pubblica, nessuna conferma formale delle dimissioni. Ma il silenzio di Ferragosto non cancella una vicenda che, se confermata nei suoi passaggi essenziali, potrebbe riaprire una partita politica tutt’altro che secondaria.

Perché dietro l’eventuale addio di un capo di gabinetto c’è una storia politica lunga oltre un anno: una nomina fortemente voluta dal sindaco, le resistenze di una parte della maggioranza, il confronto mai del tutto ricomposto con il Pd e, adesso, un passo indietro che arriverebbe dopo l’emergere di una vicenda personale sulla quale ogni giudizio definitivo sarebbe, oggi, prematuro.

Il Ferragosto di Vibo Valentia, dunque, potrebbe essere soltanto la quiete apparente prima della ripresa politica.

Quando le ferie saranno finite, le aule torneranno a riempirsi, la maggioranza tornerà a fare i conti con le proprie contraddizioni e il sindaco dovrà probabilmente spiegare perché quella che era stata una delle sue scelte più difese sia improvvisamente diventata una scelta da archiviare.

Perché, questa volta, non è soltanto un collaboratore che potrebbe lasciare Palazzo Luigi Razza.

È una scelta del sindaco che torna al centro della scena.

Tags: capo di gabinettodimissionimuropdportavocesindacoVibo Valentia

Maurizio

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