Osservatorio Civico Città Attiva e Comitato San Bruno scrivono alla Conferenza dei Sindaci: «Non può essere l’Emodinamica itinerante la risposta a un’emergenza che richiede tempestività»
Non è una battaglia di parte. Non è una rivendicazione campanilistica. E, soprattutto, non è una questione sulla quale il territorio può permettersi di dividersi.
Alla vigilia della Conferenza dei Sindaci della provincia di Vibo Valentia, convocata per domani, 17 agosto, alle ore 10, arriva una presa di posizione che merita attenzione perché mette al centro una questione che riguarda direttamente la sicurezza e il diritto alla salute dei cittadini vibonesi: la presenza dell’Emodinamica all’ospedale “Jazzolino”.
A sottoscrivere la nota indirizzata al presidente della Conferenza dei Sindaci, il sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano, sono l’Osservatorio Civico Città Attiva, rappresentato dalla presidente Daniela Primerano, e il Comitato San Bruno, presieduto da Rocco La Rizza. Un’iniziativa che assume un significato particolare proprio perché arriva dalla società civile e chiede alla politica, quella istituzionale e rappresentata dai sindaci, di assumere una posizione chiara e soprattutto unitaria.
Il punto è semplice quanto delicato: la precedente programmazione della rete ospedaliera prevedeva l’Emodinamica allo “Jazzolino”, con l’inserimento nella rete per il trattamento delle sindromi coronariche acute. La mancata conferma di quella previsione e l’ipotesi di sostituire una struttura stabile con un modello di Emodinamica itinerante sono considerate dall’Osservatorio e dal Comitato una soluzione non equivalente rispetto alle esigenze di un territorio come quello vibonese.
Ed è proprio qui che la questione sanitaria diventa questione di territorio.
Quando si parla di infarto, infatti, il fattore tempo non è un dettaglio organizzativo. È una variabile decisiva. La nota sottolinea come la presenza permanente di un servizio organizzato, con personale dedicato e operativo 24 ore su 24, sette giorni su sette, non possa essere considerata equivalente a una struttura itinerante. Una considerazione che assume ulteriore peso in una provincia caratterizzata da una conformazione geografica particolare e da collegamenti che possono incidere sui tempi necessari per raggiungere un centro attrezzato.
E allora la domanda che Osservatorio Civico Città Attiva e Comitato San Bruno consegnano ai sindaci è, in fondo, una domanda di responsabilità: il territorio vibonese può davvero rinunciare a una struttura stabile di Emodinamica?
La loro risposta è netta. E si traduce in una richiesta precisa alla Conferenza dei Sindaci: assumere una posizione unitaria e chiedere alla Regione Calabria il ripristino della previsione dell’Emodinamica allo “Jazzolino”, il superamento dell’ipotesi itinerante, un cronoprogramma vincolante per la realizzazione e l’attivazione del servizio e una struttura stabile, adeguatamente organizzata e operativa H24.
È questo, forse, l’aspetto più importante dell’iniziativa.
Perché al di là delle appartenenze politiche, delle contrapposizioni e delle diverse responsabilità istituzionali, quando si parla di salute pubblica dovrebbe essere il territorio a parlare. E dovrebbe farlo con una voce sola.
La nota richiama esplicitamente la programmazione contenuta nel DCA n. 78 del 2024, chiedendo che venga ripristinata la previsione dell’Emodinamica allo “Jazzolino”, proprio per garantire ai cittadini vibonesi un accesso alle cure salvavita che non sia condizionato dalla maggiore o minore rapidità dei trasferimenti fuori provincia.
Domani, dunque, non ci sarà soltanto una riunione tra sindaci. Ci sarà anche, idealmente, un pezzo della società civile che chiede alla politica di non perdere di vista il senso più concreto della propria funzione: difendere gli interessi della comunità che rappresenta.
Osservatorio Civico Città Attiva e Comitato San Bruno hanno scelto di esserci, mettendo nero su bianco una richiesta che non riguarda una categoria, un comune o uno schieramento, ma l’intera provincia.
Ora la parola passa ai sindaci.
E su una questione come questa, forse più che mai, sarebbe importante che domani da Vibo Valentia partisse un messaggio inequivocabile: sulla salute e sulle cure salvavita, il territorio non può permettersi di parlare con voci diverse.










