Rigori ad oltranza e dal dischetto sorride l’Avola, ma è una sconfitta che non deve diventare un giudizio. La Coppa sfuma al primo ostacolo, ma il campionato è un’altra storia
La prima partita ufficiale non regala alla Vibonese il sorriso della qualificazione, ma sarebbe ingeneroso leggere soltanto attraverso il risultato dal dischetto l’esordio della nuova squadra rossoblù. Al “Luigi Razza”, davanti a oltre 500 spettatori e a una tifoseria che ha accompagnato la squadra per tutta la gara, l’Avola passa ai rigori dopo un intenso 2-2 nei novanta minuti. Finisce 4-3 per i siciliani nella serie dagli undici metri, ma per la Vibonese questa Coppa Italia può e deve essere considerata soprattutto per quello che è: la prima vera verifica di una stagione che vuole essere quella del rilancio.
Il risultato lascia naturalmente l’amaro in bocca. Soprattutto perché la squadra di Sasà Marra, dopo essere andata sotto, era riuscita prima a pareggiare e poi addirittura a ribaltare la partita. È mancato soltanto il colpo finale, quello che avrebbe trasformato una prestazione ancora inevitabilmente condizionata dalla preparazione estiva in una vittoria.
E proprio qui sta la chiave per leggere la prima al “Razza”. Questa è una Vibonese profondamente rinnovata, con giocatori che devono ancora trovare condizione e automatismi. Mancavano, tra l’altro, due punti di riferimento importanti come Ledesma e Semenzin. Pretendere una squadra già perfettamente rodata alla prima uscita ufficiale sarebbe probabilmente fuori dalla realtà.
Marra parte con Simeoli tra i pali, D’Agata, Moises, Bertolo e Malafronte in difesa, Cerutti, Cess e Piriz a centrocampo e il tridente composto da Rioko, Marsico e Cosendey.
L’Avola dimostra subito di voler giocare la propria partita. Al 9′ Tedesco sfiora il gol con un colpo di testa in tuffo, mentre la Vibonese risponde con Bertolo dalla distanza e, soprattutto, con Cosendey, che al 26′ scheggia il palo esterno di testa.
Alla mezz’ora arriva il vantaggio degli ospiti. Una rimessa laterale battuta rapidamente sorprende la difesa rossoblù e Fratantonio, dopo un rimpallo in area, si presenta davanti a Simeoli e firma l’1-0.
La reazione della Vibonese è però immediata. Al 36′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Cosendey trova il guizzo vincente e riporta il risultato in equilibrio.
Nella ripresa i rossoblù partono con il piede sull’acceleratore. Dopo appena due minuti, Cess spinge sulla corsia e l’azione si conclude ancora con Cosendey, che firma la doppietta personale e porta avanti la Vibonese: 2-1.
La gioia dura pochissimo. Un errore in uscita permette a Tedesco di recuperare palla e il giocatore dell’Avola trova dalla distanza una conclusione di grande precisione che sorprende Simeoli. È il 2-2.
Da quel momento la gara diventa una battaglia. La Vibonese prova a riprendersi il vantaggio, l’Avola non rinuncia a colpire e nel finale Marra inserisce Spanò, Mirashi, D’Onofrio, Castro e Leonori per dare nuova energia alla squadra.
Le occasioni arrivano da entrambe le parti, ma il risultato non cambia. Nel recupero la Vibonese resta anche in dieci per l’espulsione di Spanò. Niente supplementari: il regolamento della Coppa Italia di Serie D manda direttamente ai rigori.
La lotteria comincia male per i rossoblù: Alfo segna per l’Avola, mentre D’Agata manda alto.
Poi la Vibonese prova a rimettersi in carreggiata. Cerutti realizza, mentre Palermo sbaglia per i siciliani. Tedesco segna e Cosendey fallisce il proprio tentativo. Bertolo tiene viva la squadra trasformando il penalty successivo, mentre Figini non trova la rete per l’Avola.
Calderone e Leonori segnano ancora. Si va così a oltranza: Puglisi non sbaglia, Castro invece manda alto il rigore decisivo.
L’Avola festeggia, la Vibonese incassa una eliminazione che fa male soprattutto perché arrivata dopo una rimonta e una partita nella quale i rossoblù hanno avuto più volte la possibilità di indirizzare diversamente il risultato.
Il calcio d’agosto, anche quando si chiama Coppa Italia, ha una caratteristica precisa: non sempre racconta quello che sarà. E sarebbe un errore trasformare una eliminazione ai rigori nella prima uscita ufficiale in una sentenza sulla stagione.
La Vibonese ha mostrato limiti, certamente. Gli errori individuali sui due gol dell’Avola sono un aspetto sul quale lavorare, così come la condizione fisica e l’intesa tra giocatori che soltanto adesso stanno imparando a conoscersi.
Ma ha mostrato anche carattere. È andata sotto, ha reagito, ha ribaltato la partita e ha continuato a cercare la vittoria fino alla fine. Non è poco per una squadra completamente nuova e ancora alla ricerca della propria identità.
Adesso viene il momento che conta davvero: il campionato. La Coppa sfuma al primo ostacolo, ma il progetto della nuova Vibonese è appena cominciato.
E forse, per una squadra che vuole tornare protagonista, è proprio questo il messaggio più importante uscito dal “Luigi Razza”: la stagione del rilancio non sarà una passeggiata, ma questa Vibonese ha già dimostrato di avere la voglia di giocarsela. Ora serviranno lavoro, pazienza e soprattutto tempo. Il campionato è un’altra storia.











