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Don Fiorillo, è sempre attuale la storia della Passione di Cristo

Don Fiorillo, è sempre attuale la storia della Passione di Cristo

da admin_slgnwf75
24 Marzo 2024
in è domenica
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 24 marzo

di Mons. Giuseppe Fiorillo

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Carissime/i,

oggi, è Domenica delle Palme e, in tutte le chiese cattoliche del mondo, viene proclamata la Passione secondo il Vangelo di Marco (capitoli 15 – 16).
Tutti e quattro  gli Evangelisti dedicano un quinto del loro racconto al grande dolore di Cristo.
La storia della Passione di Cristo è sempre attuale, perché è la storia di tutte le ingiustizie, le prepotenze, le violenze, le brutalità e gli egoismi degli uomini. Da questi racconti nasce la grande  liturgia della Settimana Santa: uno dei momenti più alti e più luminosi del mistero dell’Amore di Cristo e del “guazzabuglio del cuore umano”.
Fra infinite suggestioni che affollano la nostra mente, nello scorrere del racconto, ne cogliamo qualcuna…

Oggi, Gesù entra in Gerusalemme scendendo dall’Orto degli ulivi. Viene accolto con grande festa di popolo e tripudio di bambini, che sventolano rami di ulivo e di palma, al canto messianico: “benedetto colui che viene nel nome del Signore, osanna al figlio di Davide”. Questo stesso popolo, assenti, però, i bambini, fra qualche giorno, corrotto da Scribi e Farisei, griderà davanti al tribunale di Pilato: “crocifiggilo, crocifiggilo!”. 

domenica delle palme

Il Giovedì Santo Gesù celebra la Pasqua con i suoi discepoli e probabilmente con sua Madre e con quelle donne che troviamo, la sera del Venerdì Santo, ai piedi della Croce. In quella memorabile sera del Giovedì Santo, Gesù, non avendo nulla da lasciare in eredità dona, quale gesto supremo di Amore, se stesso nei segni del pane e del vino: “prendete e mangiate, prendete e bevete, perché questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue per voi e per tutti dato e sparso in remissione dei peccati e a salvezza eterna”.
Dopo, nella notte, con i Suoi va al Getsemani, dove, nella sua piena umanità, suda sangue e grida: “Padre, se è possibile, allontana da me questo calice amaro”.
Il calice amaro è la visione, lungo lo scorrere dei secoli, degli avvenimenti della storia umana, in cui gli uomini vengono considerati peggio di un verme, stritolati dal potere iniquo, schiacciati, messi a morte e dimenticati… Dopo questa angoscia umana, emerge,però, la sua piena divinità: “Padre non la mia, ma la tua volontà si compia”. E, rivolto ai suoi assonnati, dice: “alzatevi, andiamo!” (Marco 14,42).
Ora il figlio dell’uomo Gesù è pronto. Pronte sono la croce e le spine; pronto è il gallo che annunzia a Pietro il suo tradimento; pronta è la lancia che squarcerà il costato; pronto è Giuda col suo bacio sacrilego; sono pronti Barabba, Pilato e Caifa, che inquina il  processo notturno, comprando dei falsi testimoni contro Gesù; pronta è la  soldataglia che, per tutta la notte, beffeggia, sputa e tortura Gesù; e pronti sono gli Angeli a raccogliere tutto il sangue dell’uomo che è Dio; ed anche noi siamo pronti a vivere la Settimana Santa, con i suoi forti messaggi, cercando di allargare il nostro respiro, le nostre braccia, i nostri occhi, in comunione con Paolo Apostolo: “sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo Corpo che è la Chiesa” (Lettera ai Colossesi (1,24) Mi
Buona Domenica delle Palme con la suggestione di un grande innamorato di Cristo: “Gesù sarà in agonia nel Getsemani fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo” (Blaise Pascal, Pensieri).
don Giuseppe Fiorillo

Tags: domenica delle palmegesùvangelo

admin_slgnwf75

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