Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 21 giugno
di Mons. Giuseppe Fiorillo
Carissime, carissimi
Carissime, carissimi, questo brano del vangelo di Matteo di questa 12ª domenica del tempo ordinario fa parte del discorso missionario di Gesù e rivela tante iridiscense di temi, consigli, appelli che rispondono, anche oggi, agli occhi ed al cuore di noi, suoi discepoli.
Andiamo al testo:” In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio, voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!» (Matteo 10, 26-33)”.
In questo brano, sottolineiamo tre temi:
Primo: Il discepolo, degno del Maestro, in questo mondo, vivrà, come Lui, difficili prove e continue amarezze.
Secondo: Il vangelo non è una dottrina segreta, ma un annuncio pubblico da proclamare in tutti i contesti della vita: “Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’ orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”.
Terzo: Il segno distintivo del discepolo missionario è la fiducia in Dio Padre, che ha grandi braccia, aperte a sostenere ed accogliere chi confida in Lui.
A sostegno di queste tre proposte abbiamo la forte sollecitazione del Maestro, ripetuta per ben tre volte in questa pericope: “non abbiate paura degli uomini”.
La paura mangia la vita e ci rende schiavi, ci isola, ci allontana dalle relazioni. Gesù non ha avuto paura di nessuno, ha sempre parlato chiaro con tutti, soprattutto con le autorità, sia civili che religiose. Oggi noi rischiamo di restare vittime di una paura diffusa in tutti gli ambiti del vivere umano. Paura del diverso, paura dell’immigrato, paura di chi pensa e vive alla luce di altre ideologie ed altri modelli di vita. Oggi l’uomo, spesso, ha paura della donna, la donna dell’uomo, i genitori dei figli, perché i figli sono figli dei social, più che figli propri.
Questa tetra visione non ci aiuta a vivere la realtà all’insegna della leggerezza, del sorriso, della fiducia e della condivisione di gioie e dolori, sogni e speranze. C’è, ancora, una paura dalla quale Gesù ci invita a stare lontano ed è questa che cogliamo nelle sue affermazioni: “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo , ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura, piuttosto, di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo”…
E l’anima perisce, ogniqualvolta, perdiamo di vista i valori fondanti del sano vivere umano; e perisce quando la parola di Dio profuma soltanto di incenso e di sagrestia e non sa nulla degli odori delle nostre strade; e perisce l’anima quando soprusi, corruzioni, mafie, mettono sotto i piedi, giustizia, verità, condivisioni, convivialità; e perisce l’anima quando gli innocenti, oggi, muoiono sotto le bombe, volute dai reggitori di questo mondo, diventati “mostri” per la sete di dominio su persone e cose; e perisce l’anima quando i bambini, futuro dell’umanità, vengono seppelliti, a Gaza ed a mille altri luoghi di pena, sotto le macerie o rapiti o venduti per luridi scopi di gente senza scrupoli.
E così… ancora: “Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, lentamente muore chi non trova grazia in sé stesso e nei compagni di viaggio” (Martha Medeiros).
Buona domenica.
Don Giuseppe Fiorillo.







