Era cittadino onorario della città alla quale ha dedicato parte importante delle sue ricerche. A lui si deve la straordinaria scoperta della Laminetta Orfica, esemplare straordinario, unico, che racconta i fasti di Hipponion
La notizia piomba in città, improvvisa, inaspettata. Lascia sgomenti, tristi, commossi. il prof. Ermanno Arslan, insigne archeologo, studioso di straordinario rigore e figura di riferimento per la ricerca scientifica italiana, cittadino onorario di Vibo Valentia, se n’è andato. Per sempre!
Chi – come noi, come questa redazione – ha avuto l’onore e il piacere di conoscerlo, lo ricorda soprattutto per il suo modo gentile e semplice di porsi: il suo carisma era naturale, mai ostentato, col suo stile di gentiluomo d’altri tempi.
Il legame di Ermanno Arslan con Vibo Valentia, di cui era cittadino onorario, è stato profondo e duraturo. Alla sua attività sul territorio si devono importanti contributi alla conoscenza dell’antica Hipponion, a partire dalle indagini archeologiche condotte in città e dagli studi che hanno segnato la storia della ricerca archeologica non solo regionale. Tra questi, resta fondamentale la scoperta della celebre Laminetta Aurea, uno dei reperti più significativi custoditi nel nostro museo, sulla quale ha continuato a riflettere e a lavorare fino agli ultimi anni.

Anche recentemente il Prof. Arslan era impegnato in attività di studio e ricerca presso il Museo “Vito Capialbi”, collaborando con studiosi italiani e internazionali nell’approfondimento dei materiali archeologici provenienti dalla necropoli INAM di Hipponion e contribuendo con entusiasmo alla vita scientifica dell’istituto. Tornando spesso in città, non si era risparmiato accettando di buon grado di partecipare anche ad incontri pubblici offrendo il prezioso contributo della sua esperienza, dei suoi studi, del suo entusiasmo.
Il 17 ottobre 2019, a cinquant’anni dalla straordinaria scoperta della Laminetta, la città gli diede il giusto riconoscimento conferendogli la Cittadinanza Onoraria. Il sindaco Maria Limardo, non senza una inevitabile emozione (emozione condivisa da tutti i presenti) condusse quel momento che fu straordinario perché reso semplice dall’atteggiamento gentile, garbato, elegante di un uomo al quale questa città deve tanto.
Il Museo Archeologico Capialbi lo ricorda con ammirazione: “Con la sua scomparsa perdiamo non solo uno dei più autorevoli archeologi italiani, ma anche un amico del museo e della città di Vibo Valentia, che ha dedicato parte significativa del proprio percorso scientifico alla valorizzazione della nostra storia e del nostro patrimonio. Non dimenticheremo mai le lunghe chiacchierate in cui pure il tempo sembrava fermarsi per ascoltare le sue riflessioni e i suoi continui suggerimenti. Fino all’ultimo abbiamo programmato progetti e studi che il museo avrà l’onore di portare avanti in sua memoria. Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze da parte della Direzione e del personale del Museo”.
Parole che sentiamo di condividere confermando la nostra personale esperienza, allorquando – con inevitabile soggezione, rispettoso imbarazzo, ma anche con orgoglio da vibonese/hipponiate – gli consegnai copia del mio libro sulla Laminetta:
La Laminetta di Hipponion e la definitiva rivelazione dei rituali orfici di Maurizio Bonanno € 12.00
Lo accolse con un sorriso e personalmente vissi una giustificata tensione fino al giorno, qualche tempo dopo, di un nuovo incontro durante il quale avrebbe espresso il suo giudizio. Fu rassicurante: si complimentò per quanto fatto. E fu, questo, un regalo personale indimenticabile.
La città oggi – purtroppo! – piange un suo concittadino, tra i più illustri ed al quale deve tanto.
Nel suo ricordo, condividiamo il saluto finale del Museo di Vibo Valentia: “Il suo insegnamento, il suo esempio e il suo straordinario contributo alla conoscenza del mondo antico continueranno a vivere nelle ricerche, nei luoghi e nei reperti che ha contribuito a far parlare”.
Addio prof. Arslan. Ci consola la certezza che lei ha già portato alla salvezza la sua anima potendo attuare il legame perenne tra la vita terrena e l’eterno infinito
Immaginiamo questo momento di passaggio così come descritto nella Laminetta Aurea da lui scoperta: Ermanno Arslan, giunto dinanzi ai custodi delle “case ben costruite di Ade” che gli pongono l’unica domanda possibile, risponde così come la Laminetta insegna: “Sono figlio della Terra e del Cielo stellato, sono arso di sete e muoio; ma datemi presto da bere la fresca acua del lago di Menmosine“.
Dopo aver riferito al re di sottoterra, i custodi gli hanno dato da bere dal lago di Menmosine. E… Ermanno Arslan, dopo aver bevuto, si è incamminato “sulla via sacra che anche altri iniziati e consacrati percorrono gloriosi”!
Buon cammino prof. Arslan!









