Sanità sotto osservazione. E per accendere i riflettori, Libera ha annunciato un flash mob “Occhi aperti sulla corruzione”, in programma sabato 13 giugno a Vibo Valentia
Quindici inchieste per corruzione e concussione, 183 persone indagate e un sistema che continua a mostrare profonde fragilità soprattutto nel settore sanitario. Sono i numeri contenuti nel dossier elaborato da Libera Calabria, che fotografa l’andamento dei fenomeni corruttivi nella regione dal 1° gennaio 2025 al 1° giugno 2026 e che lancia un nuovo allarme sulla tenuta della legalità in uno dei comparti più delicati per la vita dei cittadini.
Libera ha censito, attraverso l’analisi di notizie di stampa, comunicati delle procure, delle forze dell’ordine e delle agenzie di informazione, un quadro che racconta una realtà tutt’altro che marginale. Le indagini riguardano reati che spaziano dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta fino all’estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Particolarmente significativo il dato relativo ai primi cinque mesi del 2026: in Calabria sono state registrate cinque inchieste con 41 persone indagate, mentre a livello nazionale le indagini censite da Libera sono state 38 con 386 indagati.
Secondo l’associazione, emerge un modello corruttivo che cambia volto a seconda dei contesti ma che continua a trovare terreno fertile all’interno della pubblica amministrazione e dei grandi flussi di denaro pubblico. A svolgere il ruolo di “garante” delle regole occulte del sistema, spiegano gli analisti di Libera, possono essere di volta in volta dirigenti pubblici, faccendieri, imprenditori, politici o soggetti legati alla criminalità organizzata.
Ma è soprattutto la sanità a rappresentare il settore più esposto. Un comparto che, per volume di risorse movimentate, continua ad attirare interessi illeciti. Libera ricorda come l’Autorità nazionale anticorruzione abbia stimato in oltre 70 miliardi di euro il valore dei contratti pubblici legati alla sanità, tra farmaci, dispositivi medici, apparecchiature e servizi.
In Calabria il tema assume una rilevanza ancora maggiore. L’associazione richiama infatti le numerose vicende che negli ultimi anni hanno interessato il sistema sanitario regionale: dagli scioglimenti per infiltrazioni mafiose che hanno coinvolto aziende sanitarie della regione alle recenti inchieste che hanno interessato strutture ospedaliere e universitarie, facendo emergere presunti sistemi di corruzione, appalti pilotati, favoritismi e irregolarità nella gestione delle risorse pubbliche.
“La corruzione nella sanità calabrese non è episodica ma una mentalità consolidata”, sostiene Libera, sottolineando come ogni episodio corruttivo finisca per sottrarre risorse ai servizi essenziali, peggiorare l’accesso alle cure e aumentare le disuguaglianze sociali e territoriali. Un costo che, alla fine, ricade direttamente sui cittadini, in particolare sulle fasce più deboli della popolazione.
Proprio per accendere i riflettori su questo fenomeno, Libera Calabria ha annunciato una serie di iniziative pubbliche. Tra queste spicca il flash mob “Occhi aperti sulla corruzione”, in programma sabato 13 giugno alle 10.30 in Corso Vittorio Emanuele a Vibo Valentia.
L’iniziativa si inserisce nella campagna nazionale “Fame di verità e giustizia” e prevede una simbolica “visita oculistica” all’aperto. L’obiettivo è invitare cittadini e istituzioni a osservare con maggiore attenzione i fenomeni corruttivi che attraversano il sistema sanitario e la pubblica amministrazione, rafforzando trasparenza, controllo e responsabilità.
Dal Nord al Sud del Paese, la mobilitazione attraverserà l’Italia dall’8 al 13 giugno. In Calabria il messaggio sarà particolarmente forte: tenere gli occhi aperti significa non considerare la corruzione un fenomeno inevitabile, ma riconoscerne gli effetti concreti sulla qualità dei servizi pubblici, sulla fiducia nelle istituzioni e sul futuro stesso della regione.









