Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 14 giugno
di Mons. Giuseppe Fiorillo
Carissime, carissimi,
il brano del Vangelo di questa 11.ma domenica, ha come luogo la Galilea (la Galilea delle genti!),come tempo i primi mesi della missione di Gesù. Gesù sta percorrendo città e villaggi, portando ovunque novità, entusiasmo e grande speranza di vita nuova.
Andiamo al testo di Matteo: “In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli:«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo figlio di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani;rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». (Matteo 9,36- 10,8).
Gesù ha compassione (soffrire con) per la folla, oppressa dall’Impero Romano che imponeva pesanti tributi, violentata dalle scorrerie della soldataglia, dimenticata dal Senedrio di Gerusalemme. Gesù a questa folla che vuole essere popolo, quale sostegno di salvezza, individua tra la folla, dodici uomini. (dodici erano le tribù d’Israele!) e li nomina apostoli, cioè, inviati. Dà loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. Gesù, partecipando il suo potere ai Dodici, crea una comunità di vita. Ed ecco la sua squadra pronta per la missione!
Una squadra di uomini comuni, umili e poveri. Nessuna competenza speciale. Nessun laureato, uscito da una delle due famose scuole Shamnai o di Hillel, con sede in Gerusalemme. Tra i Dodici abbiamo dei pescatori, degli agricoltori, un pubblicano (Matteo),un ex terrorista (Simone lo zelota), Giacomo d’Alfeo, tradizionalista, Filippo, un greco, Bartolomeo, un puro ebreo, Giuda Iscariota il traditore. Nessun motivo umano per stare insieme, unico motivo l’amore incondizionato verso il giovane Rabbi di Nazareth che li ha caricati di bei sogni. Questa squadra, così, sconclusionata con forti depressioni e sublimi slanci, seguirà Gesù per le polverose e strette strade di Palestina e, dopo la Resurrezione ,percorrerà le grandi strade consolari dell’Impero per proclamare, fino allo spargimento del proprio sangue, che Gesù è morto, è risorto e vive nelle storie umane di ogni giorno. ” Strada facendo”…
Queste due parole sanno di passi veloci e delicati che non amano le soste confortevoli,che non si adagiano nelle glorie personali, perché hanno fretta di guarire, liberare e rendere meno smarriti i viandanti della vita.Il cristianesimo è movimento, è “strada facendo”!
E’ Dio che si presenta con gesti di pietà e di compassione (guarite, curate e risuscitate…). Il cristianesimo è acqua che scorre, è strada, è periferia, é umanità. La missione dei seguaci di Cristo ha così due dimensioni: predicare e guarire la vita col prendersi cura. Uomini fragili, chiamati a curare le fragilità di altri uomini. “Dio salva sempre attraverso altri uomini” (Romano Guardini).
Anche oggi, duemila anni dopo, abbiamo una sterminata messe che necessita di essere raccolta. Mancano anche oggi gli operai!
Invochiamo il padrone della messe, affinché mandi operai nella sua messe: Operai-educatori che spezzino, con competenza, il pane del sapere e mostrino ai viandanti sentieri e traccino viottoli nella “selva oscura” del consorzio umano; che continuino a ricordare, a riflettere, a chiedere giustizia davanti a salari da fame,a contratti negati,a trasporti clandestini, a nuove schiavitù… Operai-genitori che sappiano dare ai figli un supplemento di spirito e, così, con radici ed ali, possano volare alto, come aquile. Operai-profeti che, in povertà di spirito ed umiltà di cuore, gridino, con la forza della ragione, contro il nuovo ordine mondiale, che vuole greggi e non persone, vuole pance da riempire e non teste pensanti, vuole spade e lance (guerre) che uccidono e non aratri e falci (pace), che portino vita nella bella compagnia degli uomini. Operai- consolatori con mani che accarezzino visi, con parole che aprono cuori alla speranza, con pane di pianto con chi piange, con calice di lacrime con chi soffre.
Buona domenica. don Giuseppe Fiorillo.








