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La tregua tra guerra e pace, sono bugiardi anche nell’ipocrisia. Le mie domande inquiete

Come si sconfiggono i dittatori

da admin_slgnwf75
15 Luglio 2026
in attualità
Tempo di lettura: 3 minuti
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La storia insegna che il denaro corrompe, ma le rivoluzioni democratiche contagiano. Le dittature non si abbattono con altre dittature. Si abbattono con democrazie credibili, coerenti e coraggiose

di Franco Cimino

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La guerra si sconfigge facendo guerra alla guerra. Non è retorica, né un gioco di parole. È una verità. È la risposta più razionale alla più irrazionale delle follie umane. È l’unico modo per opporsi a chi della violenza ha fatto il proprio potere.

Da tempo sostengo che la guerra si combatte togliendo forza ai suoi artefici. I criminali di guerra sono pochi, hanno nomi e cognomi. Le loro armi non sono soltanto i missili e i carri armati: sono il denaro, le materie prime, il controllo dell’economia, dell’informazione, della tecnologia e della politica.

Con i soldi di tutti noi finanziano la produzione di armi, corrompono le istituzioni, comprano consenso, manipolano l’informazione, influenzano scuole e università, controllano lo spazio attraverso i satelliti e utilizzano l’intelligenza artificiale per orientare quella umana. Il loro potere nasce dalla nostra dipendenza economica. E oggi anche culturale.

Per questo continuo a proporre una forma di resistenza civile tanto semplice quanto efficace: uno sciopero dei consumi. Una settimana ogni mese, per un anno, rinunciando ai prodotti derivati dalle materie prime che alimentano le loro ricchezze. Sarebbe un sacrificio per tutti, ma colpirebbe il cuore del loro sistema economico. Le loro ricchezze diminuirebbero, e con esse il loro potere.

Qualcuno reagirebbe con maggiore violenza. È prevedibile. Ma nessuna dittatura resiste a lungo quando perde le proprie risorse economiche e si trova di fronte alla mobilitazione dei popoli. La storia insegna che il denaro corrompe, ma le rivoluzioni democratiche contagiano.

Esiste però un’altra forma di violenza, meno visibile e forse ancora più pericolosa. È quella esercitata contro popoli interi da regimi autoritari che soffocano ogni aspirazione alla libertà attraverso la repressione, la paura e la manipolazione.

Queste dittature sopravvivono anche grazie all’ipocrisia delle democrazie occidentali, che troppo spesso antepongono gli interessi economici ai diritti umani. In nome della stabilità, del commercio o della convenienza strategica, stringono alleanze con governi che negano libertà fondamentali ai propri cittadini.

È un errore politico ed è, prima ancora, un fallimento morale.

Quei regimi devono essere isolati. Le relazioni privilegiate devono cessare. Le alleanze con i dittatori devono essere interrotte.

Le dittature non si abbattono con altre dittature. Si abbattono con democrazie credibili, coerenti e coraggiose.

Non mi si obietti che tutto questo avrebbe un prezzo economico. La libertà non è mai stata gratuita. Nessuna conquista civile o democratica è nata senza sacrifici. Se i nostri predecessori avessero ragionato soltanto in termini di convenienza, oggi vivremmo ancora in un mondo dominato dall’oppressione.

Prendiamo l’Europa. Se l’Unione Europea e i Paesi che si proclamano difensori della democrazia decidessero di sospendere, anche solo per un anno, i rapporti economici privilegiati con gli Stati che opprimono sistematicamente i propri popoli, molte dittature perderebbero rapidamente la loro forza. Sarebbe una scelta difficile, ma infinitamente più giusta di quella che oggi ci rende spesso complici.

Lo abbiamo già visto. Molte rivoluzioni sono fallite non perché mancasse il coraggio dei popoli, ma perché le democrazie hanno preferito tornare a fare affari con gli oppressori.

È tempo di cambiare cultura politica.

Mettere al centro la persona, la dignità umana e la democrazia significa spostare il baricentro dell’azione degli Stati dagli interessi economici a quelli umani. Solo così potrà nascere un ordine internazionale più giusto.

Forse noi non vedremo quel giorno. Ma lo vedranno i nostri figli.

I figli di tutti.

Soprattutto quelli che oggi nascono nella guerra, nella prigionia, nella paura e nella privazione della libertà.

Tags: democraziadittatoriguerraoppressionepopolisacrificisconfittastoria

admin_slgnwf75

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