Le immagini scattate in queste ore sul posto parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni: il fango putrido e la melma verde sono ancora lì
Ad un mese esatto dall’impegno formale assunto dall’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia per la bonifica e lo svuotamento del Fosso Antonucci in località Pennello a Vibo Marina, la situazione sul posto è desolatamente identica, se non peggiorata.
A denunciarlo sono i consiglieri comunali Giuseppe Cutrullà, Giuseppe Russo, Danilo Tucci, Giuseppe Calabria, i quali ricordano che: Lo scorso 17 giugno , come gruppo consiliare “Cuore Vibonese”, avevamo sollevato con forza il caso attraverso un’interrogazione d’urgenza. Denunciavamo lo stato di blocco idraulico del torrente causato da una vistosa barriera artificiale di sabbia sull’arenile, con il conseguente ristagno putrido di acque a ridosso delle abitazioni e della spiaggia: una vera e propria bomba igienico-sanitaria nel cuore della stagione estiva.
La risposta scritta dell’Assessore alla Manutenzione, Francesco Colelli, giunta tempestivamente, sembrava rassicurante. Nella nota di riscontro, l’Assessore comunicava che gli uffici comunali avevano già avviato le procedure di analisi dei reflui (classificati come rifiuti speciali non pericolosi con codice CER 16 10 02) e che, con Determinazione Dirigenziale n. 1699 del 15 giugno 2026, era stato affidato il servizio di prelievo, trasporto e smaltimento alla società ECOSISTEM S.r.l. per un importo massimo di circa 30.000,00 euro oltre IVA. L’inizio dei lavori di aspirazione e rimozione di 650 metri cubi di liquidi era stato solennemente annunciato per il 22 giugno.
Malgrado ciò, i consiglieri comunali di Cuore Vibonese denunciano che: A distanza di oltre tre settimane dalla data di inizio lavori comunicata dall’Assessore, l’area del Fosso Antonucci si presenta ancora come una palude verde, densa e stagnante. La barriera di sabbia ostruisce ancora il deflusso, la vegetazione infestante ha colonizzato l’alveo e le esalazioni nauseabonde continuano ad ammorbare l’aria respirata da residenti e turisti.


Ci chiediamo a questo punto – – concludono i 4 consiglieri d’opposizione – che fine abbiano fatto i 30 mila euro di soldi pubblici stanziati e se la ditta affidataria abbia effettivamente avviato e completato le operazioni previste. Le immagini scattate in queste ore sul posto parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni: il fango putrido e la melma verde sono ancora lì, indisturbati, sotto il sole cocente di luglio. I cittadini di Vibo Marina, che pagano regolarmente le tasse, meritano risposte concrete e fatti tangibili, non fiumi di carta burocratica che lasciano immutata una gravissima emergenza ambientale.
Il gruppo “Cuore Vibonese” – assicurano infine Giuseppe Cutrullà, Giuseppe Russo, Danilo Tucci, Giuseppe Calabria – continuerà a vigilare senza sosta e preannuncia nuove e più incisive azioni ispettive qualora l’ostruzione non venga rimossa immediatamente e l’area non sia restituita alla piena salubrità e decoro che una località turistica balneare merita di avere.










