Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 16 agosto
di Mons. Giuseppe Fiorillo
Carissime, carissimi,
la pagina di Matteo di questa 20ª domenica del tempo ordinario narra di Gesù che, dopo un’accesa discussione con i Farisei sul concetto di purità, lascia le città della Galilea, che vivono attorno al lago di Genezareth e si dirige verso Tiro e Sidone, antiche città marinare del Libano, ricche e floride, ma anche cariche di egoismo e di ingiustizia verso i poveri.
Nell’Antico Testamento queste città vengono duramente bollate dai profeti: “Sidone, vergognati!( Isaia 23 4); “Tiro, per la tua superbia sarài distrutta” (Ezechiele26 2).
Andiamo al testo:” In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Ed egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole, che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita”. (Matteo 15,21-28).

Gesù, per la prima volta, esce dai confini della Palestina, in cerca di un po’ di quiete, data la pressante richiesta di prodigi da parte degli abitanti delle città del lago: Cafarnao, Magdala, Bersaida, Tiberiade, Garizim. Varcati i confini si imbatte in una donna, una cananea, una pagana, che grida la sua disperazione per la gravità della malattia di sua figlia: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide”.
Gesù non risponde e continua a camminare. La cananea lo segue, sbarra la strada, si inginocchia davanti a lui, dicendo: “Signore aiutami”. Alla risposta di Gesù:” Non è bene prendere il pane dei figli (gli Ebrei) e gettarlo ai cagnolini (i Pagani), la donna insiste:”E’ vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.
Ci domandiamo perché tanta durezza verso la cananea, da parte di Gesù, che ha sempre tenerezza e comprensione verso tutte le donne che incontra?
L’agire di Gesù,a prima vista, ci pare sconcertante, ma rivela il suo volto di vero ebreo, testimonia la sua piena incarnazione. Cristo, come “figlio dell’uomo”, vive in precise situazioni storiche e culturali, con passioni e sentimenti legati al suo popolo ed alla sua terra… Tuttavia, la grande fede della straniera, alla fine, lo porta ad uscire dai chiusi steccati del suo popolo ed aprirsi a tutti i Popoli.
“Donna grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”.
Questa donna, uno dei personaggi più simpatici del Vangelo, con la sua intelligente tenacia, riesce a far cambiare idea a Gesù, portandolo ad allargare gli spazi della sua missione ed a chinarsi sul suo dolore di madre ed esaudire,così, la sua sofferta richiesta d’aiuto. Oggi chi è per noi la Cananea, che grida il suo dolore al mondo intero,come i Salmisti della Bibbia,come gli afflitti che sanno che Dio ascolta i poveri e li predilige?
Sono le madri di Gaza e di mille altri luoghi di pena, che piangono i loro figli, uccisi dalla belva umana.
“Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più” (Geremia 31,15).
Sono i Popoli, affamati di pane, di giustizia, di dignità, di libertà, che gridano ai potenti narcisisti della terra: “Avete finito di battere i tamburi/ a scadenza di morte su tutti gli orizzonti?” (Salvatore Quasimodo).
Sono i giovani ai quali la società, spesso e volentieri, tarpa le ali e ruba il futuro. Sono gli anziani, soli, che mangiano solitudine nelle loro case, sempre più povere di persone e di cose. Sono gli immigrati che bussano alle porte del nostro Occidente, in cerca di un futuro più dignitoso per sé e per i loro figli. Sono i circa cento milioni e più (stima dell’ONU) di uomini, donne, bambini, che, oggi, vagano per il mondo in cerca di un pezzo di pane da condividere ,un affetto da partecipare, un luogo dove sentirsi a casa.
Buona domenica, con la voce di una poetessa, che è passata in mezzo a noi come una cananea: “Cristo, amava indistintamente tutti, perché aveva un cuore di donna”. (Alda Merini, Milano 21/03/1931- 01/11/2009).
Don Giuseppe.











