Dai Comuni della provincia di Vibo Valentia agli accessi al mare: l’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere” chiede un intervento istituzionale per garantire accessibilità e piena inclusione
Non più soltanto una denuncia, ma una richiesta precisa di intervento istituzionale. Cosimo Limardo, vicepresidente e segretario nazionale del Dipartimento Diversamente Abili dell’Unione Nazionale Italiana e presidente dell’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere”, ha scritto al ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli per portare all’attenzione del Governo una situazione che, secondo quanto evidenziato nell’istanza, continua a penalizzare pesantemente le persone con disabilità.
Al centro della lettera c’è il tema dell’accessibilità universale, considerata non come una concessione o un servizio aggiuntivo, ma come condizione indispensabile per garantire pienamente diritti, autonomia e inclusione sociale.
Cosimo Limardo concentra la propria attenzione, in particolare, sulla provincia di Vibo Valentia, evidenziando una serie di criticità che riguardano tanto gli edifici pubblici quanto gli spazi urbani e le strutture destinate alla fruizione collettiva.
La prima questione riguarda Municipi e uffici pubblici che, in diversi casi, sarebbero collocati ai piani superiori di edifici privi di ascensori idonei, montascale o rampe conformi. Una condizione che, sottolinea Limardo, rischia di trasformare l’accesso a un servizio pubblico in un ostacolo insormontabile e, di fatto, di compromettere l’esercizio di diritti fondamentali.
C’è poi il problema dei percorsi tattili e della segnaletica LOGES, ritenuti insufficienti sui marciapiedi e all’interno degli uffici pubblici. L’assenza di una rete adeguata di guide tattili rende particolarmente difficile la mobilità autonoma delle persone non vedenti e ipovedenti.
Un capitolo specifico riguarda quindi il rapporto con il mare, tema particolarmente sensibile in un territorio come quello vibonese. Secondo l’istanza, numerose spiagge continuano a essere prive di passerelle idonee, camminamenti capaci di raggiungere la battigia e ausili necessari per consentire alle persone con disabilità di vivere pienamente anche il diritto alla balneazione.
Infine, Limardo richiama l’attenzione sulla carenza di servizi igienici pubblici accessibili e sulle difficoltà di ingresso in numerosi esercizi commerciali, dove continuerebbero a mancare rampe e soluzioni adeguate.
È proprio mettendo insieme tutti questi elementi che l’esponente dell’Unione Nazionale Italiana parla di una «realtà non più tollerabile» e chiede al ministro di intervenire sollecitando i Comuni della provincia di Vibo Valentia e gli altri enti territoriali ad adeguare rapidamente le proprie strutture.
La richiesta è quella di una concreta applicazione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), affinché non rimangano strumenti sulla carta ma diventino effettivamente il punto di partenza per una trasformazione degli spazi pubblici.
Una battaglia che, nelle intenzioni di Cosimo Limardo, non vuole fermarsi alla denuncia. Nella lettera al ministro viene infatti offerta la disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo di confronto e approfondimento, mettendo a disposizione l’esperienza maturata sul territorio dall’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere”.
Perché una città davvero accessibile, è il senso dell’appello, non è semplicemente una città nella quale vengono eliminate rampe, gradini o ostacoli. È una città nella quale una persona con disabilità può entrare in un Municipio, percorrere un marciapiede, raggiungere una spiaggia, accedere a un negozio e utilizzare un servizio pubblico senza dover ogni volta chiedere permesso alla propria condizione.
Ed è su questo terreno che la richiesta di Cosimo Limardo al ministro Locatelli intende riportare l’attenzione: l’abbattimento delle barriere architettoniche come concreta attuazione del principio di uguaglianza e non come intervento di semplice manutenzione urbana.












