Fu assassinato nella notte del 20 agosto del 1991, alle 2.30 circa, in località Russomanno nel comune di Satriano durante un servizio di perlustrazione.
Soverato e Satriano ricordano l’Appuntato Scelto Renato Lio, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Civile e vittima del dovere, assassinato nella notte del 20 agosto del 1991, alle 2.30 circa, in località Russomanno nel comune di Satriano durante un servizio di perlustrazione.
Una cerimonia di commemorazione si è tenuta prima presso la stele commemorativa prospiciente la Compagnia Carabinieri, con la deposizione di una corona d’alloro e poi presso la Chiesa di S. Maria Immacolata di Soverato, dove il Cappellano Militare del Comando Legione Carabinieri Calabria, ha celebrato la Messa.
Al termine della funzione religiosa, la famiglia Lio, accompagnata dai militari dell’Arma hanno raggiunto la rotatoria “Russomanno”, dove, alla presenza del Sindaco di Satriano, è stata deposta, da due Carabinieri in Grande Uniforme Speciale e da due Agenti della Polizia Locale, una corona d’alloro ai lati della lapide dislocata dove è avvenuto l’assassinio del militare, risalente a 35 anni fa.
Quella notte, lungo le strade di Soverato, la pattuglia del Nucleo Radiomobile, composta dagli Appuntati Renato Lio e Francesco Baita, intercettò un’auto lanciata a forte velocità con tre persone a bordo.
Durante la perquisizione, uno dei tre occupanti, un pregiudicato noto per la sua pericolosità, reagì improvvisamente. Dopo aver spinto il graduato, afferrò una pistola nascosta sotto il sedile e, nonostante il tentativo dell’Appuntato Lio di bloccarlo con coraggio, esplose diversi colpi a bruciapelo contro il militare per guadagnarsi la fuga. Ferito gravemente, Lio continuò a opporsi all’aggressore fino a quando, stremato, crollò a terra.
Il malvivente aprì il fuoco anche contro l’Appuntato Baita, che si era posizionato al centro della carreggiata per rispondere con l’arma d’ordinanza. Esaurite le munizioni, l’assassino si impossessò della pistola di Lio e riprese a sparare, poi raggiunse l’autoradio di servizio, dove recuperò una pistola mitragliatrice. Risalito sull’auto insieme agli altri due soggetti, fuggì a tutta velocità.
Ne seguì una vasta caccia all’uomo che portò alla cattura del responsabile dell’omicidio. I due complici, entrambi cugini e incensurati, si presentarono spontaneamente ai Carabinieri, dichiarando la propria estraneità ai fatti di sangue.










