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Don Fiorillo, “Ma voi, chi dite che io sia?”: la domanda che non lascia dormire le nostre coscienze

Don Fiorillo, “Ma voi, chi dite che io sia?”: la domanda che non lascia dormire le nostre coscienze

da admin_slgnwf75
23 Agosto 2026
in è domenica
Tempo di lettura: 4 minuti
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Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 23 agosto

di Mons. Giuseppe Fiorillo

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Carissime, carissimi,

oggi celebriamo la 21ª domenica del tempo ordinario.

Con questa pagina del vangelo di Matteo siamo a Cesarea di Filippo, la capitale del regno di Erode Filippo, il più settentrionale dei regni, ereditati dai figli di Erode il Grande (grande per le realizzazioni politiche, ma anche grande per i numerosi misfatti!). Cesarea era un territorio pagano e, Gesù era revenuto fin quassù, alle sorgenti del fiume Giordano, con i Suoi, quasi in ritiro, per trovare un momento di quiete dopo due anni e mezzo passati per sentieri e villaggi e città della Palestina, predicando e curando ogni sorta di malattie.

Andiamo al testo: “In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti.» Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse «Beato sei tu Simone, figlio di Giona, perché né carne, né sangue, te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli Inferi non preverranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierà sulla terra sarà sciolto nei cieli».(Matteo 16,13-20).

Gesù, quassù, al suono della musica delle acque che sgorgano dalle viscere del monte Hermon, vuole fare un “sondaggio di opinioni” sulla sua identità. Quasi a bruciapelo domanda loro: la gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo? La risposta, partecipata da tutti, riporta la varietà dei convincimenti della gente, con la conclusione che, senza dubbio, Lui è un profeta. Ma a Gesù, che sembra non interessare più di tanto il pensiero della gente, incalza: ma voi chi dite che io sia? Lungo silenzio, rotto dall’affermazione di Pietro: tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

Gesù rafforza l’affermazione di Pietro pronunciando questa beatitudine: “Beato sei tu Simone, figlio di Giona, perché né carne, né sangue, te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli”.

Con l’affermazione di Pietro, che parla a nome di tutti gli altri Discepoli e con la proclamazione della beatitudine di Gesù verso Pietro, nasce a Cesarea di Filippo la chiesa, affidata a Pietro con la forza dei tre simboli: la pietra, le chiavi e l’immagine del legare e dello sciogliere.

La pietra è simbolo di solidità e sicurezza, di fiducia in Dio “mia roccia”. Le chiavi, simbolo del potere su una casa, su una città, su un regno, ma anche del potere nelle interpretazioni dei testi sacri. Il legare e lo sciogliere sono simbolo di perdonare i peccati nel nome del Signore, ma anche funzione di esortare, ammonire e confermare i fedeli nella fede.

“Ma voi, chi dite che io sia?” Questo pressante interrogativo, nato tra le frescure del monte Hermon, col sottofondo della musica delle acque, che scendono per dare vita al fiume Giordano, oggi, interpella me, te, tutti noi che ci professiamo cristiani. Interpella i potenti della terra che, con la pretesa di dirsi cristiani, usano il rivoluzionario messaggio di Gesù, quale sonnifero per addormentare, attraverso anche messaggi subliminari, le coscienze della gente e, così, indisturbati “fanno e disfanno tutto a loro piacimento”. (Marco 10,42).

E, quando questa operazione silenziosa e malvagia non dovesse funzionare, allora, i padroni della terra usano la forza e, con la voce del Grande Inquisitore, attraverso mille espedienti, gridano contro Cristo: “Vattene e non venire più… Non venire più a turbare le nostre feste… mai più… mai più”. (F. M. Dostoevskij,I fratelli Karamazov)

Interpella noi che vediamo in Cristo un abisso di luce alla quale ci illuminiamo in compagnia dei buoni, col vivo desiderio di realizzare sulla terra e il regno di Dio, che è regno di pace, di accoglienza, di fraternità, di giusta condivisione dei beni della terra da “Dio affidata agli uomini” (Genesi).

Interpella, ancora, noi, pellegrini verso l’Assoluto, considerati “pietre scartate” dal mondo; sì, ma pietre vive per Cristo sulle quale Lui costruisce una casa, nella quale “non c’è giudeo nè greco, non c’è schiavo né libero, non c’è maschio né femmina, perché tutti UNO in Cristo Gesù”. (Galati 3,28).

Buona domenica con una appassionata supplica :”Abbiamo bisogno di te, Signore Gesù, di te solo e di nessuno altro. Tu solo conosci il bisogno che c’è di te, in questo mondo, in quest’ora del mondo. Gesù tutti hanno bisogno di te anche quelli che non lo sanno; e quelli che non lo sanno, assai più di quelli che lo sanno”(Giovanni Papini, Storia di Cristo Edizione F. Vallecchi 1922).

Don Giuseppe

Tags: chiavichiesacoscienzedomandadomenicagesùpietroriflessionivangelo

admin_slgnwf75

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