Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate dalle ore 14 del 7 settembre alle ore 14 del 30 settembre attraverso la piattaforma regionale
Ci sono luoghi che rischiano di spegnersi non perché manchino le case, le strade o persino le persone, ma perché lentamente vengono meno i luoghi nei quali una comunità si incontra, si racconta e continua a sentirsi tale. Una libreria che chiude, una biblioteca che resta vuota, un borgo che non ha più uno spazio nel quale produrre e condividere cultura sono altrettanti segnali di una desertificazione che non è soltanto demografica.
È dentro questa consapevolezza che la Regione Calabria prova a costruire una risposta, mettendo la cultura al centro di una nuova idea di territorio.
Sono stati pubblicati tre avvisi esplorativi destinati a raccogliere manifestazioni di interesse e a costruire una possibile rete regionale di presidi culturali diffusi. Un progetto ancora nella fase di ascolto e programmazione, ma che contiene una visione tutt’altro che marginale: fare della cultura uno strumento di rigenerazione, partecipazione e attrattività, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne.
I tre percorsi hanno nomi diversi, ma parlano la stessa lingua.
Il primo è “Calabria Narrata”, pensato per creare una rete regionale di residenze artistico-letterarie. L’idea è portare scrittori, artisti, musicisti, attori, autori audiovisivi e altri protagonisti della cultura direttamente nei territori, trasformando borghi e comunità in luoghi di ricerca, creazione e produzione culturale. Non soltanto ospitare artisti, dunque, ma fare in modo che la loro presenza entri in relazione con la storia, l’identità e la vita quotidiana dei luoghi.
Poi c’è “Calabria Community Bookshop”, che guarda a un altro presidio fondamentale: la libreria. L’obiettivo è sostenere la nascita e il consolidamento di librerie indipendenti e di comunità, riconoscendole come luoghi di aggregazione e non semplicemente come esercizi commerciali. Nel progetto rientra anche la possibilità di accompagnare la trasformazione di attività come le edicole in nuovi spazi dedicati ai libri e alla cultura.
Infine, le “Biblioteche Sociali”, concepite come spazi aperti e multifunzionali: luoghi per leggere e studiare, ma anche per formarsi, lavorare in coworking, creare, incontrarsi e partecipare alla vita della comunità. La cultura, insomma, esce dagli scaffali e diventa socialità, formazione, inclusione e partecipazione civica.
È proprio questo il punto più interessante dell’iniziativa. La Regione non sembra voler immaginare la cultura come una successione di eventi da consumare, magari durante l’estate, ma come una infrastruttura permanente del territorio. Una rete nella quale residenze artistiche, librerie e biblioteche possano dialogare, diventando presidi di comunità e strumenti per contrastare anche la desertificazione dei territori.
E in una Calabria che continua a fare i conti con lo spopolamento dei piccoli comuni, il tema assume un significato ancora più profondo. Perché salvare un paese non significa soltanto conservare le sue pietre. Significa creare le condizioni perché quelle pietre continuino a raccontare una storia vissuta da persone che hanno ancora un motivo per restare, tornare o arrivare.
La cultura può essere anche questo: una ragione per abitare un luogo.
E può diventare, insieme, un elemento di turismo culturale sostenibile, di destagionalizzazione e di valorizzazione di cammini, itinerari e forme di mobilità lenta. La presenza di artisti e autori, la vitalità delle librerie e la nascita di nuovi spazi culturali possono infatti creare nuove ragioni di visita e di permanenza, distribuendo l’attrattività oltre le destinazioni già consolidate.
La Regione parla di una possibile “Calabria Cultura”: un sistema diffuso nel quale la cultura non sia soltanto qualcosa da consumare, ma una leva per abitare, raccontare e rigenerare il territorio.
Adesso toccherà ai territori raccogliere la sfida. Gli avvisi sono, infatti, esplorativi: servono a conoscere il fabbisogno, raccogliere progettualità e indicazioni, in vista della successiva definizione delle modalità operative e degli eventuali avvisi pubblici.
Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate dalle ore 14 del 7 settembre alle ore 14 del 30 settembre 2026, attraverso la piattaforma regionale.
È una finestra temporale precisa. Ma soprattutto è una finestra aperta su un’idea diversa di Calabria.
Una Calabria nella quale, accanto alle grandi infrastrutture, possano finalmente contare anche quelle apparentemente più piccole: una stanza piena di libri, una biblioteca aperta, uno scrittore che arriva in un borgo, una comunità che torna a incontrarsi.
Perché qualche volta la rinascita di un territorio può cominciare proprio da lì: da un libro aperto su un tavolo.











