Oltre 200mila euro dalle multe e circa 40mila dalle strisce blu. Schiavello (FdI) accusa: «Si incassa a piene mani, ma per la frazione costiera non arrivano servizi»
C’è una domanda che, alla fine di un’estate tutt’altro che esaltante sul piano dei servizi, Vibo Marina ha il diritto di porsi: quanto restituisce il Comune a quel territorio che, attraverso multe e parcheggi a pagamento, contribuisce in maniera tutt’altro che trascurabile alle casse dell’ente?
A sollevare la questione è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Antonio Schiavello, che mette in fila alcuni numeri e li contrappone a ciò che, a suo giudizio, sarebbe mancato durante la stagione estiva. Il conto è presto fatto: oltre 200mila euro dalle sanzioni stradali e circa 40mila euro dalle strisce blu. Complessivamente, dunque, circa 240mila euro che, secondo l’esponente dell’opposizione, fanno di Vibo Marina una sorta di “bancomat” dell’amministrazione comunale.
Il problema, però, non sarebbe soltanto quanto si incassa. Il vero interrogativo riguarda quanto di quelle risorse si traduca concretamente in servizi, sicurezza, decoro e qualità urbana.
Vibo Marina, ricorda Schiavello, è l’unica frazione del territorio comunale, insieme al centro cittadino, a disporre di stalli a pagamento. Una scelta che può essere comprensibile quando serve a regolamentare la sosta e migliorare la mobilità, ma che inevitabilmente rende ancora più legittima la richiesta dei cittadini di vedere un territorio ordinato, curato e adeguatamente servito.
E invece, sostiene il capogruppo di FdI, «da quando questa amministrazione si è insediata, a Vibo Marina non si è vista nemmeno la pittura per ridisegnare le strisce pedonali».
Una frase volutamente provocatoria, ma che fotografa una delle contestazioni più ricorrenti rivolte alla gestione della frazione costiera: la distanza tra ciò che si chiede ai cittadini e ciò che l’amministrazione restituisce loro.
L’estate appena conclusa, del resto, secondo Schiavello avrebbe offerto un esempio emblematico. L’isola pedonale, pensata per restituire spazi alla passeggiata e alla vivibilità del lungomare, sarebbe stata frequentemente occupata dalle automobili.
«Più che passeggiare su un lungomare – attacca Schiavello – sembrava di camminare nel parcheggio di un centro commerciale».
Ma nella denuncia dell’esponente di Fratelli d’Italia c’è anche un elemento che riguarda direttamente il funzionamento della macchina amministrativa. Schiavello ricorda infatti di avere presentato, già nel maggio scorso, un ordine del giorno per l’istituzione del disco orario, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale.
Un’approvazione che, però, non sarebbe stata seguita dall’attuazione del provvedimento.
E qui la polemica politica diventa inevitabile: a cosa serve approvare all’unanimità una misura se poi quella misura resta sulla carta?
È questo, probabilmente, uno degli interrogativi più scomodi posti dall’opposizione alla Giunta. Perché al di là dello schieramento politico, il tema non è soltanto Vibo Marina. È il rapporto tra decisioni assunte, impegni annunciati e risultati concretamente prodotti.
Schiavello sostiene di avere richiamato nuovamente l’attenzione dell’amministrazione sulla questione anche durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, senza però ottenere risposte.
Da qui l’affondo finale: «Un’amministrazione che riscuote a piene mani dal territorio ma non riesce a garantire neanche il minimo sindacale in termini di decoro, viabilità e sicurezza dimostra una totale incapacità di gestione. Vibo Marina merita rispetto e servizi all’altezza delle risorse che produce».
Parole dure, naturalmente, che arrivano da un esponente dell’opposizione e che dunque vanno lette anche nel più ampio confronto politico con l’amministrazione di centrosinistra.
Ma c’è una questione che resta, indipendentemente dalle appartenenze politiche: se Vibo Marina porta nelle casse comunali circa 240mila euro attraverso multe e parcheggi a pagamento, i cittadini hanno tutto il diritto di chiedere dove vadano a finire quelle risorse e, soprattutto, quali benefici concreti tornino sul territorio.
Perché pagare per parcheggiare è una cosa. Pagare le multe è un’altra.
Pagare entrambe e poi dover chiedere persino che vengano ridipinte le strisce pedonali è, invece, un paradosso amministrativo che meriterebbe almeno una risposta.










