«Da Romeo un attacco personale e deplorevole. Parlare di “finta civiltà” è vergognoso: io difendo il territorio, la Giunta si intesta i risultati altrui»
«Se non si è in grado di accettare l’ingratitudine, è meglio non fare del bene. Resto sinceramente stupita, ma non sorpresa, dalle parole del Sindaco Enzo Romeo. Definire “finta civiltà” e “polemica pretestuosa” l’appello di chi chiede risposte immediate per i cittadini più fragili e per la comunità di Vibo Marina, Bivona e Porto Salvo rivela una visione gravemente miope delle reali esigenze del nostro territorio».
Antonella Petracca non le manda a dire: affonda il colpo e risponde per le rime al Sindaco che aveva reagito a muso duro ad un suo intervento in merito al Centro di Aggregazione Sociale di Vibo Marina
«Quello del Sindaco – dichiara Petracca – assume i contorni di un vero e proprio attacco alla mia persona, un atteggiamento che ritengo profondamente deplorevole, a maggior ragione da parte di chi ho sostenuto in prima persona, candidandomi al suo fianco e condividendo un programma elettorale che oggi sembra purtroppo rinnegare. Vengo ingiustamente accusata di cercare visibilità solo perché ho portato avanti con discrezione e senso di responsabilità, nell’interesse esclusivo dei cittadini, un punto qualificante di quelle stesse promesse fatte agli elettori».
Quindi, un giudizio secco: «La realtà è che questa amministrazione fatica a mostrare risultati concreti e finisce per attribuirsi meriti non propri. Considero vergognoso questo modus operandi: appropriarsi del lavoro altrui non appartiene alla mia storia né al rispetto che porto verso la carica che ricopro, ma evidentemente caratterizza l’operato di questa Giunta.
Poi, spiega il senso del suo agire come consigliere comunale: «Ascoltare e tutelare le fasce fragili, lasciate dall’oggi al domani senza il loro unico punto di ritrovo e di socialità, non è propaganda: è un dovere istituzionale inderogabile. Se la chiusura è stata dettata da intoppi burocratici, un’amministrazione seria avrebbe dovuto prevenire il disagio programmando gli interventi, non subire le criticità e sbarrare i cancelli».
E conclude: «Prendo atto dell’annuncio di riapertura, ma gli slogan non bastano più: vogliamo fatti, trasparenza e date certe. Non permetterò che le legittime istanze di Vibo Marina vengano liquidate con attacchi personali e delegittimazioni. Continuerò a battermi con determinazione per il nostro territorio e a vigilare con rigore finché le porte del Centro non saranno riaperte, forte della dignità del mio ruolo e nel rispetto assoluto del mandato democratico ricevuto dai stessi cittadini, perché la dignità delle nostre comunità non è mai oggetto di speculazione, ma priorità assoluta».










