Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 6 settembre
di Mons. Giuseppe Fiorillo
Carissime, carissimi,
con questo brano del Vangelo di Matteo di questa 23ª domenica del tempo ordinario, siamo nel cuore del discorso comunitario, raccolto dall’Evangelista nel 18º capitolo. Quarto discorso dei cinque che sostengono il Vangelo di Matteo, quasi pilastri portanti di una grande cattedrale.
Andiamo al testo:” In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità, io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti del mio nome, lì sono io in mezzo a loro». (Matteo 18,15-2).
Le comunità non sono sempre composte di uomini e donne puri e giusti, sempre pronti ad amare, ma, al contrario, spesso, registrano conflitti, gelosie, discussioni, separazioni,odi, guerre senza fine… A questo mondo di morte, ecco la medicina, che ci prescrive Gesù; ecco la terapia da seguire se vogliamo un mondo pacificato. “Se il tuo fratello”… tu va’ inizia, fai il primo passo, perché il più lungo dei cammini parte sempre col primo passo. Lascia i tortuosi sentieri della gente che ti sussurra: “perché andare tu che sei più anziano? Perché umiliarti davanti a tanta presunzione?” Tu va’ non ascoltare, prendi le mulattiere che portano a Calvario, fermati sotto la Croce e ascolta: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. (Luca 23, 34).
“Se tuo fratello”…
Il primo passo è parlare non del fratello, ma con il fratello… E allora va’, bussa alla sua porta, se ti apre, avrai guadagnato tuo fratello. In questo mondo dove tutto è profitto e guerre e spaccio di droga e vendite di armi e commercio di esseri umani… Dove tutto è denaro… Tu guadagni fratelli, perché investi in relazioni, in dialogo, producendo una ricchezza che porta fraternità e corresponsabilità e benessere fisico e psichico.
Questa è la pedagogia di Gesù: la correzione fraterna. La correzione fraterna è l’espressione più alta dell’amore che allontana la tentazione di volgere lo sguardo altrove per non vedere il fratello. La correzione fraterna è l’amore che rende la vita attenta ad ogni suono, ad ogni voce, ad ogni volto e salva i frammenti di vite spezzate e raccoglie pietre per costruire case,nidi di amore per le persone.
“E se tuo fratello” apre la porta, tu entra, abbraccialo, siediti e cena con lui, perché lì c’è Dio “cemento del cosmo, forza di coesione della materia, collante delle vite” (Davide Maria Turoldo).
Oggi, come non mai,è necessario un grande insegnamento sulla solidarietà umana. È necessario un incontro con chi commette una colpa, primo da solo a solo e, poi, con due o tre persone e, alla fine, con tutta la Comunità, con la quale si condivide la bella avventura della Vita.
Urge, oggi, questa pedagogia della relazione, del dialogo, del rammendo di legami lacerati, perché siamo nel secolo della rivoluzione digitale, degli smartphone, dei social network, delle chat, di Instagram, dei videogames, cioè, di tutto quello che ci illude di essere in contatto con il mondo intero, mentre, in concreto, siamo isolati nel chiuso delle nostre case a mangiare, spesso, solitudine senza fine.
Buona domenica con l’eredità poetica religiosa di John Donne: “Nessun uomo è un’isola,/ completo in se stesso;/ ogni uomo è un pezzo del Contenente/ una parte del Tutto”.
Don Giuseppe Fiorillo











