• Contatti
martedì, Agosto 11, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Protagonista degli anni d’oro della “Vibo Bella”, Pino Candela lascia la sua città alla vigilia di Natale

da admin_slgnwf75
29 Agosto 2024
in ricordi
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Stile impeccabile, naturalmente elegante… carismatico. Un ricordo personale ed affettuoso

di Maurizio Bonanno

Ti potrebbe anche piacere

L’eskimo sotto la giacca. La morte di Guccini e… quel ragazzo che continua a vivere sotto i nostri abiti da adulto

L’eskimo sotto la giacca. La morte di Guccini e… quel ragazzo che continua a vivere sotto i nostri abiti da adulto

7 Agosto 2026
259
Diaz e Bolzaneto… 25 anni dopo

Diaz e Bolzaneto… 25 anni dopo

22 Luglio 2026
148

Erano i tempi della Prima Repubblica, quando i partiti tradizionali si alternavano nei governi di coalizione – a livello nazionale come a livello locale – a guida democristiana. Erano i tempi della Prima Repubblica quando in politica non era uso dichiararsi liberali (poi divenne una moda al punto che si definì in qualche modo liberale pure D’Alema!). Erano i tempi della Prima Repubblica e quei (pochi) liberali veri che volevano dedicarsi alla politica si schieravano o con i puristi di Malagodi ed il PLI, o con quelli con una visione più sensibile al sociale collegandosi quindi al PRI di La Malfa (e poi… di Visentini, di Spadolini).

Pino Candela, apprezzato professionista della “Vibo Bene”, aveva scelto quest’ultimo partito convinto che mettere al servizio le proprie conoscenze per far crescere la propria città fosse un dovere: civico quanto morale. E nel PRI si candidò. Nel PRI fu eletto in Consiglio comunale. E in rappresentanza del PRI fece politica attiva, si pose al servizio della sua città, fece l’assessore: al Bilancio, ovviamente.

Stile impeccabile, tra il trendy ed il vintage appena accennato, conosceva i modi eleganti che coniugava con un carisma naturale, che diventava autorevolezza quando si affiancava alla competenze della sua professione. Ha vissuto la “Vibo Bella”, quel quindicennio – tra le fine dei ’60 ed i primi degli ’80 – che faceva di Vibo Valentia un punto di riferimento culturale e mondano, artistico e gaudente, a volte forse anche kitsch ma mai volgare; con i night club che cedevano il posto alle discoteche ed è qui che si consuma il nostro primo contatto: alla Buche del 501, dove lui era di casa mentre io, subentrato al mitico dj Valentino, cominciavo la mia attività attingendo anche dai suoi suggerimenti (in tema musicale, il duo Vanoni-Paoli erano tra i suoi preferiti e per me un porto sicuro quando bisognava dare spazio ai cosiddetti “lenti” dopo lo scatenarsi ritmico della disco music).

Per molti, un “maestro” nella sua professione, seppe anche vestire i panni del docente. Intanto, diverso, probabilmente anche più impegnativo, fu il nostro secondo approccio: lui politico ascoltato ed amministratore di riferimento, io giovane cronista che trovava in Pino Candela una relazione costruttiva per il necessario bagaglio di conoscenze utili al mio lavoro. Nel solco di una stima crescente si sviluppò un’amicizia che tale rimase anche quando, passati alla cosiddetta “Seconda Repubblica”, Pino Candela scelse di restare fuori non riconoscendo ai nuovi parvenu del rinnovato agone politico motivo di interlocuzione.

Un simpatico personale aneddoto ricordo proprio ora, nel mentre piango la sua fine terrestre.

Qualche decennio fa, capitò di incontrarci alla vigilia di un Capodanno a Sauze d’Oulx, rinomata località delle montagne piemontesi a due passi dal Sestriere. Fu una casualità e una sorpresa rivederci lì, tanto lontani dalla nostra Vibo Valentia. Un riconoscersi cordiale, un simpatico, autoironico, considerare come ci fossimo ritrovati in quel luogo entrambi giunti per seguire i percorsi disegnati dal fascino femminile al quale – evidentemente – tutti r due non volevamo sottrarci. E come “viver bene” lui lo sapeva e sapeva indicarlo!

Poi, il passare del tempo, quel tempo che non gli è stato alleato. L’orgoglio di essere ricordato nella pienezza del suo vigore, di quel suo stile impeccabile, di quel suo elegante portamento. E le strade della sua Vibo Valentia non più da lui percorse… fino al giorno di questa triste notizia: che addolora, amareggia, rattrista.

Pino Candela lascia una Vibo Valentia diversa da come da lui vissuta. Lascia un mondo tristemente diverso rispetto a quello da lui vissuto. Quell’epoca che dagli esperti odierni viene ricordata come quella dell’edonismo sociale e politico: fortunato chi è riuscito a viverla. Pino Candela, nel suo ambiente, seppe non solo viverla, ma esserne un protagonista.

Così vogliamo ricordarlo.

Tags: PLIPRIprima repubblicaVibo Valentia

admin_slgnwf75

Articoli Simili

L’eskimo sotto la giacca. La morte di Guccini e… quel ragazzo che continua a vivere sotto i nostri abiti da adulto

L’eskimo sotto la giacca. La morte di Guccini e… quel ragazzo che continua a vivere sotto i nostri abiti da adulto

da Maurizio
7 Agosto 2026
259

Oggi se ne va un pezzo della nostra giovinezza. Addio a Francesco Guccini, l'artista che ha insegnato a una generazione...

Diaz e Bolzaneto… 25 anni dopo

Diaz e Bolzaneto… 25 anni dopo

da admin_slgnwf75
22 Luglio 2026
148

I giudici hanno ricostruito i fatti con precisione, consegnando alla nazione un documento che mette nero su bianco una “verità...

Paolo Borsellino e l’agenda rossa: il simbolo di una verità ancora incompiuta

Paolo Borsellino e l’agenda rossa: il simbolo di una verità ancora incompiuta

da admin_slgnwf75
19 Luglio 2026
145

19 luglio 1992 - 19 luglio 2026. La memoria non si onora con le corone di fiori, ma con il...

3 luglio 2006, la drammatica alluvione che colpì la collina e la costa di Vibo Valentia. Vent’anni dopo abbiamo imparato qualcosa?

3 luglio 2006, la drammatica alluvione che colpì la collina e la costa di Vibo Valentia. Vent’anni dopo abbiamo imparato qualcosa?

da Maurizio
3 Luglio 2026
243

Di quel tragico giorno, ognuno ha impresse delle immagini nella mente. Non si dimentica la paura e lo sconcerto per...

Prossimo

Pranzo di Natale per gli anziani con il Vescovo Attilio Nostro a San Marco di Cessaniti

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews