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I social sono la prima fonte di informazione per i giovani: rilanciata l’educazione al diritto nell’ecosistema digitale

I social sono la prima fonte di informazione per i giovani: rilanciata l’educazione al diritto nell’ecosistema digitale

da admin_slgnwf75
11 Luglio 2026
in costume e società
Tempo di lettura: 3 minuti
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La qualità della democrazia del XXI secolo dipenderà sempre meno dalla disponibilità delle tecnologie e sempre più dalla capacità dei cittadini di comprenderne il funzionamento, i limiti e le responsabilità

di Romano Pesavento*

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione delle istituzioni, del mondo della scuola e degli operatori dell’informazione sul profondo mutamento che sta ridefinendo i processi di formazione culturale delle nuove generazioni. Le più recenti analisi dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), del Reuters Institute for the Study of Journalism e del Censis evidenziano come i social media rappresentino ormai il principale punto di accesso alle notizie per adolescenti e giovani adulti, mentre il giornalismo professionale continua a costituire il riferimento privilegiato per la verifica dell’attendibilità delle informazioni e per l’approfondimento dei fatti.

L’attuale configurazione dell’ecosistema digitale supera la tradizionale distinzione tra mezzi di comunicazione e strumenti tecnologici. Le piattaforme digitali, attraverso sistemi di profilazione, algoritmi di raccomandazione e modelli di intelligenza artificiale sempre più sofisticati, influenzano la selezione delle informazioni, la costruzione delle opinioni e, indirettamente, l’esercizio della partecipazione democratica. In tale contesto, il diritto all’informazione non può più essere inteso esclusivamente come diritto di accesso ai contenuti, ma anche come diritto della persona a maturare il proprio convincimento in un ambiente informativo caratterizzato da trasparenza, pluralismo e consapevolezza.

Il Coordinamento ritiene che tale scenario renda improcrastinabile il rafforzamento dell’educazione digitale quale asse strategico del sistema di istruzione. La competenza digitale, infatti, non può essere circoscritta all’utilizzo degli strumenti informatici o delle piattaforme online, ma deve comprendere la conoscenza delle regole che disciplinano l’ambiente digitale, dei diritti e dei doveri che ne derivano, dei meccanismi di funzionamento delle tecnologie emergenti e delle implicazioni che esse producono sulla libertà personale, sulla privacy, sulla sicurezza, sulla proprietà intellettuale e sul pluralismo dell’informazione.

In questa prospettiva, il Coordinamento esprime apprezzamento per le iniziative promosse dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito dell’educazione digitale, della cittadinanza digitale e della formazione sull’intelligenza artificiale, ritenendo tuttavia necessario un ulteriore consolidamento dell’offerta formativa mediante percorsi strutturati dedicati all’educazione giuridica del digitale, in coerenza con l’evoluzione della normativa nazionale ed europea, dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) all’AI Act, fino al Digital Services Act e al Digital Markets Act, destinati a incidere profondamente sulla vita dei cittadini e sul funzionamento delle piattaforme.

Per la natura interdisciplinare di tali contenuti, il Coordinamento ritiene strategico valorizzare il contributo dei docenti della classe di concorso A-46 – Scienze giuridico-economiche, le cui competenze consentono di integrare efficacemente gli aspetti normativi, economici e costituzionali dell’innovazione tecnologica con le finalità educative della scuola. La formazione digitale delle giovani generazioni richiede, infatti, una solida alfabetizzazione giuridica che permetta agli studenti di comprendere il significato concreto della tutela dei dati personali, della responsabilità delle piattaforme, della regolazione dell’intelligenza artificiale, dei diritti digitali e delle garanzie poste dall’ordinamento a tutela della persona.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che il prossimo traguardo del sistema scolastico italiano debba essere la costruzione di una cultura della legalità digitale, nella quale l’innovazione tecnologica sia accompagnata da un’adeguata consapevolezza giuridica. Nell’era dell’intelligenza artificiale, il divario più insidioso non è quello tecnologico, ma quello normativo: utilizzare strumenti sempre più potenti senza comprenderne le regole significa esporre i diritti fondamentali della persona a forme di vulnerabilità spesso invisibili.

Per questa ragione il CNDDU auspica che il Ministero dell’Istruzione e del Merito promuova un Piano nazionale per l’educazione giuridica del digitale, capace di integrare competenze tecnologiche, giuridiche ed economiche in un quadro unitario. La qualità della democrazia del XXI secolo dipenderà sempre meno dalla disponibilità delle tecnologie e sempre più dalla capacità dei cittadini di comprenderne il funzionamento, i limiti e le responsabilità. Oggi educare ai diritti umani significa preparare studenti che sappiano esercitare le libertà costituzionali anche nello spazio digitale, riconoscendo nel diritto non un limite all’innovazione, ma la sua imprescindibile garanzia.

*presidente CNDDU

Tags: democraziadirittoecosistema digitaleeducazionegiovaniinformazioneresponsabilitàsocialtecnologia

admin_slgnwf75

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