Forza Italia Giovani, Gioventù Nazionale, Partito Democratico Giovani, Movimento 5 Stelle: “Davanti alla morte di due ragazzi non ci sono bandiere da difendere, ma vite da ricordare e responsabilità da assumere”
Ci sono momenti in cui la politica deve avere il coraggio di fermarsi. Di abbassare i toni, mettere da parte le appartenenze e riconoscere ciò che viene prima di qualsiasi confronto: la vita umana.
La morte di Carmelo Purita, 27 anni, e Andrea Minasi, 23 anni, rappresenta uno di questi momenti.
Due giovani vite spezzate, due famiglie improvvisamente private di un figlio, due comunità Zungri e Vibo Valentia strette nel dolore. Di fronte a una tragedia simile, le differenze politiche non scompaiono, ma diventano per ciò che sono: secondarie rispetto al valore della vita.
Per questo Forza Italia Giovani, Gioventù Nazionale, Partito Democratico Giovani, Movimento 5 Stelle scelgono di parlare con una voce comune.
Lo fanno innanzitutto per esprimere la propria vicinanza alle famiglie di Carmelo e Andrea, agli amici e a tutti coloro che in queste ore stanno vivendo un dolore difficile persino da raccontare.
Ma lo fanno anche perché il cordoglio, per quanto doveroso, non può essere l’ultima parola.
Carmelo ha perso la vita a seguito del drammatico incidente avvenuto a Zungri. Andrea è morta dopo giorni di agonia in seguito al grave investimento avvenuto a Vibo Valentia. Saranno gli organi competenti a ricostruire con precisione le dinamiche e ad accertare eventuali responsabilità.
A noi, però – affermano i giovani vibonesi impegnati in politica – spetta un’altra responsabilità: interrogarci. Perché ogni volta che una giovane vita viene spezzata sulle nostre strade non possiamo limitarci a esprimere cordoglio, pubblicare una fotografia, pronunciare una frase di circostanza e poi tornare alla normalità.
La normalità, davanti a due giovani morti, non può essere questa.
La sicurezza stradale deve diventare una priorità vera, non una promessa da pronunciare dopo l’ennesima tragedia.
La sicurezza stradale, infatti, non riguarda soltanto le istituzioni. È una responsabilità collettiva. Rispettare i limiti di velocità, non utilizzare il telefono alla guida, non mettersi al volante in condizioni di pericolo e prestare attenzione agli altri utenti della strada sono comportamenti che possono salvare vite.
Occorre intervenire sulla manutenzione delle strade, sulla segnaletica, sull’illuminazione, sui punti maggiormente pericolosi e sui controlli. Ma occorre anche investire nella prevenzione e nell’educazione stradale, soprattutto tra i più giovani.
Perché una strada sicura è certamente una strada ben progettata e ben mantenuta, ma è anche una strada percorsa da persone consapevoli che ogni scelta alla guida può avere conseguenze irreversibili.
Non esistono secondi tentativi quando in gioco c’è una vita.
Ed è proprio su questo terreno che la politica giovanile deve dimostrare di essere all’altezza del proprio ruolo.
Possiamo dividerci sulle idee, sui programmi, sulle priorità e sulle soluzioni politiche. È normale. È la democrazia.Ma ci sono temi sui quali dividersi non basta: bisogna costruire.
Oggi – affermano le organizzazioni giovanili – non vogliamo alimentare polemiche né puntare il dito. Vogliamo però rivolgere un appello chiaro alle istituzioni e alla comunità: facciamo della sicurezza stradale una battaglia comune. Non aspettiamo la prossima tragedia per tornare a parlarne.
Serve un confronto concreto tra amministrazioni, istituzioni, forze dell’ordine, scuole, associazioni e cittadini. Serve individuare le criticità, intervenire dove necessario e costruire una vera cultura della prevenzione.
Perché dietro ogni numero c’è una persona. Dietro ogni incidente mortale c’è una famiglia che non sarà più la stessa. Dietro ogni giovane che non torna a casa ci sono sogni, progetti, amicizie e un futuro che viene improvvisamente cancellato.
Carmelo e Andrea avevano ancora tanto da vivere.
Ed è proprio per questo che il loro ricordo non può fermarsi al dolore.
Deve diventare una responsabilità.
La politica può dividersi su molto, ma non sulla tutela della vita.
Per questo oggi, pur rappresentando sensibilità politiche differenti, Forza Italia Giovani, Gioventù Nazionale, Partito Democratico Giovani, Movimento 5 Stelle scelgono di stare dalla stessa parte: dalla parte delle famiglie di Carmelo e Andrea, dalla parte della prevenzione, dalla parte della sicurezza e dalla parte di tutti quei giovani che ogni giorno percorrono le strade del nostro territorio.
Alle famiglie di Carmelo e Andrea rinnoviamo il nostro più sincero cordoglio e la nostra vicinanza.
Il dolore non ha colore politico.
La vita non ha appartenenza.
La sicurezza non può più aspettare.
Per Carmelo. Per Andrea. Perché il loro ricordo non sia soltanto memoria, ma diventi impegno.










