Domani sabato il paese accompagnerà il feretro nel silenzio. Il sindaco Giordano: Un segno di comune profondo cordoglio
Ci sono dolori davanti ai quali anche una comunità intera sente il bisogno di fermarsi, perché la morte di un ragazzo di appena quattordici anni è una ferita che va oltre il dolore privato di una famiglia e diventa, inevitabilmente, dolore collettivo.
È quello che accadrà a Mileto, dove il sindaco Salvatore Fortunato Giordano ha proclamato il lutto cittadino per domani sabato 12 settembre, in occasione dei funerali di Giuseppe Leone Bianchi, il giovane prematuramente scomparso a Roma all’età di 14 anni.
Un’ordinanza che nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale di interpretare i sentimenti dell’intera popolazione e di manifestare concretamente la vicinanza alla famiglia, colpita da una perdita tanto grave quanto inattesa.
Il lutto cittadino sarà proclamato dalle ore 15 di sabato 12 settembre fino alla conclusione dei funerali.
Durante questo periodo è stata disposta l’esposizione della bandiera a mezz’asta negli edifici pubblici, mentre ai cittadini e alle organizzazioni sociali viene rivolto l’invito a esprimere liberamente la propria partecipazione al lutto.
L’ordinanza invita inoltre gli esercenti e, più in generale, i titolari di attività commerciali ad abbassare le saracinesche in segno di lutto, in occasione del trasferimento della salma verso il cimitero comunale. Non un obbligo generalizzato, dunque, ma un invito alla partecipazione attraverso quel gesto semplice e antico con cui un paese può dire, senza bisogno di parole, che quel dolore riguarda tutti.
INelle motivazioni dell’ordinanza, il sindaco sottolinea come la proclamazione del lutto rappresenti il modo attraverso il quale l’Amministrazione intende manifestare «solennemente e tangibilmente» il proprio dolore e quello dell’intera comunità, con particolare vicinanza ai genitori e alla famiglia del giovane.
È una scelta che assume un significato ancora più forte davanti alla morte di un adolescente: una vita appena affacciata al futuro, improvvisamente interrotta.
Le attività potranno abbassare le saracinesche, gli edifici pubblici ammainare simbolicamente le proprie bandiere e le strade accompagnare il passaggio della salma.
Ma, al di là delle disposizioni formali contenute nell’ordinanza, resta soprattutto un paese che si stringe attorno a una famiglia spezzata dal dolore.
E forse, in momenti come questo, la solidarietà di una comunità non può restituire ciò che è stato perduto, ma può almeno impedire che una famiglia debba sentirsi sola nel momento più difficile.










