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Don Fiorillo, Gesù accoglie sempre e accoglie tutti come quel padre misericordioso che viene incontro a quel figlio sciagurato

Don Fiorillo, Gesù accoglie sempre e accoglie tutti come quel padre misericordioso che viene incontro a quel figlio sciagurato

da admin_slgnwf75
9 Agosto 2026
in è domenica
Tempo di lettura: 4 minuti
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Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 9 agosto

di Mons. Giuseppe Fiorillo

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con il brano del Vangelo di Matteo di questa domenica 19.ma del tempo ordinario, siamo sulle rive del mare di Genezaret. Gesù,con la moltiplicazione dei pani e dei pesci, aveva sfamato la folla, la quale, sazia, non si accorge che Gesù, a sera, si era ritirato in un luogo appartato, in cerca di silenzio, dopo aver ordinato ai Suoi di mettersi in acqua e di precederlo sull’altra sponda del lago. Andiamo al testo:

“La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finir della notte Egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro allora gli rispose: «Signore se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».( Matteo 14, 22-33)”.

I primi cristiani, testimoni oculari, nelle assemblee eucaristiche, narravano le storie vissute con Gesù. Fra migliaia di parabole e discorsi e segni, operati da Gesù nei mille giorni di permanenza sulla terra, i quattro evangelisti registrano soltanto alcuni messaggi, significativi per la comunità di riferimento. La tempesta sedata viene riportata da tutti e tre i Vangeli sinottici. Tutte e tre le comunità di riferimento (Matteo per Gerusalemme), Marco (per Roma), Luca (per il mondo greco), si trovano in difficoltà a motivo delle persecuzioni, causate dall’annuncio del Vangelo, che sconvolge il vivere dei Pagani, basato sul peccato (come scrive Paolo apostolo nella lettera ai Romani): il peccato della schiavitù, dell’infanticidio, del dominio dell’uomo sulla donna, delle guerre che distruggono persone e cose. È chiaro, soprattutto, per la comunità di Gerusalemme, il racconto della tempesta sedata: il mare (nel linguaggio biblico è simbolo di morte!) è figura del mondo, nemico del Vangelo.

La barca è la comunità cristiana, nella tempesta, a motivo delle persecuzioni. Solo Cristo salva: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». La vittoria, tuttavia, sugli avvenimenti si ottiene con l’andare verso Cristo e riconoscerlo e non confonderlo con i fantasmi della nostra mente. Pietro cammina sulle acque agitate con sicurezza finché guarda Lui, Cristo. Quando distoglie lo sguardo da Lui e lo posa sulle onde, sulla bufera, sul caos, comincia a sprofondare nei gorghi del mare. Al suo grido di disperazione: «Signore, salvami!», Gesù lo afferra e gli dice: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Poi salgono insieme sulla barca e il vento cessa ed il mare si placa.

Anche noi, oggi, siamo nella storia delle nostre tempeste e paure: le guerre, le corruzioni, le disparità economiche, le dipendenza di vario tipo, l’ossessione per i social, le infinite stupidità, le abbondanti dissipazioni.

“Chi ci salva da questo corpo di morte?” (San Paolo, Romani 7,24). La risposta è tenere lo sguardo verso Gesù, al suo messaggio di pace, fraternità, accoglienza, condivisione, compartecipazione.

Accogliere nella nostra barca (la vita, la società) Gesù è avere una nuova visione del mondo.

“Vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più”. (Apocalisse 21,1).

Questa pagina ci appartiene, perché tutti un giorno abbiamo sentito cedere la terra sotto i nostri piedi. Tutti abbiamo percepito un principio di affondamento, perché gravati da problemi troppo grandi, quali l’incomprensione delle persone, i fallimenti di progetti a cui tenevamo tanto, le difficoltà nel trovare un lavoro, un alloggio. Allora è il momento di tendere la mano verso Gesù e Lui ci darà la sua mano e non punterà il dito per accusarci, come non ha fatto con Pietro per i suoi dubbi.

Lui, Gesù accoglie sempre e accoglie tutti come quel padre misericordioso che viene incontro a quel figlio sciagurato che ritorna a casa deluso, lacero e mendico. Lui, sì, accoglie sempre, accoglie soprattutto chi apre la porta del cuore.

Il dramma è che, oggi, tanta gente chiude la porta a Gesù che passa, perché sazia di molte altre cose e pensa che, con la scienza e la tecnica, possa far fronte a tutte le acque agitate della vita ed a tutti i venti contrari. E così, abbandonando la fede in Cristo e nel suo vangelo, l’umanità resta sommersa in un oceano di depressioni, di superficialità, di precarietà, di discesa nel buio dei valori umani e religiosi.

“Togliete Dio dalla mente dell’uomo e tutte le scelleratezze saranno possibili” (F. Dostoevskij, I Demoni)

Buona domenica con un pensiero del Papa Buono: “Non consultarti con le tue paure ma con le tue speranze e i tuoi sogni. (Papa Giovanni )

Don Giuseppe

Tags: barcadomenicagesùpietroriflessionivangelo

admin_slgnwf75

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