Se gli ordini del giorno dell’opposizione sono sbagliati, perché non bocciarli? Se il Polo universitario non è una priorità, perché non dirlo apertamente? Se sugli asili nido esiste una soluzione migliore, perché non portarla in Aula?
C’è un modo curioso di intendere la maggioranza: avere i numeri per governare, ma non sempre quelli per stare in Aula. A Vibo Valentia, ormai, il tema comincia a diventare politico prima ancora che regolamentare.
Anche oggi il Consiglio comunale non ha potuto discutere due questioni tutt’altro che marginali: l’ordine del giorno sugli asili nido e quello sull’istituzione di un Polo universitario a Vibo Valentia, entrambi presentati e sottoscritti dai gruppi di opposizione. La seduta è saltata per il venir meno del numero legale, dopo l’uscita dall’Aula della maggioranza.
È quanto denunciano i gruppi consiliari di opposizione – Cuore Vibonese, Forza Italia, Identità Territoriale, Insieme al Centro, Fratelli d’Italia e il gruppo Misto-Petracca Antonella – che hanno formalmente consegnato al presidente del Consiglio un documento nel quale contestano quello che definiscono un comportamento ormai reiterato e chiedono che vengano tutelate le prerogative dei consiglieri di opposizione. Non escludendo, inoltre, di interessare della vicenda il Prefetto.
Il punto, però, è soprattutto politico.
Perché un conto è perdere una votazione. Un altro è evitare che la votazione si tenga.
La maggioranza, naturalmente, ha tutto il diritto di ritenere sbagliate le proposte dell’opposizione. Può bocciarle, modificarle, emendarle, contrapporre una propria visione. È precisamente questo il senso del confronto democratico. Ma quando il confronto viene semplicemente impedito, il problema non riguarda più soltanto l’opposizione: riguarda la qualità stessa della vita consiliare.
E qui emerge una sensazione che sarebbe difficile non cogliere: quella di una maggioranza che rischia di apparire contemporaneamente arrogante e politicamente debole. Arrogante quando sembra ritenere che basti sottrarsi al confronto per non dover rispondere alle questioni poste; debole quando non riesce a mettere in campo, in Aula, una posizione politica capace di misurarsi con quella degli avversari.
È un paradosso non da poco.
Soprattutto perché gli argomenti rimasti sul tavolo non sono quisquilie. Sugli asili nido, il confronto era già stato acceso nelle settimane scorse. L’opposizione sostiene che la propria proposta non chiedesse affatto di aprire la struttura di Moderata Durant senza collaudo, ma puntasse ad avviare per tempo l’individuazione del futuro gestore, subordinando ogni effetto concreto al completamento degli adempimenti necessari.
Oggi, finalmente, ci sarebbe stata l’occasione per discutere nel merito. Non è accaduto.
E non è accaduto neppure sul Polo universitario, tema che investe una prospettiva di lungo periodo per la città, per i giovani e per la capacità di Vibo Valentia di costruire un’offerta formativa e culturale adeguata alle proprie ambizioni.
Due questioni diverse, dunque. Una risposta identica: l’Aula non ne ha discusso.
Ora, sarebbe fin troppo facile trasformare la vicenda nella consueta guerra tra maggioranza e opposizione. Ma sarebbe anche riduttivo. Perché la questione investe il rapporto tra chi governa e la città.
Una maggioranza forte non ha paura del voto contrario. Anzi, lo cerca quando è convinta delle proprie ragioni. Entra in Aula, ascolta, replica, vota e si assume la responsabilità della scelta.
Una maggioranza politicamente solida non ha bisogno di sottrarsi al confronto. E soprattutto non dovrebbe dare l’impressione che il numero legale possa diventare una sorta di interruttore: acceso quando conviene, spento quando la discussione rischia di diventare scomoda.
Le opposizioni, dal canto loro, annunciano che continueranno a fare il proprio lavoro. È il loro compito. Così come è compito della maggioranza governare, decidere e rispondere delle proprie decisioni.
Alla fine, la domanda è semplice: se gli ordini del giorno dell’opposizione sono sbagliati, perché non bocciarli? Se il Polo universitario non è una priorità, perché non dirlo apertamente? Se sugli asili nido esiste una soluzione migliore, perché non portarla in Aula?
La politica, soprattutto quella comunale, dovrebbe vivere di parole, confronto e voti. Non di assenze strategiche. Perché una maggioranza può certamente battere l’opposizione. Quello che non dovrebbe mai fare è evitare di incontrarla.
E, soprattutto, non dovrebbe dimenticare che dall’altra parte dei banchi non c’è soltanto l’opposizione: c’è una città che aspetta risposte.











