Dopo l’uscita improvvisa di Laura Pugliese, per il nuovo capogruppo consiliare il PD sceglie di tornare a chi già le aveva conteso questo ruolo: Maria Fiorillo
Vengono scelti toni roboanti e dichiarazioni forti per annunciare il nuovo capogruppo del PD in Consiglio comunale. La frase iniziale scelta sembra, più che un proclama, una sorta di avvertimento proiettato nel presente ma con lo sguardo rivolto al più recente passato: «Si apre una fase nuova, fondata su unità, responsabilità e coerenza».
Comunque sia, la notizia è che il Gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Vibo Valentia ha proceduto alla propria riorganizzazione, individuando nel consigliere Maria Fiorillo il nuovo Capogruppo e nel consigliere Umberto Lo Bianco il nuovo vicecapogruppo.
Una scelta che – affermano – vuole aprire una fase nuova per il gruppo del Partito Democratico, che rappresenta la componente numericamente più consistente del Consiglio comunale e che, proprio per questo, avverte ancora più forte la responsabilità di offrire alla città un esempio di serietà, compattezza e chiarezza politica.
L’impegno che si intende prendere è annunciato: Il PD è e deve continuare ad essere un luogo di confronto. Le sensibilità differenti rappresentano una ricchezza e le prerogative che la legge riconosce a ciascun consigliere comunale sono e resteranno pienamente rispettate. Ma il pluralismo non può essere confuso con l’assenza di una linea politica comune. Appartenere a un gruppo consiliare significa condividerne il percorso politico, partecipare lealmente al confronto interno e rispettare le decisioni che il gruppo assume democraticamente. Questo principio vale nelle scelte politiche come nell’attività istituzionale, in Consiglio comunale e nelle Commissioni. Il confronto, anche acceso, deve avvenire nelle sedi opportune; una volta definita collegialmente una posizione, è necessario che il gruppo sappia esprimersi con responsabilità, coerenza e unità.
Insomma, un “proclama” che denuncia quanto bruci ancora l’improvvisa decisione di Laura Pugliese di lasciare gruppo e partito e passare a Casa Riformista.
I toni del comunicato, infatti, continuano a contendere messaggi ed avvertimenti, piuttosto che rallegramenti per la decisione presa.
Da oggi su questo punto intendiamo essere molto chiari – si legge, infatti, nel comunicato – Non potranno essere considerate compatibili con la permanenza nel Gruppo consiliare del Partito Democratico condotte politiche reiterate e apertamente difformi dalle decisioni assunte dal gruppo, soprattutto quando non siano precedute da un confronto leale nelle sedi interne. Non si tratta di comprimere la libertà di alcuno, ma di attribuire un significato concreto all’appartenenza politica. Chi sceglie di far parte del gruppo del Partito Democratico ne condivide responsabilità, valori, indirizzo politico e percorso. Diversamente, è più corretto e trasparente assumere conseguentemente altre scelte.
Sembra di leggere il classico “messaggio a nuora perché suocera intenda”, perché dai rumors di Palazzo sembra trapelare che malumori e “maldipancia” politici non sono ancora finiti.
Ed allora, il PD coglie l’occasione per chiarire ogni dubbio: La fase che si apre – è l’avvertimento – non sarà caratterizzata da divisioni o personalismi, ma dalla volontà di ricostruire unità, rafforzare il gruppo e rilanciare con maggiore forza l’iniziativa politica del Partito Democratico dentro il Consiglio comunale e nella città. Essere il gruppo più numeroso significa avere maggiori responsabilità. Vogliamo esercitarle fino in fondo, con serietà e con una regola semplice: prima il confronto, poi la sintesi, infine la responsabilità di rispettare insieme le decisioni assunte.
La chiusura del comunicato è lo specchio del disagio fin qui vissuto, quando invita perentoriamente ad un impegno deciso: Il Partito Democratico deve tornare ad essere sempre più riconoscibile, autorevole e unito. Ed è da questa consapevolezza che ripartiamo.










