• Contatti
mercoledì, Settembre 16, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Io non mi sento vibonese, ma per fortuna o purtroppo… per fortuna lo sono!

Vibo Valentia mia, perdonami: anch’io ho pensato di andarmene!

da Maurizio
25 Agosto 2026
in editoriale, opinioni
Tempo di lettura: 6 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

I dati del Sole 24 Ore hanno certificato la fuga dai capoluoghi. Vibo Valentia è tra le città che perdono abitanti. E chi ha scelto di restare, oggi, si interroga sul futuro della propria comunità

di Maurizio Bonanno

Ti potrebbe anche piacere

Emodinamica, l’allarme dell’Osservatorio Città Attiva conferma i timori già espressi: adesso servono risposte, non silenzi

…se a Vibo Valentia il cuore può aspettare! L’ennesimo paradosso della sanità in Calabria

13 Settembre 2026
186
La morte di Emma Bonino, la libertà non si eredita: si difende

La morte di Emma Bonino, la libertà non si eredita: si difende

12 Settembre 2026
113

Ebbene sì. Lo confesso.

Con una fatica che forse chi non conosce questa città non può comprendere, io che, ormai molti decenni fa, ho scelto di non andarmene, di costruire qui la mia famiglia ed il mio futuro, in questi ultimi mesi sono stato tentato di fare una cosa dolorosa: cambiare residenza.

Non è una provocazione. E non è nemmeno una resa.

È una confessione.

Perché quando una città è quella nella quale sei nato, cresciuto, hai amato, lavorato, scritto, costruito relazioni e immaginato il futuro dei tuoi figli, pensare di lasciarla non è come cambiare indirizzo su un documento. È come ammettere che qualcosa si è spezzato.

Poi arriva una notizia dell’agenzia Ansa, che riprende un’analisi de Il Sole 24 Ore sui dati Istat, e improvvisamente quella che sembrava una sensazione personale diventa un dato statistico. Vibo Valentia è tra i 15 capoluoghi italiani nei quali, nel triennio 2023-2025, neppure l’immigrazione dall’estero è riuscita a compensare la perdita di residenti verso altri Comuni.

Si spopolano i capoluoghi calabresi, non basta l’immigrazione internazionale

Quindici città. Non centoquattro. Non una generica fotografia del Mezzogiorno. Quindici.

E dentro quell’elenco ci siamo noi. Vibo Valentia.

È un dato che dovrebbe far riflettere molto più di una graduatoria sulla qualità della vita, di una classifica sui servizi o di una polemica politica del giorno. Perché dietro quei numeri ci sono persone.

Ci sono famiglie che se ne vanno. Giovani che cercano altrove ciò che qui non trovano. Professionisti che costruiscono il proprio futuro fuori. Coppie che preferiscono vivere nei centri della cintura urbana. E ci sono, soprattutto, intere generazioni che smettono semplicemente di immaginare Vibo Valentia come il luogo nel quale restare.

Ed è questo, forse, l’aspetto più drammatico.

Una città non muore quando perde soltanto abitanti. Una città comincia a morire quando perde l’idea del proprio futuro.

E Vibo Valentia, diciamolo senza infingimenti, da troppo tempo sembra aver smarrito proprio quella.

Non voglio fare l’ennesimo elenco delle cose che non funzionano. Lo abbiamo fatto mille volte. Lo facciamo ogni giorno sulle pagine di ViViPress. Strade, servizi, sanità, manutenzione, cultura, spazi pubblici, decoro urbano. Tutto importante. Ma c’è qualcosa che viene prima.

Il degrado sociale e culturale.

Quello che non si misura con i metri quadrati di una strada dissestata e nemmeno con il numero dei cassonetti. È il degrado più difficile da raccontare perché riguarda il modo in cui una comunità percepisce se stessa.

Una città nella quale la cultura diventa spesso un accessorio, nella quale gli spazi destinati alla cultura vengono lasciati languire, nella quale il patrimonio storico e architettonico non sempre viene trattato come una ricchezza ma come un ingombro, finisce inevitabilmente per impoverirsi anche dentro. E quando si impoverisce dentro, prima o poi si impoverisce anche fuori.

Vibo Valentia avrebbe tutto per essere diversa.

Ha una storia straordinaria, un patrimonio culturale che molte città più fortunate ci invidierebbero, un territorio che dal centro storico arriva al mare, passando attraverso colline, paesi, tradizioni, memoria e identità.

Eppure continuiamo a comportarci come se tutto questo fosse normale. Come se fosse scontato. Come se non dovessimo difenderlo ogni giorno.

Il problema, allora, non è soltanto che qualcuno se ne va. Il problema è perché se ne va.

E soprattutto perché sempre più persone sembrano non vedere una ragione sufficiente per restare.

Io, quella ragione, per gran parte della mia vita l’ho trovata.

Ho scelto Vibo Valentia quando avrei potuto scegliere diversamente. Ho costruito qui la mia famiglia. Qui ho lavorato. Qui ho scritto. Qui ho investito tempo, passioni, energie. Qui ho conosciuto persone che sono diventate parte della mia vita.

Ho scelto di restare perché ho sempre pensato che una città non si ama soltanto quando è bella, efficiente e accogliente. Una città si ama soprattutto quando ha bisogno di essere migliorata.

Ma arriva un momento nel quale anche chi ama comincia a chiedersi se l’amore possa bastare.

Ed è questa la domanda che, oggi, mi pongo pubblicamente.

Perché non vorrei che un giorno Vibo Valentia si scoprisse una città abitata prevalentemente da chi non ha potuto o voluto andarsene.

Vorrei una città nella quale restare fosse ancora una scelta. Una scelta consapevole. Una scelta orgogliosa. Una scelta conveniente non soltanto economicamente, ma anche umanamente e culturalmente.

Il dato de Il Sole 24 Ore dovrebbe essere preso per quello che è: un campanello d’allarme.

Non una sentenza.

Perché le statistiche raccontano ciò che è accaduto. Non necessariamente ciò che accadrà.

E allora sarebbe ancora possibile invertire la rotta. Ma per farlo occorrerebbe smettere di accontentarsi della normalità.

Occorrerebbe tornare a parlare di una visione della città.

Di cultura come investimento e non come ornamento. Di scuola, università, formazione, lavoro, giovani. Di servizi. Di qualità della vita. Di spazi nei quali incontrarsi. Di una città capace di trattenere i propri figli e di convincere qualcuno, magari, a venire ad abitarci.

Perché il contrario della fuga non è semplicemente l’immigrazione.

Il contrario della fuga è l’attrazione.

È una città che sa attrarre idee, energie, competenze, imprese, giovani, famiglie. Una città che non costringe i propri ragazzi a partire per diventare ciò che vorrebbero essere. Una città che non fa sentire vecchio chi prova ancora a immaginarla giovane.

Ecco perché quel dato mi inquieta.

Non perché io abbia paura delle statistiche. Ma perché, per la prima volta, una statistica sembra aver dato un numero a qualcosa che da mesi sentivo dentro di me.

La tentazione di andarmene.

Non l’ho ancora fatto. E forse non lo farò.

Perché, nonostante tutto, continuo a pensare che una città amata non si abbandona alla prima difficoltà.

Ma attenzione: amare una città non significa tacerne i difetti.

Significa avere il coraggio di denunciarli. E soprattutto pretendere che qualcuno abbia il coraggio di affrontarli.

Per questo ViViPress continuerà a raccontare Vibo Valentia senza infingimenti: senza compiacenze, senza pregiudizi, senza appartenenze che vengano prima dell’interesse della comunità.

Perché una cosa è certa.

Io vorrei poter continuare a dire di avere scelto Vibo Valentia. E non dovere, un giorno, spiegare perché ho scelto di lasciarla.

Tags: abitantiansacapoluogofugafuturosole 24 orestatisticaVibo Valentia

Maurizio

Articoli Simili

Emodinamica, l’allarme dell’Osservatorio Città Attiva conferma i timori già espressi: adesso servono risposte, non silenzi

…se a Vibo Valentia il cuore può aspettare! L’ennesimo paradosso della sanità in Calabria

da Maurizio
13 Settembre 2026
186

Mentre ancora non si hanno conferme né notizie dell'emodinamica all'ospedale Jazzolino, a Lamezia Terme si inaugura la cardiologia interventistica di...

La morte di Emma Bonino, la libertà non si eredita: si difende

La morte di Emma Bonino, la libertà non si eredita: si difende

da admin_slgnwf75
12 Settembre 2026
113

Ricordare Emma Bonino significa interrogarsi sul significato stesso dei diritti civili. La sua scomparsa può diventare anche un'occasione educativa. di...

Emma Bonino, quando la politica era ancora una cosa seria

Emma Bonino, quando la politica era ancora una cosa seria

da Maurizio
12 Settembre 2026
186

Con Emma Bonino non muore semplicemente una politica. Muore un modo di intendere la politica. Muore una certa idea della...

La Kakistocrazia del Tavolo di Baccarat

La Kakistocrazia del Tavolo di Baccarat

da Maurizio
3 Settembre 2026
253

La vera specialità di questo Casinò è trasformare l'assenza in presenza, l'insuccesso in strategia, l'incapacità in prudenza e la confusione...

Prossimo
Borseggi, donne e bambini: quando la strada diventa una scuola di illegalità e lo Stato non può limitarsi a guardare

Borseggi, donne e bambini: quando la strada diventa una scuola di illegalità e lo Stato non può limitarsi a guardare

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews